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Bolzano

Il Palazzo di giustizia rimane sotto esame: si guarda verso il trasferimento

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Il crollo dell’ala sopra le aule di udienza del Palazzo di Giustizia di Bolzano, forse, potrebbe essere solamente la causa più evidente di un problema che riguarda la struttura già dal momento dell’edificazione. Gli esperti sono all’opera per fare chiarezza sulle cause di un cedimento definito dagli stessi tecnici “massiccio e improvviso”.

Dalle verifiche tecniche di queste ore si apprende delle criticità strutturali che non permettono, almeno per adesso, di riprendere le attività. La Provincia autonoma di Bolzano si trova dunque a un bivio, con indicazione più propendente verso la strada di spostare l’attività del tribunale da un’altra parte.

Quest’ultimo annuncio è arrivato anche dall’assessore provinciale alle Opere pubbliche e al Patrimonio, Christian Bianchi, nel confermare la volontà di spostare il 100% delle attività del Tribunale in sedi provvisorie.

La Provincia sta infatti già valutando gli spazi disponibili, anche in collaborazione con l’Università e altri enti pubblici, nell’idea di garantire la ripresa dell’attività giudiziaria nel più breve tempo possibile.

Fra le priorità figura anche il ripristino del servizio per il rilascio dei certificati di appartenenza al gruppo linguistico, indispensabili per numerose procedure amministrative.

Entrando nel cantiere, la priorità si concentra sulla messa in sicurezza del Palazzo. Le imprese incaricate, assieme ai tecnici provinciali, sono già all’opera per scongiurare ulteriori cedimenti. Intanto vanno avanti le verifiche statiche sulle due ali dell’edificio rimaste ancora in piedi.

Secondo l’ingegnere strutturista Ulrich Kauer, un collasso di queste dimensioni rappresenta un evento decisamente insolito. A un primo esame, l’ipotesi è che il cedimento di un qualche elemento portante abbia innescato una sorta di effetto domino, provocando il crollo dell’intera porzione dell’edificio.

Lo strutturista invita però alla prudenza, perché sarà il lavoro dei periti a stabilire con assoluta precisione le cause dell’accaduto. Nel frattempo, si apprende da Kauer, dovrà essere verificata con estrema attenzione anche la stabilità delle parti rimaste in piedi, realizzate con le stesse tecniche costruttive del Palazzo inaugurato nel 1939.

Le verifiche, infatti, riguardano anche l’ingresso monumentale e le colonne che caratterizzano il prospetto su piazza Tribunale, mentre l’intera area rimarrà interdetta al pubblico, seguendo l’ordinanza del sindaco Claudio Corrarati. Le operazioni di ispezione sono condotte con anche il supporto dei droni, limitando al minimo l’accesso del personale all’interno della struttura.

Sono stati recuperati anche documenti e fascicoli dai vigili del fuoco e personale autorizzato. Dotati di dispositivi di protezione, hanno recuperato tutto quel materiale ritenuto indispensabile a garantire la continuità dell’attività giudiziaria. I documenti sono stati trasferiti in sicurezza.

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