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Società

Marcia a Bolzano con il vescovo Muser: “La Pace deve essere tutelata e vissuta”

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Per la 52esima Giornata mondiale della pace 2019, la Consulta diocesana delle aggregazioni laicali, il Katholisches Forum e il Giardino delle Religioni hanno organizzato la tradizionale preghiera ecumenica e interreligiosa che si è tenuta ieri (1 gennaio 2019) a Bolzano.

La pace deve essere tutelata e vissuta“, ha detto il vescovo Muser.

Viviamo religioni diverse, diverse culture e  diverse tradizioni – ha sottolineato la presidentessa del Giardino delle Religioni Maria Cavagna – . Se ci conosciamo riusciamo a vedere i valori che ci sono in ogni religione, ci stimiamo rispettiamo gli altri e quello che cerchiamo di fare all’interno del giardino lo trasmettiamo poi agli altri“.

La marcia con la fiamma della Pace giunta da Betlemme è partita del Duomo e ha percorso il centro cittadino fino alla chiesa dei domenicani dove si è svolta la preghiera interreligiosa.

“La buona politica è al servizio della pace”, era il tema scelto da Papa Francesco per il messaggio nella Giornata mondiale della pace 2019 che si celebra, come da tradizione, il 1° gennaio.

La responsabilità politica, sottolinea il messaggio, appartiene ad ogni cittadino e in particolare a chi ha ricevuto il mandato di proteggere e governare: questa missione consiste nel salvaguardare il diritto e nell’incoraggiare il dialogo tra gli attori della società, tra le generazioni e tra le culture.

Per questo impegno vogliamo pregare assieme nell’incontro tra le diverse comunità“, ha affermato don Mario Gretter, incaricato diocesano per l’ecumenismo e il dialogo interreligioso.

Tutti i partecipanti sono stati invitati a portare una lanterna, che è stata accesa alla luce di Betlemme.

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Società

“Un albero per la vita”: Comune e associazione Mammedì per tutti i nati a Bolzano nel 2018

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Giovedì 21 marzo alle 11.30, in occasione della “Giornata Nazionale degli Alberi” promossa anche a Bolzano dal Comune (Assessorato all’Ambiente – Giardineria), l’appuntamento è con “Un albero per la vita”.

L’evento è realizzato in collaborazione con il gruppo Facebook “Mamme di Bolzano e dintorni”, oggi “Mammedì” proprio nel giorno che segna l’inizio della primavera, a parco Petrarca sui prati del Talvera.

Nel corso di una semplice cerimonia sarà piantato un albero per ricordare tutti i bimbi nati a Bolzano nel 2018 e per le mamme presenti ci sarà anche un piccolo omaggio floreale.

Se sei diventata mamma o papà nel 2018, non perdete la piantumazione dell’albero dedicato al vostro bimbo/bimba. Un momento emozionante e un pensierino per voi.

 

 

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Società

Giornata della solidarietà, Muser: “Essere solidali come LUI”

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Scriviamo la nostra storia comune con l’alfabeto della solidarietà, giungendo a scelte coerenti con il Vangelo”.

Questo l’invito che il vescovo Ivo Muser rivolge alla Diocesi nella lettera pastorale dal titolo “Essere solidali come LUI”, scritta in occasione della “Giornata della solidarietà”, che la Chiesa altoatesina celebra ogni anno la terza domenica di Quaresima.

Giornata che nel 2019 si celebra la prossima domenica, 24 marzo.

L’appello della Chiesa alla solidarietà risuona al centro del Vangelo – scrive mons. Muser – l’amore del prossimo ci interpella ogni giorno, in ogni situazione dell’esistenza”.

Il vescovo ricorda la regola d’oro che troviamo nel discorso della montagna: “Tutto quanto volete che gli uomini facciano a voi, anche voi fatelo a loro: questa infatti è la legge e i profeti” (Mt 7,12).

Questa regola – sottolinea mons. Muser – è presente nelle grandi tradizioni religiose mondiali, viene condivisa da non cristiani e da non credenti, sta al cuore di ogni esistenza autenticamente umana”.

La solidarietà è per il Presule è un principio che sta alla base del vivere sociale.

