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Bolzano Provincia

La val di Funes limita l’assalto dei turisti dei selfie

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Anche la Val di Funes introduce misure per contenere l’afflusso dei cosiddetti turisti “mordi e fuggi”, seguendo l’esempio della Val Gardena, dove sul Seceda erano già comparsi tornelli anti-selfie.

Questa volta l’intervento riguarda l’accesso in auto alla celebre chiesetta di Santa Maddalena, uno dei luoghi più fotografati delle Dolomiti: una sbarra limita il passaggio dei veicoli e punta a ridurre il flusso di visitatori interessati solo allo scatto veloce.

Secondo il sindaco Peter Pernthaler, non si tratta di vero overtourism ma di un fenomeno legato al “fototurismo”: persone che arrivano, scattano una foto e se ne vanno subito. Un comportamento che lascia dietro di sé prati calpestati, parcheggi selvaggi e rifiuti, con disagi evidenti anche per le attività agricole locali.

L’amministrazione comunale ha deciso di intervenire rafforzando i controlli, aumentando il costo della sosta e installando una seconda sbarra per impedire di aggirare quella già presente.

L’accesso diretto sarà consentito solo a residenti e ospiti delle strutture ricettive, mentre gli altri visitatori dovranno proseguire a piedi per qualche centinaio di metri, una distanza pensata anche come deterrente naturale.

La Val di Funes, sottolinea il sindaco, da sempre punta su un turismo rispettoso e di qualità, che continua a funzionare bene. Il problema resta circoscritto ai flussi rapidi e disordinati legati alla popolarità dell’immagine del luogo.

Un successo mediatico nato lontano: già dal 2005 la foto della chiesetta con le Odle sullo sfondo è diventata iconica in Asia, dopo essere apparsa su milioni di schede telefoniche cinesi.

Da allora Santa Maddalena è entrata nell’immaginario globale, trasformandosi in una tappa obbligata per molti visitatori, oggi al centro di un delicato equilibrio tra tutela del territorio e attrattività turistica.

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