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Politica

BBT: siglato protocollo tra Provincia, Comuni e RFI su tratta d’accesso Fortezza-Ponte Gardena

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Proseguono a pieno ritmo i lavori per la realizzazione del tunnel del Brennero, che sarà completato nel 2027, per entrare in funzione nel 2028.

Parallelamente, dal 2012, è in corso un confronto sul lotto riguardante la tratta d’accesso Fortezza-Ponte Gardenache ha coinvolto gli otto comuni della val d’Isarco interessati dall’opera (Fortezza, Varna, Bressanone, Velturno, Funes, Chiusa, Laion e Ponte Gardena) e che si è concluso oggi (18 luglio) a Palazzo Widmann con la sigla di un protocollo di intesa tra Provincia, Rete ferroviaria italiana (RFI), e i Comuni della Val d’Isarco.

Progetto condiviso, coinvolgimento esemplare

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“Il progetto originariamente realizzato da RFI– ha spiegato il presidente Arno Kompatscher all’atto della firma – è stato rielaborato e ottimizzato. Dopo una serie di riunioni tecniche si è arrivati ad ottenere il consenso dei consigli comunali della val d’Isarco, questo modo di procedere può essere da esempio per alti grandi progetti”.

Il Landeshauptmann ha quindi ringraziato l’ex commissario straordinario, Ezio Facchin, il presidente del comprensorio Walter Baumgartner, il direttore dell’osservatorio BBT, Martin Ausserdorfer, i collaboratori della Provincia e il direttore della ripartizione ambiente, Flavio Ruffini, “oltre, naturalmente, ai sindaci presenti”.

“Il protocollo siglato oggi – ha dichiarato Vincenzo Macello, direttore investimenti di RFI – conferma la precisa volontà da parte di Rete ferroviaria italiana di avviare un dialogo efficace e positivo con i rappresentanti dei Comuni  della Valle d’Isarco e degli enti locali, per garantire la più ampia condivisione del progetto di potenziamento della linea di accesso da sud alla Galleria di base del Brennero, che è parte integrante del Core Corridor europeo TEN-T Scandinavia-Mediterraneo“.

Finanziamento da 1,5 miliardi

Le soluzioni tecniche individuate per il primo lotto di Fortezza-Ponte Gardena, secondo Macello, “puntano a ridurre al massimo l’impatto ambientale delle attività di cantiere, nel pieno rispetto dei territori interessati dall’opera, consentendo così di realizzare in modo ottimale il quadruplicamento della linea ferroviaria per la maggior parte in variante rispetto al tracciato attuale e produrre importanti benefici in termini di quantità e qualità dell’offerta ferroviaria”.

Per il lotto è previsto un finanziamento di 1,55 miliardi, è stato specificato. Per il raggiungimento dell’intesa è stato necessario un lungo lavoro di preparazione. A partire dal 2015 il progetto rielaborato è stato illustrato nei dettagli durante affollati appuntamenti informativi, nei quali cittadini e responsabili dei Comuni hanno potuto esternare le loro preoccupazioni. Nel corso della progettazione tutte le osservazioni sono state discusse e valutate.

“Di alcune – ha spiegato Ausserdorfer –  si è tenuto conto, di altre no”.

“In questo contesto – ha aggiunto Baumgartner, che ha partecipato agli incontri tecnici in rappresentanza degli 8 Comuni – abbiamo sempre cercato di vedere il progetto nella sua interezza e di non risolvere un problema in un Comune, spostando un cantiere in un altro Comune”.

BBT fondamentale per il passaggio da gomma a rotaia

“Siamo sempre stati convinti – ha osservato l’assessore alla mobilità Daniel Alfreider, che nelle vesti di deputato ha seguito passo passo gli sviluppi  – che il BBT sia fondamentale per trasferire il traffico dalla strada alla rotaia e migliorare la qualità di vita dei cittadini. Già stiamo lavorando a Roma e Bruxelles per ridurre il traffico privato sull’asse del Brennero”.

