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Bocciata la riforma della Giustizia: un’occasione persa o una vittoria della democrazia?

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L’esito del referendum sulla Giustizia è la vittoria del No  con uno scarto di circa sette punti percentuali. Nel pieno rispetto dell’esito delle urne alcune considerazioni potrebbero essere opportune.

Vincente la decisione della sinistra di spostare l’attenzione non più sui temi della Giustizia, bensì sulla contrapposizione tra fascismo e antifascismo, tema che porta sempre a compattare i partiti del centro sinistra, contrapposti su altre tematiche ma non certo su questa.

Indicativo che l’esito referendario sia stato festeggiato a Napoli e non solo al canto di “Bella Ciao”.

Di certo l’esito del referendum è un altro caso nel quale “la sinistra ha vinto la guerra delle parole” riuscendo a creare attenzione su un tema che di per se stesso non avrebbe avuto un gran appeal sull’elettorato, lo spostare la questione centrale da un argomento all’altro si è rivelata una mossa vincente.

Di contro lo stesso centro destra ha messo l’etichetta dei propri partiti su tutti gli appuntamenti elettorali confermando quanto il referendum fosse più uno scontro politico che una discussione sulla giustizia.  Insomma alla fine la strategia premiata è stata quella della sinistra che ora può cantare vittoria anche se alcuni temi della riforma, sono stati tra i suoi cavalli di battaglia fino a qualche anno fa.

Un’ultima riflessione. Ma temi tecnici come una riforma della Giustizia non sarebbe più opportuno che venissero valutati da esperti del settore come costituzionalisti e giuristi e non portati al giudizio del popolo, come invece opportuno fu per i referendum su divorzio e aborto per citare due casi fortemente contrapposti tra favorevoli e contrari ?

In tutti casi a sentenziare se l’esito del referendum sia stata un’occasione persa o una vittoria a salvaguardia della democrazia, lo potrà fare solo il tempo.      

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