Bolzano
Iva e accise: sette arresti per evasione milionaria. Quattro italiani, due rumeni e un austriaco
La Polizia di Bolzano ha arrestato ieri (14 giugno) sette soggetti (quattro italiani, due rumeni e un austriaco) gravemente indiziati di far parte di un’associazione per delinquere finalizzata al compimento di frodi sistematiche sull’i.v.a. e sulle accise di prodotti alcolici mediante un lucrosissimo carosello fiscale ideato e realizzato da due cittadini di origine campana, attraverso il commercio di birra fra Austria ed Italia prima e fra Germania e Italia poi.
L’associazione si avvaleva di una componente rumena la quale aveva il compito di procurare delle persone compiacenti, a vantaggio delle quali si aprivano delle società “cartiere” senza alcuna effettiva attività.
La truffa consisteva nell’inviare autoarticolati carichi di bevande alcoliche (in particolare birra ) in regime di sospensione di imposta, stoccarli in un deposito fiscale compiacente sito in Austria e rispedirli in Italia senza pagare l’i.v.a. e le Accise.
In seguito le bevande alcoliche venivano piazzate sul mercato ad un prezzo notevolmente inferiore rispetto al valore di mercato in quanto inficiato dal mancato pagamento delle imposte, generando un vantaggio economico per gli indagati, con pari danno per la P.A., stimato dalla Agenzia delle Dogane tra i 2 e i 3.000.000 di euro nel corso di cinque anni.
L’operazione internazionale di polizia giudiziaria è stata condotta anche grazie alla collaborazione degli omologhi servizi di polizia esteri coordinati e supportati da Eurojust e con l’intervento dei FAST Teams austriaco e rumeno da parte del Servizio per la Cooperazione Internazionale di Polizia – SIRENE- ENFAST (Rete Europea delle Unità Ricerche Attive Latitanti).
Oltre alle misure cautelari personali, il G.I.P. del Tribunale di Bolzano ha disposto anche il sequestro preventivo ai fini di confisca del profitto dei caroselli fiscali conseguito tramite le ditte missing quantificato in 1.634.184 euro, da eseguirsi sui conti delle predette ditte o di altre “cartiere” facenti capo agli indagati.
Durante le perquisizioni sono stati sequestrati cellulari, titoli di credito, carte di credito e di pagamento, un’autovettura Range Rover, nonché documentazione utile al proseguimento delle indagini.
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