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Alto Adige

Ipl: invecchiamento e fuga dei talenti mettono a rischio il mercato del lavoro

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L’Alto Adige deve affrontare un mercato del lavoro segnato dall’invecchiamento della popolazione attiva, dalla carenza di nuove generazioni e da un crescente rischio di perdita di giovani talenti. È quanto emerge da un’analisi dell’Ipl (Istituto Promozione Lavoratori), basata sui dati occupazionali del 2025.

Lo studio evidenzia una netta divisione tra i settori: edilizia e manifattura restano prevalentemente maschili, mentre sanità e istruzione registrano una forte presenza femminile. Anche il lavoro part-time continua a interessare soprattutto le donne, in particolare nel settore pubblico.

Tra gli aspetti più critici c’è l’età media elevata dei dipendenti della pubblica amministrazione, della sanità e della scuola, comparti destinati nei prossimi anni a un consistente ricambio generazionale. Secondo l’Ipl, senza un’accelerazione delle assunzioni il sistema dei servizi pubblici potrebbe subire forti pressioni.

A preoccupare è anche la competitività del territorio nell’attrarre e trattenere personale qualificato. I salari d’ingresso per i neolaureati risultano infatti sensibilmente inferiori rispetto a quelli offerti in Austria, Germania e Svizzera, una differenza che rischia di favorire l’emigrazione dei giovani professionisti o il lavoro da remoto per aziende estere.

Per l’Ipl sarà quindi necessario rafforzare le politiche di reclutamento e rendere il mercato del lavoro altoatesino più competitivo per evitare un progressivo impoverimento del capitale umano.

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