Su incarico del ministero delle infrastrutture il commissario straordinario Facchin, che nel frattempo si è dimesso, ha, quindi, supervisionato e portato avanti il progetto. Con la firma del protocollo di intesa di oggi, l’iter di approvazione del progetto può proseguire al CIPE, la cui deliberazione deve essere infine esaminata dalla Corte dei conti, in modo di arrivare all’emissione del bando di gara per l’assegnazione dei lavori nei primi mesi del 2020.

Il protocollo di intesa è stato sottoscritto da Kompatscher, Macello, e dai sindaci Andreas Schatzer (Varna), Peter Brunner (Bressanone), Konrad Messner (Velturno), Peter Pernthaler (Funes), Stefan Leiter (Laion) e Oswald Rabanser (Ponte Gardena) e dai vicesindaci Stefan Deporta (Chiusa) e Richard Amort (Fortezza). Ai seguenti link la possibilità di scaricare video e interviste in alta risoluzione.

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Politica

Ricorso aeroporto, a Egna altre 150 procure. Team Koellensperger a quota 550

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L’entusiasmo continua a crescere e anche ieri una lunga coda di cittadini ha animato i portici di Egna, tutti in fila con i documenti in mano per sottoscrivere la procura agli avvocati del Team Koellensperger per ricorrere al Tar contro la svendita da parte della Provincia della società Abd Airport Spa.

Il risultato è stato quello di oltre 150 persone provenienti da tutta la Bassa Atesina e anche da più lontano per aderire all’iniziativa.

E così siamo arrivati a circa 550 procure sottoscritte, raccolte in pochi giorni. Ma c’è ancora tempo: domani sera – 24 agosto – si replica ad Appiano per l’ultimo appuntamento – afferma Paul Koellensperger – .

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Ci troverete a partire dalle ore 18, in via Innerhofer (vicino alla Bordeauxkeller). Ricordiamo ai cittadini di non scordare di portare con sé carta d’identità e codice fiscale validi, oltre alla tessera elettorale con il timbro del 16 giugno 2016 che attesti il voto nel referendum consultivo sul futuro dell’aeroporto.

E concludono: “Infine si informano i ricorrenti che tutti i costi e oneri – di qualsiasi genere – inerenti e conseguenti all’impugnazione davanti la giustizia amministrativa della aggiudicazione della procedura aperta per la dismissione dell’intero pacchetto azionario detenuto dalla Provincia Autonoma di Bolzano nella società ABD Airport S.p.A., verranno sostenuti da un gruppo di iniziativa costituito da membri del Team Köllensperger.

 

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Politica

Acquisti rischiosi sull’energia, M5S: “Alperia faccia investimenti sul territorio”

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Il 6 agosto scorso il quotidiano il Sole 24 Ore riferiva dell’acquisizione da parte di Alperia del 71% di quote del gruppo Green Power. Il quotidiano riportava anche del periodo travagliato da cui proviene Green Power, del turnaround industriale e dello scontro nella compagine azionaria. 

Già l’associazione Adiconsum di Padova (Difesa Consumatori e Ambiente), riportando alcune segnalazioni pervenute da ex collaboratori del Gruppo Green Power e da clienti che hanno sottoscritto contratti con la suddetta società, informava di alcune presunte irregolarità nei contratti di fornitura sottoscritti da Green Power con la conseguente, possibile, alterazione dei valori di bilanci e degli asset societari.

Così il consigliere provinciale pentastellato Diego Nicolini: “Ricordiamo che Alperia è una società per il 90% pubblica, che appartiene quasi interamente alla Provincia e ai Comuni di Bolzano e Merano, e quindi a noi cittadini.

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Poichè i ricavi di Alperia godono di una crescita elevata, la società aveva siglato poco tempo fa un accordo che prometteva per gli utenti altoatesini uno sconto in bolletta di 54 euro ogni anno come una sorta di redistribuzione alla cittadinanza di una piccola parte dei ricavi. Ma i cittadini altoatesini fino ad ora non hanno mai visto questi 54 euro di credito in bolletta“.

Ci chiediamo quali siano le motivazioni che spingano Alperia ad una massiccia campagna di acquisizioni di aziende sul mercato italiano, che, come nel caso dell’acquisizione di Green Power, potrebbe nascondere dei rischi. A nostro avviso la società dovrebbe invece investire sul nostro territorio i dividendi prodotti, in opere utili alla cittadinanza, ma anche sotto forma di ulteriori riduzioni in bolletta per gli altotesini“.

