Bolzano Provincia
Denuncia un furto mai avvenuto e porta un falso testimone: giovane nei guai per simulazione di reato
Aveva architettato tutto nei minimi dettagli, o almeno così credeva. Un giovane ventenne, originario della provincia di Latina ma domiciliato in Val Gardena, è finito nella rete dei controlli dell’Arma dopo aver tentato di raggirare la Giustizia con una messinscena degna di un copione cinematografico.
Il giovane si era presentato alla caserma dei Carabinieri di Ortisei all’inizio di febbraio, denunciando con dovizia di particolari il furto del proprio portafoglio e dello smartphone. Non solo: per rendere il quadro più allarmante, aveva sostenuto che ignoti malviventi, entrati in possesso del suo telefono, avessero effettuato acquisti online a suo nome, sostituendosi alla sua identità digitale.
Non pago della prima versione, il giorno successivo era tornato alla carica, integrando la denuncia e trascinando con sé un sedicente testimone per dare forza al suo racconto.
Il piano, però, si è scontrato con la meticolosa attività d’indagine dei Carabinieri. Per merito di un’attenta analisi dei tabulati, dei log informatici e degli spostamenti del giovane, i militari hanno smontato pezzo dopo pezzo la versione fornita. Quello che doveva essere un furto con frode informatica si è rivelato un maldestro tentativo di simulazione: nessun ladro, nessuna violazione di account, solo una bugia costruita a tavolino.
L’intuizione e la professionalità dei Carabinieri, poi, hanno permesso d’accertare la falsità totale delle dichiarazioni rese in entrambe le occasioni, portando al deferire il giovane alla Procura della Repubblica di Bolzano per simulazione di reato e falsità ideologica.
“Cogliamo l’occasione per ricordare che denunciare reati mai avvenuti non è un ‘escamotage’ senza conseguenze, ma un grave atto illecito – riferiscono i carabinieri gardenesi –. Tali condotte non solo intralciano il lavoro della Polizia Giudiziaria, sottraendo tempo e risorse a chi ha realmente bisogno d’aiuto, ma espongono gli autori a pesanti procedimenti penali.”
“Dichiarare il vero dinanzi a un Pubblico Ufficiale è un dovere civico oltre che un obbligo di legge – aggiungono –. Le moderne tecniche d’indagine permettono oggi di riscontrare ogni dettaglio, rendendo quasi impossibile farla franca con dichiarazioni mendaci.”
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