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Trentino

Cucciolo d’orso travolto e ucciso da un’auto, il fratellino fugge nel bosco

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Un piccolo orso è stato ucciso da un’auto in corsa lungo la SS45bis, nei pressi del suggestivo lago di Toblino, in Trentino. L’incidente si è verificato attorno a mezzogiorno, nella zona della rotatoria in località Due Laghi, in direzione Sarche. Un impatto violento, improvviso, che non ha lasciato scampo al cucciolo, mentre un secondo esemplare – probabilmente suo fratello – è riuscito a fuggire, dileguandosi nel bosco.

La segnalazione è arrivata alla Centrale unica di emergenza 1-1-2, che ha immediatamente allertato le autorità competenti. Sul luogo dell’investimento sono intervenuti gli agenti della Polizia Stradale e i forestali del Corpo forestale trentino, impegnati nelle operazioni di recupero e negli accertamenti di rito.

Il corpo dell’animale, ormai privo di vita, verrà sottoposto ad analisi genetica per confermare la sua identità e comprendere meglio la sua origine. Secondo i primi rilievi, si tratterebbe di un cucciolo nato da una delle femmine monitorate nella zona, una delle aree più delicate dal punto di vista della convivenza tra uomo e fauna selvatica.

Nel frattempo, le autorità hanno confermato che “un secondo orsetto, molto simile per dimensioni e aspetto, è stato visto mentre si allontanava velocemente tra gli alberi”. Gli esperti ritengono che i due esemplari facessero parte della stessa cucciolata, e l’attenzione ora è tutta rivolta alla possibilità che il sopravvissuto possa trovarsi in pericolo o rappresentare un rischio per la sicurezza stradale.

I controlli nell’area sono stati intensificati: “stiamo monitorando attentamente la zona per valutare la presenza di altri orsi e adottare eventuali misure preventive”, hanno dichiarato i tecnici forestali. Uno scenario che riaccende il dibattito sulla sicurezza delle strade che attraversano territori abitati dalla fauna selvatica e sulla necessità di adottare soluzioni strutturali per evitare tragedie come questa.

Un episodio che scuote la comunità trentina e rilancia l’allarme sulla difficile convivenza tra uomini e orsi nei territori alpini.

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