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Benessere e Salute

Adolescenti in gruppo: l’8 e il 10 maggio se ne parla alla Kolpinghaus di Bolzano

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Nella pre-adolescenza si confrontano due forze opposte: quella dei genitori che temono di perdere il controllo sui figli, e quella dei figli che si misurano nella ricerca di indipendenza, talvolta, ribellione dai genitori, spesso come ricerca di differenziazione.

Far parte di un gruppo significa poter condividere ideali e paure, identificarsi con gli altri.

Alla domanda “chi sono”, l’adolescente risponde con il “noi siamo”. E questo ci interroga sul valore del gruppo dal punto di vista evolutivo, particolarmente in relazione al bisogno di dipendenza e la conseguente possibile patologia.

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La psicoanalisi e la psicologia hanno approfondito le dinamiche tra l’individuo e il gruppo, sviluppando la pratica del gruppo terapeutico per approfondire sia gli aspetti costruttivi sia le derive patologiche, per cui il gruppo diviene branco e banda secondo una dimensione di onnipotenza pulsionale non elaborata.

I due relatori esporranno da un lato (Anna Oliverio Ferraris) la valenza positiva, terapeutica del gruppo, capace di divenire luogo di contenimento e cura del disagio adolescenziale (e familiare, scolastico), dall’altro (Guido Buffoli) la deriva violenta del gruppo, che nella sua anti-socialità può giungere anche ad uccidere sia fisicamente che mentalmente.

Il primo appuntamento con “Il gruppo salva” è previsto per l’8 maggio alle 20.30 presso la sala Kolpinghaus – largo A. Kolping a Bolzano.

Conferenza a ingresso libero di Anna OLIVERIO FERRARIS (psicologa psicoterapeuta). Introduce Gabriella Kustatscher (dirigente scolastica).

Il secondo appuntamento è invece per venerdì 10 maggio, sempre alla sala Kolpinghaus alle ore 20,30 con “Il gruppo uccide“.

Conferenza a ingresso libero di GUIDO BUFFOLI (neuropsichiatra, psicoanalista).

«Tutti gli adulti hanno avuto un’adolescenza. Per alcuni è trascorsa veloce, per altri si è prolungata più del necessario.
 Per alcuni sono stati anni tormentati, per altri invece un periodo esaltante di scoperte, nuove amicizie, viaggi e cambiamenti. Per molti una traversata tra luci e ombre, successi e imbarazzi, errori e apprendimenti. 
Guardare all’adolescenza dei propri figli alla luce della propria è quello che cercano di fare in molti, tranne poi accorgersi che il contesto di vita in cui crescono i ragazzi di oggi è diverso da quello di ieri

(da: A. Oliverio Ferraris, Sopravvivere con un adolescente in casa)

«Gli adolescenti hanno un forte bisogno di staccarsi dalla famiglia; il gruppo può fornire mediazioni e contenimento. Ma può anche uccidere sia fisicamente che mentalmente all’interno ed all’esterno, diventando anche una gang, spesso, una baby gang dove i preadolescenti non necessitano per forza di un capo ma di un portavoce o di un animatore.

L’antisocialità minorile è uno dei fenomeni più sconcertanti nel campo degli studi psicologici e sociologici e non trova esaurienti spiegazioni. Due sono gli elementi importanti nell’osservazione fenomenologica di questo problema: aggressività e violenza, che non sono sinonimi; anaffettività, durezza affettiva, difetti di empatia, assenza del senso di colpa sono fattori ad alto rischio per l’esito di agiti aggressivi e/o violenti.»

(Guido Buffoli)

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