Italia ed estero
Codici: attenzione ai finanziamenti e alle offerte delle carte revolving, numerosi i casi di decreti ingiuntivi nei confronti dei consumatori
Anche un semplice finanziamento per l’acquisto di un prodotto di elettronica può nascondere insidie e problemi. Lo sanno bene i consumatori che si sono rivolti all’associazione Codici per segnalare la loro disavventura e chiedere aiuto per uscire da una situazione diventata insostenibile sul piano economico.
“È un problema che potrebbe capitare a molti – afferma Ivano Giacomelli, Segretario Nazionale di Codici –, perché parliamo di finanziamenti e di carte revolving. Sono due metodi di pagamento sempre più diffusi, ma non abbastanza conosciuti e questo può sfociare in situazioni molto complicate. Pensando di firmare un semplice contratto, ci si ritrova a sottoscrivere un’offerta che, in alcuni dei casi che stiamo seguendo, ha portato il consumatore a ricevere addirittura un decreto ingiuntivo. Il nostro invito, quindi, è quello di prestare la massima attenzione quando si firma un contratto“.
“Il caso più frequente – spiega Livio De Miranda, consulente esperto di anomalie bancarie – è la sottoscrizione di un finanziamento per l’acquisto di un prodotto di elettronica, ad esempio uno smartphone o una tv. Parliamo, quindi, di importi nell’ordine delle centinaia di euro. L’addetto alle vendite del negozio fornisce il contratto da firmare per ottenere il prestito finalizzato all’acquisto. Solitamente si tratta di un foglio con allegato il riepilogo del finanziamento. Sulla destra di questi contratti c’è lo spazio per le firme per finanziamento e privacy, mentre più in basso ci sono altre voci con altrettante firme da mettere.
Ed è lì che nasce il problema, perché è il paragrafo in cui viene indicato che la finanziaria invierà una carta revolving con tanto di credito. Il negoziante non ne sa nulla o comunque pensa solo a vendere il prodotto e quindi non informa il cliente, che, dal canto suo, si aspetta di sottoscrivere un finanziamento e quindi firma. Passano alcune settimane – prosegue De Miranda – ed il consumatore riceve una raccomandata con la carta revolving e l’invito a spendere come vuole il credito attivo. Parliamo anche di 2mila euro, da restituire però con tassi che oscillano tra il 15 ed il 25% e rate da 50-70 euro.
Questo aspetto non è adeguatamente evidenziato e così il cliente, che pensa di aver ricevuto un regalo, utilizza la carta, fa acquisti, solo che ad un certo punto non è più in grado di restituire i soldi e così riceve un decreto ingiuntivo. Attenzione, questo può avvenire anche a distanza di anni. A volte, infatti, capita che la finanziaria propone un ulteriore credito, ma a tassi e rate più alti, a chi si dimostra un buon pagatore, ma che successivamente, perché la situazione è cambiata o perché ha avuto un imprevisto, non riesce più a regolare i conti.
Questi casi sono meno rari di quanto si possa immaginare. È bene tenere a mente una cosa: contratti del genere sono nulli. Lo dice l’Arbitro Bancario Finanziario e lo stabiliscono numerose sentenze dei Tribunali. Questo perché il negozio è autorizzato a vendere un bene e non è abilitato come intermediario finanziario, unici autorizzati ad erogare credito non finalizzato ad un acquisto. È importantissimo, dunque, verificare sempre cosa prevede il contratto che si sta per sottoscrivere, anche quando sembra il più banale possibile.
Meglio impiegare qualche minuto in più piuttosto che ritrovarsi con decreti ingiuntivi. Se poi dovessero sorgere problemi, come quelli descritti con l’attivazione di carte revolving di cui si ignorava l’esistenza, allora è bene segnalare, perché c’è la possibilità di annullare il contratto senza dover restituire il capitale utilizzato oppure restituendo il capitale senza interessi”.
Gli Sportelli di Codici sono a disposizione per fornire assistenza anche per questioni economiche e finanziarie. È possibile contattare l’associazione al numero 06.55.71.996 oppure all’indirizzo e-mail [email protected].
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