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Alto Adige

Ferrovia della Pusteria: avanti coi lavori di sistemazione

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Dopo le frane e gli smottamenti sulla linea della Val Pusteria questa settimana i lavori di sistemazione sono proseguiti al meglio.

L’assessore Alfreider stima che per venerdì della prossima settimana sia già pronta la tabella di marcia dei passi necessari alla riattivazione della linea.

Il punto dei lavori a Valdaora e Vandoies

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A Valdaora sotto la direzione dei geologi proseguono i lavori per la ricostruzione e la stabilizzazione del pendio. I pendii sono stati preventivamente ripuliti dal materiale instabile. Su incarico della società di gestione dell’infrastruttura ferroviaria RFI imprese locali sono sul posto per realizzare gli interventi necessari.

A Vandoies i geologi Simone Taucs e Volkmar Mair hanno deciso la realizzazione di un tomo o vallo di protezione. Nel frattempo su entrambi i pendii è stato asportato il materiale instabile. Il nuovo tomo di protezione che renderà più sicuro il tratto ferroviario dalle frane sarà lungo 170 metri e alto 8.

Appena il tomo avrà raggiunto un’altezza di 4 metri i geologi potranno dare il via al collaudo e all’emissione di una perizia per la riapertura della linea e il ripristino del servizio. Per garantire la sicurezza ai lavoratori sulla linea, i massi sul pendio sono costantemente monitorati.

Ulteriori controlli dell’intera zona condotti da ditte locali inizieranno domani. In seguito potranno svolgersi le esplosioni dei massi più grossi che sono caduti sui binari. La Ripartizione Foreste ha già fornito l’autorizzazione a procedere. Anche i proprietari die terreni hanno autorizzato l’intervento.

Sicurezza prioritaria, riapertura prima prossibile

Appena il tratto ferroviario sarà nuovamente libero dalle rocce verranno condotti nuovamente testi di circolazione dei mezzi. “La sicurezza è per noi prioritaria e dunque vogliamo escludere ogni possibile fonte di rischio. Per questo si lavora a pieno regime per riaprire al più presto al traffico la linea ferroviaria” ha sottolineato Alfreider.

Merano

Merano: aggredito da un pitbull mentre porta fuori il cane, finisce in ospedale

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Si trova ricoverato in ospedale, con prognosi di 15 giorni, l’uomo che nel pomeriggio di domenica è stato aggredito da un pitbull mentre portava a spasso il proprio cane a Merano.

L’uomo è dovuto ricorrere alle cure dei sanitari di emergenza per diverse ferite e fratture a due costole.

Il molosso era scappato dal guinzaglio della padrona scaraventando a terra il malcapitato e mordendolo alle gambe e alle braccia.

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In soccorso dell’uomo è arrivato il figlio, che da lontano aveva assistito alla scena, riuscendo a scacciare il cane di e successivamente a chiamare i soccorsi.

Sulla vicenda sono intervenuti i carabinieri.

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Valle Isarco

Plose: l’innevamento è garantito. In funzione il bacino idrico della capacità di 63mila m3

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Il 18 gennaio, la Plose ha festeggiato il completamento del nuovo bacino idrico collegato ad una stazione di pompaggio e quindi per tutto il comprensorio sciistico l’innevamento è garantito.

Negli ultimi anni ci sono stati spesso timori per l’assenza di neve naturale e per il freddo persistente, ma d’ora in poi si può guardare con fiducia al futuro del comprensorio sciistico della Plose. Grazie al bacino e al nuovo, esteso sistema di innevamento con gli attuali 140 cannoni da neve che però saranno aumentati nei prossimi anni, i prati alpini potranno essere trasformati in pochi giorni in piste perfette.

Per l’intero comprensorio sciistico, per i suoi partner, per le strutture alberghiere e per le imprese commerciali e per gli appassionati sciatori della destinazione Bressanone-Plose ciò significa programmare con sicurezza la stagione invernale.

