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Trentino

Attese infinite per lavorare: “una violazione dei diritti”

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Ambrosi (FdI) denuncia i ritardi nelle valutazioni per il collocamento mirato dei disabili in Trentino

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“Chi nasce con una disabilità non può e non deve nascere con meno diritti”. Con queste parole, la deputata di Fratelli d’Italia Alessia Ambrosi ha sollevato con forza la questione dei gravi ritardi burocratici che stanno impattando pesantemente sulla vita di molte persone con disabilità in Trentino. La parlamentare ha presentato un’interrogazione al Ministro per le Disabilità e al Ministro del Lavoro, denunciando una situazione che definisce senza mezzi termini “una violazione dei diritti fondamentali”.

Il nodo centrale riguarda le tempistiche per la valutazione necessaria all’accesso al collocamento mirato, previsto dalla Legge 68 del 1999. In Trentino, i tempi di attesa per ottenere la convocazione della commissione tecnica possono arrivare fino a sei o sette mesi, una lentezza che ha conseguenze drammatiche: decine di persone vengono private del diritto al lavoro e all’autonomia personale. Si tratta spesso di giovani formati, motivati e capaci, anche con disabilità intellettive, che restano bloccati a causa delle inefficienze del sistema.

L’interrogazione parlamentare fa esplicito riferimento agli articoli 3 e 38 della Costituzione, che sanciscono il principio di uguaglianza sostanziale e il diritto all’avviamento professionale. Secondo Ambrosi, “non possiamo permettere che la burocrazia ostacoli l’inclusione”, ed è per questo che chiede al Governo di attivare un sistema nazionale di monitoraggio, semplificazione e potenziamento delle commissioni, introducendo tempi certi e standard vincolanti su tutto il territorio nazionale.

Nel dettaglio, Ambrosi chiede al Governo se sia a conoscenza della situazione in Trentino e se la ritenga conforme alla tutela dei diritti delle persone con disabilità. Inoltre, sollecita iniziative concrete per garantire l’effettiva applicazione del collocamento mirato, comprese la digitalizzazione delle procedure e il rafforzamento dei servizi territoriali. Tra le proposte, anche il confronto istituzionale con la Provincia autonoma di Trento, la definizione di standard temporali vincolanti e l’individuazione di responsabilità amministrative in caso di ritardi.

“Il lavoro non è un premio: è un diritto, è uno strumento di libertà”, ha sottolineato la deputata, ribadendo che l’inclusione lavorativa rappresenta l’orizzonte più alto di ogni politica sociale. Investire oggi in percorsi accessibili significa, secondo Ambrosi, costruire una società più civile e risparmiare in futuro in termini sociali, economici e umani.

“Se vogliamo davvero garantire indipendenza, dignità e piena cittadinanza alle persone con disabilità, dobbiamo metterle nelle condizioni di lavorare come tutti gli altri. Non si tratta di assistenza, ma di giustizia”, ha concluso Ambrosi, lanciando un appello alla responsabilità politica e istituzionale: “Dobbiamo accelerare, semplificare e accompagnare chi ha più bisogno. È questo il senso alto della politica”.

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