Bolzano Provincia
Ancora lame stampate in 3D a scuola: sequestri in un istituto. Segnalati due minori
A scopo laboratoriale sono molto utili, se non fosse che sembra sempre più prendere piede l’approfittare di quest’opportunità per attività non così didattiche. Quello svolto dai Carabinieri della Compagnia di Bolzano in un Istituto scolastico secondario di primo grado della città, è solo l’ultimo caso di sequestro di manufatti collegabili a “lame” fabbricate in plastica dura con una stampante 3D.
La segnalazione è arrivata nei giorni scorsi da parte di personale scolastico, spingendo le forze dell’ordine, nell’ambito delle attività di prevenzione e vigilanza portate avanti sul territorio (soprattutto alla sicurezza degli istituti scolastici), ad entrare nella scuola e trovare due studenti minorenni in possesso di questi oggetti durante l’orario delle lezioni.
Individuati e messi in sicurezza, il personale docente e la dirigenza scolastica li ha consegnati agli agenti da subito impegnati negli accertamenti, appurando che si trattava di due lame lunghe circa 10 cm (18 cm totali). In più era stato costruito un accessorio per l’alloggiamento con aggancio magnetico.
Nella comunicazione ufficiale riguardo questo fatto, si legge che lame e stampante sequestrati sono stati messi a disposizione dell’Autorità Giudiziaria minorile.
Uno dei due minori avrebbe curato la progettazione, mentre il compare avrebbe provveduto alla loro realizzazione. Non essendo imputabili per via dell’età, sono stati segnalati dalla Procura della Repubblica al Tribunale per i Minorenni e poi affidati alle rispettive famiglie, subito informate sull’accaduto e intervenute sul posto.
Quest’episodio rientra in un più ampio contesto di attenzione investigativa già avviata nelle scorse settimane, dopo che in un altro istituto del territorio è stato rinvenuto un coltello a scatto in materiale plastico e ulteriori oggetti simili, realizzati in polimeri, e un minore era stato deferito all’Autorità Giudiziaria.
Anche in questa circostanza è stata essenziale la tempestiva segnalazione del personale scolastico e la collaborazione dei familiari, che ha permesso un intervento immediato e la messa in sicurezza dei manufatti, evitando possibili e più gravi conseguenze.
“Le verifiche proseguono sotto il coordinamento della Procura della Repubblica al Tribunale per i Minorenni, al fine di ricostruire compiutamente la provenienza, le modalità di progettazione e i processi di realizzazione degli oggetti – si apprende dai Carabinieri –. Ribadiamo l’importanza della sinergia tra scuola, famiglie e istituzioni quale fondamentale strumento di prevenzione e tutela dei minori.”
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