Arte e Cultura
“LOST & FOUND. Archeologia in Alto Adige prima del 1919”
“Lost & Found. Archeologia in Alto Adige prima del 1919”: la nuova mostra temporanea in corso al Museo Archeologico dell’Alto Adige, è stata inaugurata lo scorso 2 aprile.
La ricerca archeologica in Alto Adige muove i suoi primi passi nel periodo che precede il 1919. A quel tempo l’odierno Alto Adige faceva ancora parte dell’Impero austro-ungarico. Per la mostra temporanea sono stati riuniti numerosi e interessanti reperti provenienti da tutto il mondo, rinvenuti a sud delle Alpi nei secoli e nei decenni precedenti alla prima guerra mondiale e oggi disseminati in molti musei e collezioni private.
La maggior parte degli oggetti e dei complessi archeologici non è mai stata esposta prima d’ora.
La ricorrenza del trattato di Saint-Germain (10.9.1919) e del conseguente passaggio del Tirolo meridionale all’Italia ha indotto il Museo Archeologico dell’Alto Adige a passare al setaccio depositi archeologici di tutto il mondo alla ricerca di reperti riportati alla luce prima del 1919 nella parte meridionale del Tirolo storico.
I due curatori della mostra temporanea, Andreas Putzer e Günther Kaufmann, entrambi archeologi al Museo Archeologico dell’Alto Adige, hanno selezionato quasi 1000 reperti di provenienza certa da collezioni antiche di musei in Alto Adige, Trentino e Austria, da musei in Baviera, Berlino, Heidelberg, Amburgo, Mosca, Inghilterra e da un museo in Nordamerica.
Gli oggetti selezionati per la mostra temporanea illustrano in modo efficace l’intero spettro delle abilità artigianali e artistiche delle popolazioni che abitarono il versante meridionale delle Alpi, o che lo influenzarono, dal IV millennio a.C. passando attraverso il Neolitico, l’età del Rame, l’età del Bronzo, l’età del Ferro, l’epoca romana ed il Medioevo fino al XVIII secolo d.C.
Rifacendosi alle collezioni storiche del XIX secolo, sono esposti ordinati in base all’attuale luogo di conservazione.
Saranno esposti per la prima volta anche i reperti delle tombe di epoca romana di Salorno, conservati nel Castello del Buonconsiglio a Trento.
Durante la mostra si potrà nuovamente ammirare l’altare di Mitra di epoca romana (III sec.) proveniente da Mules, che ha alle spalle una storia molto movimentata: partita da Mules arrivò a Vienna per approdare infine a Vipiteno e poi a Bolzano, dove è conservata al Museo Archeologico dell’Alto Adige.
Un settore a parte della mostra è dedicato a tre complessi di scavo che erano stati smembrati o venduti all’estero prima del 1919: il rogo votivo (Brandopferplatz) dell’età del Ferro dell’Hochbichl presso Tirolo (Milwaukee/USA, Innsbruck) e i complessi di manufatti metallici dell’età del Ferro di Vandoies di Sopra (Innsbruck, Trento, Rovereto, Bolzano) e di Greifenstein (Berlino, Mosca).
CATALOGO
Accompagna la mostra un catalogo che racconta la nascita e lo sviluppo dell’archeologia nel Kronland Tirol. Accanto a contributi scientifici che riflettono lo stato attuale della ricerca, i reperti e i complessi archeologici esposti sono descritti e illustrati singolarmente.
Kaufmann, Günther e Putzer, Andreas (a cura di), Lost & Found. Archeologia in Alto Adige prima del 1919. Collana del Museo Archeologico dell’Alto Adige 6 (2019). Editore: Athesia-Tappeiner. ISBN 978-88-6839-424-0. Prezzo di copertina: ca. 35 €.
La mostra temporanea è visitabile tutti i giorni eccetto il lunedì fino al 17.11.2019, dalle ore 10 alle ore 18 (nei mesi di luglio e agosto anche il lunedì).
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