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Arte e Cultura

Concorso per artisti, primo premio alla fotografa Claudia Corrent

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Definiti i vincitori del concorso per artisti indetto dalla Ripartizione cultura italiana. Premiati Claudia Corrent, Giancarlo Lamonaca e Moustapha Dieng.

La giuria del concorso per artiste e artisti attivi sul territorio indetto dalla Ripartizione cultura italiana della Provincia ha concluso la seconda e ultima fase della selezione. Daniela Ferrari (Rovereto), Nicolò Degiorgis (Bolzano) e Valentina Cramerotti (Trento) hanno decretato le tre opere vincitrici dopo avere valutato la qualità tecnica ed artistica delle dieci opere finaliste consegnate al Centro Trevi di Bolzano.

Si è aggiudicata il primo premio di 3.000 euro la fotografa Claudia Corrent con il collage “Per te, per ricordarti spesso”.

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La giuria ha valutato “positivamente la grazia che esprime quest’opera e i suoi rimandi autobiografici“.

Dal lavoro “emerge una buona capacità compositiva ed una profondità di sperimentazione tecnica, ardita, maggiore rispetto alle altre fotografie presentate al concorso“.

Per quanto riguarda l’aspetto tecnico, la giuria ha apprezzato particolarmente “il formato di piccole dimensioni scelto dall’artista, che conferisce un valore aggiunto; la sovrapposizione delle immagini e la stampa sono state eseguite in modo impeccabile e non si evidenziano sbavature tecniche”.

Il secondo premio di 2.000 euro è stato assegnato all’artista Giancarlo Lamonaca, per l’opera “Universe #9”, ovvero una fotografia elaborata con la tecnica della manipolazione grafica.

Si evidenzia – è scritto nelle motivazioni – la solidità del percorso artistico ed una continuità della ricerca nel tempo“.

La serie di opere, di cui fa parte anche il quadro in concorso, dà coerenza a questo lavoro; l’ambiguità dell’immagine, con l’utilizzo del mezzo fotografico come strumento di creazione artistica, invita lo spettatore a riflettere sulla sua rappresentatività.

Il terzo premio di 1.000 euro è stato riconosciuto all’artista Moustapha Dieng per l’installazione “Solo il mare mi ha accolto”, realizzata con tecnica mista. Secondo la giuria “si tratta di uno dei pochi lavori scultorei presentati, con una resa plastica molto accurata”.

Rappresenta inoltre una tematica di grande attualità e drammaticità sociale, trattata con molta attenzione e grande rispetto, molta grazia e poesia, nonostante il primo impatto sia molto forte.

Menzione speciale per gli artisti classificatisi al quarto posto a pari merito, rispettivamente Mirijam Heiler con l’opera “17.10.18_15.45.39” e Matteo Picelli per l’opera “Sincronicitá” per entrambi emergono chiaramente coerenza nella ricerca estetica e sicurezza tecnica ed artistica nonostante la giovane età.

Come indicato nel bando, le opere vincitrici saranno esposte le ultime due settimane del mese di marzo presso il Centro Trevi di Bolzano. Successivamente saranno inserite nel catalogo di Artoteca e di conseguenza saranno disponibili per il prestito presso le biblioteche pubbliche che aderiscono al progetto.

L’Artoteca Alto Adige nasce nel 2013 a Bolzano come la prima biblioteca provinciale – e una delle rarissime in Italia – dedicata interamente al prestito di opere di artisti del territorio.

Le biblioteche aderenti al progetto sono la Biblioteca ProvincialeClaudia Augusta” di Bolzano, presso il Centro culturale Trevi, la Biblioteca “Endidae” di Egna, la Biblioteca “Don Bosco” di Laives, la Biblioteca Italiana di Ora.

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Arte e Cultura

La passeggiata Freud: il fascino di un luogo che diventa un libro

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“La passeggiata Freud. Camminare, ricordare, sognare”: l’appuntamento è per mercoledì 19 giugno alle 16,30 all’hotel Lichtenstern di Stella di Renon.

La presentazione del libro, edito in due lingue (italiano e tedesco), è a cura del suo autore, Francesco Marchioro.

Tutto ovviamente ispirato alla “Freudpromenade”, ovvero alla prima passeggiata al mondo dedicata dal 2006 al grande padre della psicanalisi e che nel 2016 ha aggiunto al singolare itinerario le panchine artistiche firmate da David e Verena Messner.

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Il progetto è stato realizzato grazie al Comune di Renon e proprio qui, nel 1911, la famiglia Freud soggiorna a lungo, prima a Soprabolzano e poi a Collalbo, tanto da lasciare un’impronta indelebile anche nella produzione del maestro viennese (è qui che nasce infatti l’opera Totem e Tabù).

Una pubblicazione che raccoglie il fascino di un luogo e lo fa suo, attraverso capitoli di narrazione accompagnati da oltre 200 tra aforismi e citazioni di un grande personaggio che accompagna i visitatori in un viaggio solitario ma ricco di spunti.

Sostare in questo luogo, per l’autore, diventa quindi un’esperienza di vita oggi arricchita da immagini, racconti, nuove letture e tante nuove idee.