Abbiamo depositato un’interrogazione per vederci più chiaro” conclude il consigliere.

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Politica

Atti vandalici alle ex Pascoli, Bessone: “Ora pugno di ferro con misure drastiche”

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Con misure concrete vogliamo rispondere agli atti vandalici all’ex- Pascoli. Poco dopo il mio arrivo in assessorato ho dato incarico ai funzionari dei lavori pubblici di far controllare e documentare settimanalmente lo stato di fatto dell’edificio.

Si tratta di un monitoraggio continuo e costante, sempre in stretta collaborazione con la polizia municipale, che ringrazio per il tempestivo intervento e per la messa in sicurezza negli ultimi giorni. In virtù di quanto successo in questa settimana adotteremo ulteriori misure drastiche contro il degrado per evitare nuove situazioni di pericolo.

La messa in sicurezza dell’edificio e l’adozione di misure contro il vandalismo hanno la nostra priorità, adotteremo il pugno di ferro“.

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Lo comunica Massimo Bessone, Assessore provinciale all’Edilizia, al Libro fondiario, al Catasto e al Patrimonio, affermando inoltre che “È giusto porre attenzione su situazioni di pericolo, ma prima di criticare la gestione dell’edificio, il sindaco di Bolzano dovrebbe preoccuparsi del degrado quotidiano al Parco della stazione, dove la situazione per i cittadini è veramente drammatica. Mentre il Ministero degli Interni si è attivato con misure concrete, il sindaco non muove un dito. So di cosa parlo perché giornalmente passo dal parco e mi rendo conto della situazione di pericolo”.

Concretamente il piano d’azione elaborato, che prevede una progressione di misure e che verrà approfondito ulteriormente nei prossimi giorni con i funzionari esperti della polizia municipale sarebbe il seguente:

–             sgombero del materiale combustibile infiammabile, che potrebbe essere causa di ulteriori incendi ed è fonte di pericolo,
–             eliminazione di barriere visive che intralciano la visuale delle aperture del piano terra, già di fatto protette da inferriate, per poter controllare l’eventuale manomissione delle stesse a scopo di intrusione,
–             introduzione di un servizio di guardia notturna con controlli sette giorni su sette,
–             oltre a queste misure valuteremo, direttamente sul posto, la possibilità di murare con mattoni pieni delle finestre e degli ingressi facilmente accessibili,
–             anche l’ipotesi di un sistema di illuminazione automatico viene presa in considerazione.

Bessone afferma di essere comunque pronto, assieme al suo staff, a condividere anche ulteriori misure che proporrà la polizia, addetta alla sicurezza in città.

In funzione dei recenti fatti – afferma l’assessore – mi recherò personalmente più spesso sul posto a verificare le misure adottate. Intanto, abbiamo provveduto a sporgere immediatamente denuncia in Questura per mettere al corrente le forze dell’ordine di quanto accaduto e coordinarci meglio con loro“.

E conclude: “Chiederò un incontro con il prefetto per analizzare congiuntamente la situazione. In merito alle critiche sull’abbattimento dell’edificio, torno a ripetere che il dibattito sul progetto risale ad oltre 10 anni fa e che le decisioni furono prese, mediando e conservando la parte della scalinata di ingresso ed il relativo corpo di fabbrica, in accordo con il comune. Si tratta di un progetto da me ereditato.

Chi fa ora polemica, la fa solo in cerca di consensi elettorali. Lo faccia con fatti e idee proprie, non con critiche tardive, visto che rinunciare all’opera comporterebbe ingenti richieste di risarcimento danni per le considerevoli spese di progettazione sostenute, sia dalla provincia che dai partecipanti alla gara.

Un altro aspetto da chiarire è quello della procedura di stipulazione del contratto con Condotte. Rispondendo alle polemiche continue, preciso che le garanzie bancarie andranno presentate all’atto di stipulazione del contratto e non ora durante la fase di verifica dei requisiti che si concluderà a breve“.

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