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Bolzano Provincia

Eventi e turismo, Widmann avverte: “Senza manifestazioni il futuro è a rischio”

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Servono più attenzione e più sostegno nei confronti dei grandi eventi sportivi e culturali.

Quanto appena scritto è la sintesi rapida dell’appello lanciato dal consigliere provinciale ed ex assessore Thomas Widmann, nell’indicare come la Dolomiti Superbike e il Giro del Lago di Resia, siamo manifestazioni sportive da prendere come esempi di successo da valorizzare.

Invece lo sport altoatesino ha “mollato” proprio questi due eventi simbolo della propria storia recente. Il primo a dare l’addio è la Dolomiti Super Bike. Poi è stato fatto lo stesso annuncio per il Giro del Lago di Resia, questa celebre competizione chiude dopo 25 edizioni, richiamando atleti ed appassionati da tutta Europa.

Il comitato organizzatore della gara di mountain bike di Villabassa non ha nascosto un certo rammarico e ugualmente solidarietà ai colleghi venostani, evidenziando come le due manifestazioni siano state travolte dalle stesse difficoltà.

“Siamo molto dispiaciuti che un altro grande evento altoatesino non si svolgerà più nel 2026” le parole di Kurt Ploner, responsabile della Dolomiti Superbike, complimentandosi con il team guidato da Gerald Burger per i risultati ottenuti in un quarto di secolo d’attività.

Attenendosi a quanto riferito da Ploner, alla base della decisione ci sarebbero il crescente peso della burocrazia e l’aumento dei rischi finanziari, aggravati dalla difficoltà di reperire sponsor disposti a sostenere costi sempre più alti. A questi fattori va aggiunto il drastico calo dei volontari, dunque la mancanza di un adeguato ricambio generazionale nei comitati organizzatori.

Norme di sicurezza sempre più stringenti e un quadro organizzativo divenuto insostenibile hanno infine reso impossibile portare avanti questi appuntamenti fissi fra le righe del calendario sportivo europeo.

Tornando all’ex assessore e biker per passione, che ha partecipato a 29 delle 30 edizioni della Dolomiti Superbike sempre sul percorso lungo (l’unica edizione che ha mancato è stata per causa di un infortunio) epiteta come “inimmaginabile” l’impatto dell’evento sull’Alta Pusteria, riferendo dell’aver portato benefici estesi all’intero ciclo economico e non limitati al solo settore alberghiero.

Però anch’egli riconosce che l‘impegno finanziario ed organizzativo richiesto è diventato sempre più oneroso, soprattutto se confrontato con manifestazioni ormai ben consolidate come sono la “Maratona dles Dolomites”, che può contare su grandi sponsor e una forte copertura mediatica.

Da questi aspetti arriva l’invito a una maggiore “comprensione da parte di chi decide in Alto Adige” e l’avvertimento che pensare di attrarre cicloturisti anche senza grandi eventi è una visione miope. “Si tratta di turismo sostenibile che merita in ogni caso di essere sostenuto.”

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