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Bolzano

Dai fanghi di depurazione al fosforo: una ricerca altoatesina apre nuove prospettive

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Trasformare un rifiuto in risorsa: è l’obiettivo del progetto di ricerca sviluppato dall’azienda HBI, dalla Libera Università di Bolzano e da NOI Techpark, con il sostegno del Fondo europeo di sviluppo regionale (FESR), volto al recupero del fosforo dai fanghi di depurazione.

Il nutriente, fondamentale per l’agricoltura, è considerato dall’UE una materia prima critica, per la sua importanza e la limitata disponibilità.

Il progetto “Recupero di nutrienti dal processo HTC” si concentra sull’estrazione del fosforo dalle ceneri di gassificazione prodotte durante il trattamento dei fanghi.

L’obiettivo è trasformare un flusso di rifiuti in una materia prima utile per l’industria dei fertilizzanti, spostando il modello di gestione dai fanghi dal semplice smaltimento alla valorizzazione di acqua, energia e nutrienti.

Il team del Bioenergy & Biofuels Lab dell’unibz, guidato dal Prof. Marco Baratieri, ha studiato metodi per ridurre le sostanze nocive presenti nelle ceneri, in particolare i metalli, rendendo il fosforo più accessibile.

Sulla base dei risultati ottenuti, HBI sta sviluppando un modulo industriale da inserire in impianti reali, creando quella che il CEO Daniele Basso definisce la prima catena del valore europea per il recupero del fosforo dai fanghi di depurazione.

Con il supporto di NOI Techpark si pianifica inoltre un progetto europeo che prevede la realizzazione di più impianti, necessari per raggiungere una massa critica utile alla fornitura industriale del fosforo recuperato.

I risultati del progetto sono stati presentati durante l’evento specialistico “Dal fango di depurazione alla risorsa: tecnologie e strategie per il futuro” al NOI Techpark.

Secondo Stefano Dal Savio, responsabile Tech Transfer Green di NOI, la ricerca dimostra come la collaborazione tra università, aziende e centri di innovazione possa produrre soluzioni concrete per la transizione verde, in linea con la strategia provinciale RIS3 che pone l’economia circolare tra le priorità di innovazione e sviluppo.

Il progetto altoatesino rappresenta quindi un passo importante verso un uso sostenibile delle risorse, evidenziando come i fanghi di depurazione possano diventare un elemento chiave nella produzione di fertilizzanti e nella riduzione della dipendenza dai nutrienti importati.

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