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Val Pusteria

Controlli alla stazione: denunciati due uomini con arnesi da scasso e lame

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Un presidio costante che non lascia zone d’ombra, nemmeno nelle aree più sensibili come gli scali ferroviari. Nei giorni scorsi, i Carabinieri della Stazione di Rio di Pusteria hanno condotto un’operazione di controllo che ha portato al deferimento di due cittadini stranieri, trovati in possesso di un arsenale di oggetti atti a offendere e strumenti da scasso.

L’operazione è scattata intorno alle 21, quando la Centrale Operativa ha inviato una pattuglia alla stazione ferroviaria di Rio di Pusteria a seguito della segnalazione di due individui sospetti, che si intrattenevano con cibo e bevande all’interno dei locali dello scalo.

I militari hanno identificato due uomini di nazionalità macedone, di 28 e 30 anni, entrambi senza fissa dimora in Italia.

Nonostante avessero cercato di giustificare la propria presenza dichiarando d’essere arrivati sul posto con due veicoli distinti (un furgone Mercedes Sprinter e una Ford Focus), il loro atteggiamento guardingo ha spinto i Carabinieri ad approfondire il controllo con perquisizioni personali e veicolari.

Questo aspetto ha confermato i sospetti degli operanti, portando al rinvenimento di un kit di oggetti pericolosi nascosti nelle portiere dei veicoli. In quella del furgone un taglierino da pacchi con lama da 6 cm. Nella Ford Focus c’erano invece un cacciavite a taglio, un coltellino multiuso tipo “svizzero” e un’imponente chiave a pappagallo lunga circa 25 cm. Strumento tipicamente utilizzato per scardinare infissi o serrature.

Non essendo stati forniti validi motivi per il possesso di questi strumenti, entrambi i soggetti sono stati accompagnati in caserma e deferiti in stato di libertà per porto abusivo di armi o oggetti atti ad offendere.

“Le stazioni ferroviarie devono essere luoghi di transito sicuri per i viaggiatori, non zone di bivacco per chi circola con arnesi da scasso e lame nel cuore della notte – afferma il Comandante della Compagnia Carabinieri di Bressanone –. Questo intervento dimostra che il nostro dispositivo di controllo è capillare e reattivo: non ci limitiamo a identificare chi si muove con fare sospetto, ma andiamo a fondo per disarmare potenziali minacce prima che possano trasformarsi in furti o aggressioni.”

“La chiave a pappagallo e i coltelli sequestrati ieri sono la prova che la prevenzione è la nostra arma migliore – evidenzia –. I Carabinieri di Rio di Pusteria e di tutta la Compagnia continueranno a vigilare su ogni scalo e ogni via di comunicazione, perché la sicurezza dei cittadini non va mai in pausa, specialmente dove la gente si sente più vulnerabile.”

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