Connect with us

Società

Carabinieri: festeggiato a Bolzano il 205mo anniversario dalla fondazione

Pubblicato

-

Nella cornice della caserma sede del 3° Nucleo Elicotteri Carabinieri di Bolzano, si è tenuta stamattina (5 giugno) la cerimonia per il 205° Annuale della Fondazione dell’Arma dei Carabinieri.

Alla presenza del Comandante della Legione Carabinieri Trentino Alto Adige, Generale di Brigata Ugo Cantoni, del Commissario del Governo Vito Cusumano e delle più alte cariche civili e militari dell’Alto Adige, il Colonnello Cristiano Carenza, Comandante Provinciale dei Carabinieri di Bolzano, ha accolto i numerosi ospiti e studenti del Capoluogo, che hanno voluto prendere parte alla giornata che celebra la fondazione della Benemerita.

Mit den Leuten für die Leute è un motto che spicca in uno dei cartelloni che oggi ha abbellito l’hangar in cui sono state accolte le autorità che partecipano alla cerimonia.

Pubblicità
Pubblicità

In queste parole il senso di un impegno, quello di essere sempre accanto al cittadino in difficoltà, per ascoltarlo, aiutarlo e rispondere prontamente alla richiesta di sicurezza del Paese.

In Trentino Alto Adige l’Arma è presente con 2 Comandi Provinciali, 15 Compagnie e 154 Stazioni, che concorrono a garantire con la proiezione esterna dei reparti e la polizia di prossimità, la sicurezza del territorio.

Sono inoltre operativi il 7° Reggimento Carabinieri “Trentino Alto Adige”, impegnato nell’opera di stabilizzazione di difficili contesti internazionali, e il Centro Addestramento Alpino, impiegato nella formazione dei militari sciatori e delle squadre di soccorso alpino presenti sul territorio nazionale, nonché reparto di appartenenza degli atleti dell’arma distintisi nelle diverse discipline degli sport invernali.

A supporto dell’Arma locale vi sono un Nucleo Elicotteri, nella cui sede viene svolta la cerimonia, un Nucleo Operativo Ecologico ed un Nucleo Antisofisticazione e Sanità e un Nucleo Cinofili.

Sono state dapprima deposte due corone d’alloro ai monumenti ai Caduti presenti presso il Comando Legione e il Comando del 7° Reggimento.

Alle 10.30 ha avuto invece inizio la cerimonia militare, il cui Comandante, il Tenente Colonnello Francesco Bilancioni, ha aperto alle autorità ed ai tanti ospiti intervenuti.

La cerimonia è iniziata con gli onori resi alla Bandiera di Guerra del 7° Reggimento e, a seguire, gli onori al Comandante della Legione Carabinieri.

Si proseguito con lo schieramento dei Reparti: un plotone di Carabinieri in Grande Uniforme Storica ed un plotone di Comandanti di Stazione del Comando Provinciale di Bolzano, una Compagnia di Carabinieri del 7° Reggimento.

Al loro fianco i labari dell’Associazione Nazionale Carabinieri e delle Associazioni Combattentistiche e d’Arma, unitamente ai gonfaloni della Provincia e dei Comuni intervenuti.

Ha quindi preso la parola il Comandante della Legione Carabinieri Trentino Alto Adige, Generale Ugo Cantoni, che ha sottolineato come “una delle priorità assolute è stata continuare la promozione del bilinguismo: anche quest’anno sono stati riservati 24 posti, con concorso dedicato, per allievi marescialli in possesso di attestato di bilinguismo e ne sono stati riservati ben 32 nel concorso per carabinieri“.

A fare da cornice allo schieramento, i mezzi in uso all’Arma territoriale, l’elicottero AB 412 del 3° Nucleo Elicotteri di Bolzano e i veicoli speciali del 7° Reggimento (in particolare, un veicolo da trasporto truppe blindato RG12 e un veicolo Land Rover Discovery 4, in dotazione al 7° Reggimento, un veicolo Isuzu D Max configurato per la Squadra di Soccorso Alpino, un veicolo Subaru Forester configurato per le unità cinofile, un’autoradio Alfa Romeo Giulietta, due autovetture Jeep Renegade, due motocicli Aprilia Capo Nord, con il personale in uniforme di specialità).

Il Comandante Provinciale ha voluto quindi ricordare alcuni dei risultati conseguiti dai Carabinieri nell’ultimo anno.