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Al nuovo bacino, che si trova sotto il sentiero escursionistico che porta alla Rossalm, si affiancano  l’esistente “Schönboden“, realizzato nel 1986, e il bacino “Trametsch” realizzato nel 2012. In totale, ora, il comprensorio sciistico di Plose ha dunque 76.000 m3 di capacità idrica.

Il confronto con una realtà locale, l’Acquarena di Bressanone, rende ancora più chiare le dimensioni di questa nuova struttura. Per riempire tutte e quattro le piscine coperte dell’Aquarena sono necessari circa 1.000 m3 di acqua. Il serbatoio della Plose potrebbe riempire le piscine coperte dell’Acquarena per 63 volte, e tutti e tre i serbatoi lo potrebbero fare per 76 volte.

Allo stesso tempo, durante una visita nella piscina coperta c’è un consumo medio di elettricità di 20 kWh per ospite al giorno, mentre sulla Plose c’è un consumo di soli 5,3 kWh per ospite al giorno.

Vanno poi prese in considerazione anche le attività della stazione di pompaggio e dei 140 cannoni per la neve tutti controllati da una centrale tramite computer. Tutte le stazioni sono collegate per un totale di oltre 20 km di tubature.

Il sistema, altamente tecnico, è completato da installazioni presenti sulle varie piste che misurano l’altezza della neve e, dove è necessario, passano i dati al sistema informatico centrale, in modo che la neve possa essere generata.

Nel 2019, la società Funivie Plose Ski ha speso circa 9 milioni di euro per l’innevamento artificiale, di cui quasi 5 milioni di euro per la costruzione del bacino e della stazione di pompaggio.

Nei due fine settimana di gennaio, domenica 19 gennaio e il 24, 25 e 26 gennaio dalle ore 11 alle ore 14, si organizzano visite guidate alla stazione di pompaggio.

Il punto di incontro per le visite guidate è presso la stazione di pompaggio che si trova sotto il bacino lungo il sentiero escursionistico invernale che porta alla Rossalm.

La durata delle visite guidate è di circa 10-15 minuti.

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Merano

L’ISIS è stato veramente sconfitto? “Dialoghi Merano” ha incontrato Jürgen Todenhöfer

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Nell’ambito dei “Dialoghi Merano”, il 17 gennaio, in un Teatro Puccini gremito fino all’ultimo posto, l’autore Jürgen Todenhöfer ha dialogato con Eberhard Daum, condividendo con il pubblico le proprie pluridecennali esperienze nei scenari di guerra mediorientali, e facendo luce sulla tragica portata dello “Stato islamico”.

Todenhöfer ha inoltre letto alcuni estratti dal suo ultimo e molto discusso libro, nel quale accusa anche la politica e i media occidentali di tradire i nostri valori.

Jürgen Todenhöfer è considerato uno dei maggiori conoscitori dello “Stato islamico”. Ha studiato intensamente il fenomeno ed è stato il primo giornalista occidentale a trascorrere dieci giorni nello Stato Islamico in compagnia di jihadisti armati, per conoscere da vicino e per approfondire le abitudini di vita ed i moventi dei “terroristi più pericolosi del mondo”, come li chiama lui stesso.

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Un’impresa pericolosa dall’esito incerto. Ma, per Jürgen Todenhöfer, questo è l’unico modo per comprendere veramente il fenomeno dell’ISIS.

L’Occidente – afferma Todenhöfer – continua a sottovalutare il pericolo che l’ISIS rappresenta per il Medio Oriente e per la pace nel mondo, e non si è ancora dotato di una strategia politica convincente.

Nell’autunno del 2019, i media hanno riferito che lo Stato islamico è stato sconfitto ed il suo famoso leader Abu Bakr al-Baghdadi è stato ufficialmente dichiarato morto. Ma è davvero così?

Da quando la Turchia ha stabilito una cosiddetta striscia di sicurezza al confine meridionale con la Siria ed i curdi hanno lasciato la zona, nessuno sa esattamente quanti combattenti dell’ISIS siano riusciti a fuggire dalle carceri e dai campi di prigionia curdi. E che dire dei molti combattenti europei dell’ISIS che stanno tornando nei loro Paesi d’origine?“.

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