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Ambiente Natura

Giustizia climatica e futuro delle comunità: al via i colloqui di Dobbiaco

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I Colloqui di Dobbiaco, giunti alla loro 35^ edizione, si svolgeranno dal 27 al 29 settembre presso il Centro Culturale Euregio, con un focus sulla giustizia climatica e sull’importanza della dimensione territoriale di prossimità, anche nell’Arco alpino. L’evento riunisce esperti e attivisti per affrontare le sfide e le opportunità legate alla transizione ecologica.

Paola Imperatore, assegnista di ricerca all’Università di Torino e specialista in politiche climatiche, evidenzia come la crisi climatica amplifichi le ingiustizie sociali. “La crisi climatica è il volano di tutte le ingiustizie sociali,” afferma Imperatore. “Essa non solo illumina il legame tra ambiente, abitare e salute, ma mette anche in evidenza le intersezioni con le ingiustizie legate al genere, all’origine, all’età e alla classe sociale.”

Il tema di quest’anno, “Speranza contro ogni speranza”, si ispira alle riflessioni di Alexander Langer e Ivan Illich, proponendo una discussione su pazienza, perseveranza e azioni necessarie per affrontare la policrisi, termine che descrive l’interconnessione delle crisi contemporanee—sociali, politiche, economiche e climatiche.

Tra i partecipanti, si segnalano il filosofo Mauro Bozzetti dell’Università di Urbino e Lars Hochmann, esperto di “hacking delle organizzazioni” all’Università di Coblenza. Il programma include anche Stefanie Brander dell’associazione svizzera Anziane per il Clima, la scrittrice tedesca Ute Scheub e Paulina Frölich, vicedirettrice del think tank berlinese Das Progressive Zentrum.

I Colloqui offriranno anche quattro workshop paralleli, affrontando temi cruciali come agroecologia, città di 15 minuti, cittadinanza energetica e diritti umani, con l’intento di trovare risposte alla domanda centrale dell’edizione: “C’è una speranza per i giovani e per chi si impegna per un futuro migliore?”

L’evento si propone non solo come un laboratorio di idee, ma anche come un’occasione per ricostruire comunità resilienti e attive nella transizione ecologica, sottolineando l’importanza di approcci dal basso per affrontare le sfide globali.

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