Ci sviluppiamo tutti insieme o tutti insieme prima o poi declineremo – scrive il vescovo – tutti dipendono da tutti e tutti contribuiscono al bene della collettività. La scelta di Dio che sta dalla parte dei poveri è per il bene di ogni persona e di tutte le persone; l’opzione per i poveri è per il bene di tutta la società, chi sta ai margini non deve suscitare un interesse marginale da parte della collettività, le istituzioni della società hanno il compito di far fiorire la vita di tutti”.

Per giungere a questo è necessario che “si sviluppino reti di fiducia e che non venga fomentata la paura, soprattutto nei confronti di chi è diverso da noi e e che bussa alla nostra porta”.

Lo sguardo solidale – ricorda mons. Muser – sa riconoscere l’altro come un beneficio ed una risorsa. Una società solidale non nasconde i problemi, ma li affronta costruttivamente con fiducia e speranza”.

Abbiamo la responsabilità di costruire un’Europa sociale ed accogliente – continua Muser  – . Abbiamo inoltre bisogno di un alfabeto comune di accoglienza e non di rifiuto”.

Da qui l’invito a “continuare a scrivere la nostra storia comune con l’alfabeto della solidarietà, giungendo a scelte coerenti con il Vangelo”.

Della lettera pastorale “Essere solidali come LUI” – che verrà letta domenica prossima in tutte le parrocchie della Diocesi – mons. Muser parlerà questa sera nel suo intervento al convegno “Den Nächsten zuliebe… per un futuro solidale”, che prenderà il via alle 19.30 al Centro pastorale in piazza Duomo a Bolzano.

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Le segrete immagini del legno trentino: Giulio Massa

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La costruzione dell’autostrada Modena – Brennero che, attraversando la pianura padana in verticale, si butta tra le montagne alpine, ha rafforzato l’attrazione fatale tra gli emiliani e il Trentino, le sue bellezze abbaglianti, la sua civiltà e le sue genti.

Lo dice qualcuno che, malgrado il passare delle generazioni, ha mantenuto un affettuoso, amoroso riferimento a questa terra anche impervia, di cui i suoi antenati sfidarono le asperità: i “bevilacqua”, nome di mestiere, della fase più dura del ciclo della “fluitazione del legno” (il trasporto per le vie torrentizie verso le chiuse di valle) quella del seguire i tronchi tagliati in alta montagna e gettati nel corso dei torrenti, per disincagliarli quando si ficcavano tra le rocce di riva. E così bagnarsi: bevilacqua!

Senza i bevilacqua, i tronchi, il legno d’abete rosso o bianco, larice, pino cembro, silvestro o nero, noce non sarebbero mai arrivati in quantità né a costruire le fondamenta della enorme palafitta veneziana né alle mani degli artisti che nelle loro venature scoprono immagini sorprendenti.

Giulio Massa, emiliano di Reggio Emilia, ma ancor più emiliano data la sua nascita ferrarese, è uno di questi. Questo signore di 78 anni ha, come molti, nel depresso mercato dell’arte italiano, dovuto fare arte solo per sé, e vivere naturalmente d’altro: ma che conta se era un agente di commercio, mentre la sua anima cercava gli spiriti nel legno trentino! Quegli spiriti sono il simbolo della sua vita e della sua eredità.

Nipoti affezionati giurano, come lui, che mai le sue opere saranno vendute: sono opera d’amore, di romanticismo e di fantasia, e quindi, pur esposte, come si prevede di fare presto in quel di Reggio Emilia, non usciranno dalla famiglia.

Ho cercato di capire cosa lo muovesse: “Il legno aiuta!”, mi ah risposto Giulio.

Quando inizio a scolpire ho sempre un progetto, che deriva da un’idea. Ma poi vedo le venature, la resistenza, spesso seducente come quella di una donna, con cui il legno resiste al mio scalpello, ai miei strumenti… Ed ecco il progetto piegarsi alla materia, diventare anche una sua espressione”.

Certo, sono scene di bosco, selvaggio e fertile di vita le immagini che Massa produce: lupi, orsi e caprioli si muovono nei suoi paesaggi caldi e, mentre i nipoti sprofondano con la fantasia in quelle profondità silvestri, lui progetta nuovi paesaggi e nuove suggestioni.

A presto, con le prossime opere, caro Maestro: il legno della Val di Fassa, della Marmolada attende di essere interpretato da te, che le ami così tanto!

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