Connect with us

Alto Adige

Congedi di paternità, cresce l’impegno dei padri ma frenano i limiti economici

Pubblicato

-

Condividi questo articolo

Giovedì l’Italia intera si trova a celebrare la festa del papà. Una ricorrenza arrivata dalla tradizione religiosa cattolica e che coincide con il giorno dedicato a San Giuseppe. Una figura simbolo della paternità e protettore dei padri di famiglia che dall’ufficializzazione, nel XV secolo, continua a rappresentare un momento significativo nel far presente il ruolo paterno, anche attraverso gesti simbolici, regali ed esperienze condivise.

Questa giornata, da dodici anni a questa parte, in Alto Adige è l’occasione colta dall’Ipl per presentare il proprio rapporto sui congedi di paternità e parentali, offendo in questo senso uno spaccato aggiornato sull’evoluzione del ruolo dei padri nella società contemporanea.

“Sempre più uomini intendono svolgere con impegno il proprio ruolo genitoriale, ma restano barriere che non possono essere ignorate” annota il direttore Stefan Perini, nell’evidenziare un cambiamento in atto. Vale a dire che è in aumento il numero di padri che scelgono di dedicarsi attivamente alla famiglia. Persistono però ostacoli importanti, soprattutto di natura economica.

L’analisi spiega molto bene che i modelli europei più avanzati indicano con chiarezza le leve fondamentali, ovvero congedi ben retribuiti, quote riservate esclusivamente ai padri e maggiore flessibilità nella loro fruizione. Accanto agli strumenti normativi, salta però all’occhio la necessità di un cambiamento culturale all’interno delle organizzazioni lavorative.

“Le madri vorrebbero lavorare di più, mentre i padri desidererebbero trascorrere più tempo con i figli” osserva Christa Ladurner, sociologa del Foro Prevenzione e portavoce dell’Alleanza per la famiglia, per un tema che si lega a filo doppio con quello della parità di genere. “Favorire questo equilibrio porterebbe benefici a entrambe le parti, contribuendo a una società più equa e coesa.”

Per dare qualche numero, nel 2024 sono stati 4.703 i padri lavoratori dipendenti del settore privato residenti in Trentino-Alto Adige che hanno usufruito del congedo obbligatorio di paternità. Un dato in lieve calo rispetto agli anni precedenti, ad esempio il 2022 quando erano 4.979, oppure il 2023 quando erano 4.897.

Però la lettura va fatta alla luce della diminuzione delle nascite registrata nello stesso periodo.

Sempre in tema di numeri, sono arrivati segnali positivi riguardo l’andamento dei congedi parentali. Tra il 2021 e il 2024, la quota di padri beneficiari è cresciuta in modo costante, passando da meno del 24% a oltre il 38%. Rimane però marcata la differenza nella durata, con le madri che, in media, usufruiscono di 72 giornate contro le circa 28 dei padri.

Un incremento che appare legato anche all’aumento dell’indennità, salita all’80% per merito delle Leggi di Bilancio 2023 e 2024, misura che ha incentivato l’utilizzo dello strumento senza però colmare del tutto questo divario.

NEWSLETTER

Archivi

Categorie

più letti