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Esami della patente, aumentano i tentativi di frode con microcamere e auricolari: il Ministero rafforza i controlli

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Microcamere nascoste negli abiti o negli occhiali, microauricolari quasi invisibili e un complice all’esterno dell’aula che suggerisce le risposte ai quiz.

È il sistema utilizzato in alcuni tentativi di frode agli esami teorici per il conseguimento della patente di guida, un fenomeno che continua a emergere in diverse province italiane, come riporta una nuova analisi di Truffa.net

Tra i casi più recenti figura quello di Monza, dove un candidato è stato denunciato dopo essere stato sorpreso mentre cercava di sostenere l’esame con l’ausilio di dispositivi elettronici occultati.

Il meccanismo è relativamente semplice: una microcamera riprende i quesiti dell’esame e trasmette le immagini a un complice esterno, che comunica le risposte corrette attraverso un minuscolo auricolare indossato dal candidato.

Per contrastare questo tipo di irregolarità, il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti ha avviato l’impiego di dispositivi “jammer” nelle sedi d’esame per la patente e per la Carta di Qualificazione del Conducente (CQC).

Questi strumenti impediscono o disturbano le comunicazioni tra le apparecchiature utilizzate per la frode, rendendo più difficile il collegamento con eventuali complici.

Chi viene scoperto va incontro, innanzitutto, all’annullamento della prova, al sequestro dei dispositivi utilizzati e all’impossibilità di ripetere immediatamente l’esame.

A seconda delle circostanze, inoltre, possono configurarsi responsabilità penali, con contestazioni che possono spaziare dalla truffa ai danni dello Stato fino ad altri reati, qualora emergano elementi più gravi legati all’organizzazione della frode.

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