Il nostro territorio – ha detto Carenza – sebbene sostanzialmente sano, si caratterizza per la presenza di una criminalità dinamica. È questo il contesto in cui l’Arma di Bolzano è chiamata a operare, condividendo gli sforzi con le altre Forze di Polizia, per rispondere a un modello di coordinamento consolidato, che costituisce un valore aggiunto per il sistema di sicurezza del Paese“.

Il Comandante della Legione ha poi ricordato il sostegno logistico offerto all’Arma territoriale, con l’assegnazione di 64 nuovi automezzi, l’ampliamento del Laboratorio Analisi Sostanze Stupefacenti,  e la prossima costruzione della nuova caserma ad Appiano.

Società

Contributi per i pendolari, domande fino al 31 marzo

Pubblicato

-

Si possono inoltrare da oggi  fino al 31 marzo le domande di contributo per spese di viaggio sostenute dai pendolari nel corso del 2019. L’operazione può avvenire esclusivamente online con il sistema pubblico di identità digitale SPID o la Carta servizi (Tessera sanitaria) attivata.

Questo contributo è una piccola compensazione per i pendolari che sono costretti a usare la propria auto a causa del loro orario di lavoro, o del percorso, o del fatto che hanno collegamenti con i trasporti pubblici sfavorevoli e che richiedono molto tempo per arrivare al lavoro“, spiega l’assessore alla mobilità Daniel Alfreider, il quale nota anche come un fatto positivo che stiano aumentando fra i pendolari quanti condividono l’auto per raggiungere il posto di lavoro con i colleghi.

L’elaborazione delle 4.200 domande presentate l’anno scorso è stata completata ed i relativi contributi sono stati quasi completamente erogati. La Provincia di Bolzano ha messo a disposizioni a questo scopo poco meno di 2,5 milioni di euro ed il contributi medio pro capite si aggira intorno ai 630 euro, mentre l’importo più elevato è di circa 2.500 euro.

Pubblicità
Pubblicità

I contributi sono riservati a lavoratori dipendenti che per almeno 120 giorni all’anno devono spostarsi per motivi di lavoro dalla dimora abituale al luogo di lavoro e viceversa su un percorso superiore a 18 chilometri, che non sia dislocato lungo le linee di trasporto pubblico con offerta cadenzata di almeno mezz’ora.

Si aggiungono poi criteri relativi alla distanza dalla più vicina fermata, le coincidenze fra orari di lavoro e orari di viaggio, i tempi di attesa. Infine vi è anche una soglia di reddito – pari a 50mila euro lordi l’anno – oltre la quale non vengono concessi i contributi, senza considerare che i rimborsi inferiori ai 200 euro non verranno liquidati.

Tutte le informazioni sono a disposizione sul portale web della Provincia dedicato ai servizi nella sezione Pendolari – contributi per spese di viaggio a favore di lavoratori dipendenti, oppure presso l’Ufficio trasporto persone (0471 415492, contributipendolari@provincia.bz.it) i sindacati, i patronati e Comunità comprensoriali.

Continua a leggere

Società

Concorsi, la Provincia cerca 3 autisti a Brunico

Pubblicato

-

Per il garage centrale della Provincia, la Direzione generale cerca 3 autisti tramite concorso pubblico. I posti (IV qualifica funzionale) sono tutti full-time e con contratto di lavoro a tempo indeterminato, la sede di servizio sarà a Brunico.

Per poter accedere al bando è necessario essere in possesso della licenza elementare, della patente di guida D o B, del certificato di abilitazione professionale (cap), nonchè dell’attestato di bilinguismo A2 (ex patentino D).

Le candidature devono essere presentate entro le ore 12 di venerdì 7 febbraio 2020 presso l’Ufficio assunzioni personale della Provincia di via Renon 13, a Bolzano (kathrin.defant@provincia.bz.it – 0471412115).

Pubblicità
Pubblicità

Tutte le informazioni dettagliate, nonchè il bando completo, sono a disposizione degli interessati sul portale web della Provincia dedicato al personale nella sezione concorsi per il personale amministrativo.

Info: www.provincia.bz.it/personale

Continua a leggere

Cui Prodest

Lucrezia Borgia: inatteso dramma dell’amor materno al Valli

Pubblicato

-

Ha perfettamente ragione l’amico Francesco Micheli a essere felice per la seconda messinscena, dopo quella del Festival Donizetti 2019 che lo ha visto Direttore artistico, al Teatro Romolo Valli di Reggio Emilia, della “Lucrezia Borgia”, nuova co-produzione di numerose fondazioni teatrali, Reggio, Piacenza, Trieste, Ravenna e, naturalmente, Bergamo, città natale del grande compositore.

