Politica
Kompatscher: “Meno senatori, violata l’autonomia”. Stop a Bolzano alla trattative con la Lega
La commissione affari costituzionali del Senato, su proposta della maggioranza, ha approvato oggi un disegno di legge per la riduzione dei parlamentari e dei collegi senatoriali.
Tra le altre cose la proposta prevede una riduzione dei Senatori eletti in Alto Adige da tre a due.
“Questa è una grave violazione della nostra autonomia, in quanto va contro la suddivisione dei collegi senatoriali all’interno della Provincia di Bolzano prevista con legge in attuazione della misura 111 del Pacchetto, una misura che fu un passaggio importante per arrivare alla quietanza liberatoria da parte dell’Austria”, afferma il presidente Arno Kompatscher.
“Il governo – aggiunge – mostra scarso rispetto per i diritti delle autonomie sanciti a livello internazionale e con questa proposta si riduce pesantemente la rappresentatività e la possibilità di codecidere della minoranza”.
Il Landeshauptmann riferisce anche di aver già “protestato immediatamente contro l’inaccettabile azione del governo” e al tempo stesso di “aver informato l’ambasciatore austriaco a Roma, nonché il presidente e il cancelliere federale austriaci”.
Kompatscher conclude di aspettarsi una “immediata modifica del testo, perché la nostra autonomia – dice – non si può cambiare senza che prima vi sia un’intesa”.
Nel frattempo la ritorsione della Stella alpina nei confronti del governo si tramuta subito nella minaccia di lasciare il tavolo locale delle trattative per la formazione della giunta provinciale con la Lega.
Il disegno di legge della maggioranza Lega-M5S sul taglio dei parlamentari (che prevede una riduzione in Senato a 200 eletti e a 400 alla Camera), violerebbe in effetti una norma legata al pacchetto di autonomia: si tratta della legge 422/1991 che, in attuazione della misura 111 del Pacchetto, prevedeva sei collegi per il Senato, tre per ogni provincia.
Relatore del dl proprio Roberto Calderoli, regista delle trattative tra Lega e Volkspartei a livello locale.
La bocciatura da parte della maggioranza di governo dell’emendamento tentato da Bressa e dai senatori della Svp per fermare l’azione ora è arma di guerra.
Le ostilità si sono aperte con il primo stop all’incontro di sabato per i lavori della formazione di giunta con il Carroccio. Un freno che rimarrà tirato fino a che non ci sarà un chiarimento a livello nazionale con il partito di Salvini.
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