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Alto Adige

Alto Adige, gli impianti a fune valgono 2,7 miliardi di euro

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In Alto Adige il settore degli impianti di risalita ha contribuito con 2,7 miliardi di euro alla spesa turistica complessiva per la stagione 2023 – 2024. Il dato arriva dalla relazione del presidente dell’associazione  provinciale degli esercenti funiviari alla quindicesima edizione del convegno riservato agli operatori del settore:

“In altre regioni alpine italiane la spesa turistica si è attestata a circa 882 milioni di euro. Del giro d’affari beneficia il bilancio pubblico: nelle casse della Provincia sono affluiti 280 milioni di euro di gettito fiscale nel solo periodo citato.

Ogni milione di euro di entrate per gli impianti di risalita genera una spesa turistica locale pari a 5,63 milioni di euro e un fatturato complessivo di 9,36 milioni di euro (valore della produzione locale), contribuendo per 4,53 milioni di euro al valore aggiunto della provincia.”

Sartori ha riportato anche il dato provvisorio degli arrivi del dicembre 2025: 780.665, in crescita del 6,5% rispetto allo stesso mese dell’anno precedente. Il numero dei pernottamenti è salito del 7,5% superano quota 2,921 milioni.

E l’Istituto provinciale di statistica ha registrato in gennaio altri 733.038 arrivi con 3.400.190 pernottamenti: in entrambi i casi gli aumenti sono stati dell’1,6%.

Gli ospiti diventano sempre più internazionali, anche se in Alto Adige, durante i mesi invernali, quelli italiani e tedeschi continuano a rappresentare la quota maggiore, con circa il 37% di arrivi nazionali e il 32% tedeschi. Con la propria offerta, l’Euregio (Tirolo-Alto Adige e Trentino) copre il 60% del mercato del turismo invernale nelle Alpi.

Solo nel 2023 in Alto Adige sono stati investiti 161 milioni di euro in nuove tecnologie, che sono anche sostenibili ed efficienti dal punto di vista energetico: “Se si suddividono i dati per singolo sciatore, l’innevamento artificiale genera 150 g di Co2 per giornata-sciatore, equivalenti a circa 1 km percorso con un’auto diesel.”

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