È anche il segno di vitalità del Festival bergamasco che, dopo alcune stagioni di decollo, ha decisamente preso il volo con una stagione, la penultima, 2018, impreziosita da presenze vocali imponenti come l’ottimo Pop, e l’ultima, esempio di uno sforzo creativo e impresariale encomiabile.

Questa “Lucrezia Borgia” avrà certamente un’ottima vita commerciale, per i seguenti, chiari motivi: 1. è stata pensata bene dal punto di vista impresariale, il parteterre dei coproduttori è vasto e solido; 2. Il personaggio di Lucrezia “madre tragica”, così come sottolineato dal giovane e intelligente regista Andrea Bernard, è appropriato e chirurgicamente stigmatizzato nella drammaturgia e scenografia; 3. Figurando spesso in uno splendido isolamento sia vocale che squisitamente teatrale, il personaggio della gran dama richiede interpreti eccellenti e, in esso, la ormai grande Carmela Remigio a Bergamo e la già stupenda Francesca Dotto a Reggio Emilia sono andate letteralmente a nozze, ai limiti della standing ovation.

Pubblicità
Pubblicità

Ma non finisce qui: la scenografia (ottimo Alberto Beltrame) gioca gli spazi con delicatezza e classe anche malgrado i volumi in movimento, grazie a un sagace uso delle luci. Le coreografie, così importanti in questo spettacolo, sono sempre leggere e coordinate (brava Marta Negrini), e i costumi (Elena Beccaro) segnano una sintassi avvincente che colpisce il preconscio.

Insomma, per una via o per l’altra del Grande Crocevia Estetico (il teatro musicale lirico), c’è tutto ciò che inconscio, fantasia e senso comune possano chiedere a una Lucrezia Borgia: il noir, l’emozione, il senso storico, il veleno (quello non deve mancare!) e, in aggiunta, il dramma di una madre. Anche l’ambiguo di Orsini (interpretato dall’ottimo contralto Veta Pilipenko en travesti) gioca su questo unheimlich, su questo straniante che ci accompagna fino alla fine.

Voglio ora soffermarmi su un aspetto particolarmente riuscito: l’uso del quadro del palcoscenico. Da terra a cielo, tutto il volume, dunque base, altezza e profondità, è agito magistralmente in questo spettacolo. La base è attraversata da veloci e giustificatissime presenze, che prendono spesso (il Papa in ouverture, con sublime effetto anche di luci; i gruppi di attori e figuranti) traiettorie geometriche interne, verso un dietro che è filosofico, è il nostro back-mind, la nostra attesa del grottesco sinistro nella Borgia.

L’altezza è scossa da pendenze e incombere di soffitti mobili, che non ci lasciano tranquilli (comme il faut!). La profondità, col prevalere del buio orizzontale, sconfina nel nostro spirito direttamente e si riempie di suoni e dolore ferale, fino alla morte di una madre e del suo figlio, nell’ombra cupa della vendetta e del veleno.

Eros e Thanatos, Borgia e Orgia, bene e male, Venezia e Ferrara si scontrano in continuazione come elettroni impazziti e ci portano all’epilogo dell’esplosione terrificante. Paragoni? Per come il bravo Bernard ha lavorato, siamo di fronte a un risultato eccezionale: la deflagrazione finale ricorda l’urlo panico di Rodolfo in Bohème o la tragedia materna che chiude Cavalleria Rusticana.

Tanto bella, questa regia e questo allestimento, che è subito sfidato: grande rischio per la coproduzione internazionale, che vede in prima fila nel 2020 il Comunale di Bologna, con un’altra “Lucrezia Borgia”, esordio in giugno!

“Pigliate la deformità morale più orrida, più ributtante, più completa, mettetela dove risalta meglio, nel cuor di una donna […], poi mescolate a tutta questa difformità morale un sentimento puro, il più puro che la donna provar possa, il sentimento materno […]”, ed ecco il nostro dramma… Citano Victor Hugo, a Bologna, nella tragedia da lui scritta (“Lucrezia Borgia”, 1833, appunto il titolo) cui s’ispirò Donizetti per commissionare a Felice Romani il libretto (fresco fresco, 1833 pur esso), e attaccano proprio dove a Bergamo e al Valli sono stati grandi.

E mettono in campo il “primouomo” (ormai così noto per le sue doti di altruismo ed equilibrio psicologico, mai, cioè, invadente “primadonna”) Stefan Pop in Gennaro e, udite udite, la grande Yolanda Ayuanet nella di lui madre Lucrezia…

Scontro titanico! Non vedo l’ora che giunga, questo giugno 2020.

Continua a leggere

NEWSLETTER

Archivi

Categorie

di tendenza