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Trentino

Al Centro addestramento alpino di Moena vengono formati gli “angeli della neve” della polizia

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Parlare degli “Angeli della neve” sembra quasi di citare il titolo d’un gran film. Però ciò che si vede è tutto reale, dato che si tratta della definizione assegnata agli sciatori della polizia chiamati a garantire la sicurezza e il soccorso lungo le piste delle imminenti Olimpiadi invernali Milano-Cortina 2026.

Ma sapete qual è la particolarità? La loro preparazione avviene al Centro addestramento alpino di Moena. La struttura esiste da circa 80 anni ed è stata intitolata a Giuseppe Moschitz, promettente discesista di Tarvisio scomparso nel 1954 durante i campionati italiani di slalom.

Oltre a rimarcare l’impiego nei servizi di vigilanza e di ordine pubblico durante le competizioni sportive, da una nota si apprende che questi particolari agenti di polizia opereranno a stretto contatto con gli atleti, intervenendo in caso di incidenti e genericamente per ogni esigenza di soccorso, assistenza e collaborazione tecnica.

Al proposito si va ad esaudire la missione del Centro, impegnato nel fornire un’alta formazione ad operatori di polizia italiani e stranieri, preparati a muoversi e garantire sicurezza in contesti montani complessi e, all’occorrenza, anche in ambito urbano.

La figura dello sciatore della polizia trae origine proprio in occasione delle Olimpiadi invernali di Cortina del 1956, quando, per l’appunto, furono ribattezzati dai cronisti dell’epoca “angeli della neve”.

Fu allora che il generale Lorenzo Cappello, primo direttore del Centro, consegnò la fiaccola olimpica a Zeno Colò per accendere il braciere, segnando quindi l’inizio di una tradizione che, ancor oggi, torna centrale in vista di questi Giochi olimpici.

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