Alto Adige
Manifattura altoatesina, segnali di ripresa ma restano criticità su export ed energia
L’utilizzo della capacità produttiva è ancora contenuto. Ciò nonostante s’apprende che i fatturati della manifattura altoatesina hanno dato segnali ben visibili d’accelerazione.
Per lo meno attenendosi agli ultimi mesi del 2025 e al Barometro dell’economia dell’Ire, che evidenzia come la redditività sia giudicata soddisfacente dal 90% delle imprese, sebbene con marcate differenze tra i vari comparti.
Nei settori della produzione di macchinari, apparecchiature e veicoli, la fiducia c’è. Come allo stesso modo c’è nell’industria alimentare e nei materiali da costruzione.
Il discorso economico cambia nei confronti della situazione riguardo la lavorazione dei metalli, diventando insoddisfacente nel settore tessile-abbigliamento, con quasi un terzo delle aziende che non hanno buone entrate. L’andamento è piuttosto altalenante anche per l’export.
Per appunto, nel 2025 le esportazioni sono state penalizzate dalla debolezza dei mercati di Germania e Austria, raggiungendo i 6,8 miliardi di euro (esclusi i prodotti agricoli), segnando un lieve calo dello 0,7% rispetto all’anno prima.
A una forte contrazione nei prodotti elettrici ed elettronici va detto che si contrappone la crescita nei comparti dei veicoli e dell’alimentare. In tema d’occupazione, il settore ha registrato una lieve flessione dello 0,3%, con una media di poco più di 35.300 addetti.
Per quest’anno, invece, le prospettive rimangono condizionate dall’incertezza internazionale, soprattutto legata al conflitto in Medio Oriente. La previsione delle imprese è di un rallentamento degli investimenti e di un aumento dei costi, soprattutto energetici, che potrebbe riflettersi sui prezzi di vendita.
Il grado d’utilizzo degli impianti dovrebbe attestarsi intorno all’85%. Al contempo la crescita del fatturato e dell’occupazione sarà trainata principalmente dalle aziende di maggiori dimensioni. Insomma è chiaro che nonostante le criticità, la redditività dovrebbe rimanere soddisfacente per oltre il 90% delle imprese.
“Le forti oscillazioni dei prezzi energetici testimoniano l’importanza di continuare ad investire nella diversificazione delle fonti e nella produzione di energia rinnovabile – la sottolineatura di Michl Ebner, presidente della Camera di commercio di Bolzano –. Ciò permetterà di aumentare la resilienza dell’intero tessuto economico locale.”
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