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Alto Adige

Bullismo, un’emergenza silenziosa anche in Alto Adige: “Serve una rete educativa forte”

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“Bullismo e cyberbullismo sono fenomeni che riguardano direttamente anche il territorio dell’Alto Adige e che chiamano scuole, famiglie e istituzioni a una responsabilità condivisa.” A ribadirlo a gran voce è Daniela Höller, Garante per l’infanzia e l’adolescenza, in occasione della Giornata nazionale dedicata a queste due tematiche.

Sono numerosi i casi che si apprendono dall’ufficio della garante. Tutti mostrano come il fenomeno possa assumere forme diverse e spesso meno visibili. Basti pensare alla storia un’alunna delle scuole medie emarginata e derisa, che ha smesso di mangiare e rifiuta di andare a scuola.

Oppure quella di un bambino di sette anni preso in giro per la sua pronuncia dopo essersi trasferito in provincia. E ancora un’adolescente vittima da anni di minacce e di ostilità da parte di un coetaneo del vicinato. A questo si aggiungono episodi di persecuzione a mezzo social e tramite le chat di messaggistica.

Höller è molto chiara nell’affermare, in sintesi, che il bullismo non si manifesta in un’unica modalità e richiede interventi educativi strutturati e coordinati in ogni contesto di crescita dei minorenni.

“Il mondo scolastico altoatesino – la nota – mostra una crescente sensibilità, con un’attenzione sempre maggiore alla prevenzione, alla creazione di ambienti di apprendimento sicuri e inclusivi, nonché alla promozione delle competenze digitali e di una cultura del rispetto e della legalità.”

“La prevenzione non si limita alla gestione delle situazioni acute, ma inizia nella quotidianità, nelle relazioni e nell’uso consapevole dei social media – sottolinea la garante –. È essenziale che ognuno sia consapevole del proprio ruolo e che bambine, bambini e adolescenti sappiano di poter contare su adulti competenti e presenti.”

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