 

 

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Spettacolo

Storia del cinema che se ne va, morto Franco Zeffirelli. Per Firenze e l’Italia è lutto

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Il giglio nel mondo. Si è spento serenamente all’età di 96 anni, nonostante una lunga malattia, il regista fiorentino Franco Zeffirelli.

E con lui se ne va una delle figure storiche del cinema nazionale e internazionale. Sceneggiatore, attore, regista, personalità chiave della cultura e del cinema italiani.

Zeffirelli è morto nella sua casa di Roma, sulla via Appia, circondato dalla famiglia, in particolare dai figli adottivi Pippo e Luciano e dai suoi amati cagnolini.

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Circa una settimana fa, secondo quanto si apprende dalla famiglia, aveva ricevuto l’estrema unzione.

La cittadina Firenze ha proclamato il lutto cittadino per uno dei suoi più illustri rappresentanti. In serata, al Teatro di Maggio, pubblico e orchestra hanno osservato tre minuti di silenzio prima dell’inizio delle “Nozze di Figaro”.

Il premio al “Genio ed Eccellenza italiana nel mondo“, l’ultimo della sua carriera, gli era stato consegnato recentemente dalla presidente del Senato Elisabetta Alberti Casellati.

La camera ardente sarà allestita a Firenze, lunedì mattina, nel Salone dei Cinquecento in Palazzo Vecchio mentre i funerali saranno celebrati a San Miniato al Monte.

Le le sue spoglie riposeranno sotto la basilica del cimitero monumentale alle Porte Sante di Firenze, città dove era nato il 12 febbraio 1923, nella cappella di famiglia.

Sarà un addio a uno dei maestri del ‘900.

All’anagrafe Gian Franco Corsi, nato fuori dal matrimonio da Ottorino Corsi, un commerciante di stoffe originario di Vinci, e dalla sarta fiorentina Alaide Garosi Cipriani, ebbe un’infanzia tribolata, dovuta al mancato riconoscimento paterno che avvenne solo a 19 anni, e alla prematura scomparsa della madre.

Dalle prime esperienze al cinema con Francesco Rosi e poi come aiuto regista di Luchino Visconti in La terra trema e in Senso, nonché di Antonio Pietrangeli ne Il sole negli occhi (1953), Zeffirelli passa al grande schermo nel 1957 con Camping (1957).

La prima opera con cui Zeffirelli raggiunge la notorietà non è uno dei suoi film più noti, bensì il documentario “Per Firenze” dedicato dal regista alla sua città per raccontare l’alluvione che il 4 novembre 1966 che devastò la città di Firenze.

Dopo infinite esperienze teatrali e cinematografiche, verso la fine degli anni sessanta si impone all’attenzione internazionale sempre in campo cinematografico grazie a due trasposizioni shakespeariane: La bisbetica domata (1967) e Romeo e Giulietta (1968).

Il suo lavoro più famoso forse è “Gesù di Nazareth“, del 1977, sceneggiato televisivo, trasmesso su Rai 1 in cinque puntate di un’ora circa ciascuna, di enorme successo con un cast da kolossal.

Cinque dunque tra i film imperdibili: La bisbetica domata del 1967, Romeo e Giulietta (1968), Fratello Sole Sorella Luna (1972), Gesù di Nazareth (1977), Un tè con Mussolini (1999).

Una carriera tra cinema, teatro ed opera, Franco Zeffirelli era discendente di Leonardo da Vinci, antenato di suo padre: lo scoprì tre anni fa grazie alla ricerca di uno storico. Nel 2007, infatti, il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano consegnò a Zeffirelli proprio il ‘Premio Leonardo’.

“Ciao maestro” si legge sul sito della sua fondazione.

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Musica

Planetarium, capolavoro PInk Floyd: il 15 giugno si rivive “The Dark Side of the Moon”

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Quasi 50 anni dopo il primo storico allunaggio, a gennaio 2019 la Cina è riuscita a mandare con successo una sonda sul lato oscuro di questo satellite della terra, operazione complicata e in un certo senso irrazionale.

Il lato oscuro dell’uomo invece è il tema di un percorso musicale dei Pink Floyd che si è tradotto nell’album “The Dark Side of the Moon“. Sabato, 15 giugno presso il Planetarium Alto Adige tutti i fan della band inglese potranno rivivere la magia di questo album.

The Dark Side of the Moon” è l’album di maggior successo dei Pink Floyd e a sua volta si trova molto in alto nella lista dei dischi più venduti di tutti i tempi in compagni di altri mostri sacri come “Back in Black” degli AC/DC e “Thriller” di Michael Jackson.

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Un album che ha attraversato indenne i lustri per arrivare fresco come una rosa e attuale ai giorni nostri.

“The Dark Side of the Moon” è stato prodotto con le più avanzate tecniche di registrazione.

Il 15 giugno tutti i fan dei Pink Floyd potranno riascoltare e vedere questo album fondamentale in alta qualità al Planetarium Alto Adige. Un esperienza psichedelica che permetterà agli spettatori di tuffarsi nel lato oscuro della mente.

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