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Bolzano Provincia

Mascherine cinesi: per la Corte dei conti niente maxi risarcimento ai vertici Asl, ma condanne per spese “inutili”

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Si apprende che sono state parzialmente accolte, da parte della Corte dei conti, le richieste della Procura regionale nel caso delle cosiddette “mascherine cinesi”. Si sta parlando della fornitura dei dispositivi di protezione individuale arrivata dalla Cina nei primissimi mesi della pandemia da Covid-19, poi risultata inutilizzabile.

Era il marzo del 2020 quando l’Azienda sanitaria dell’Alto Adige acquistò i dpi tramite il gruppo Oberalp. I giudici contabili hanno però respinto la richiesta di condanna a un risarcimento da 6,7 milioni di euro nei confronti di Florian Zerzer, allora direttore generale dell’Asl, ed Enrico Wegher, all’epoca direttore amministrativo.

La Corte dei conti riferisce che non è emerso alcun dolo, né vantaggi o profitti personali, né una commistione d’interessi con il soggetto privato fornitore.

Accolta invece la tesi dell’accusa sui test report Dekra commissionati tra maggio e giugno 2020, dopo che l’Inail aveva dichiarato inutilizzabile il materiale. Secondo la Corte dei conti le verifiche furono “inutili o richieste al solo scopo di occultare le responsabilità.”

Per questo Zerzer e Patrick Franzoni, allora responsabile dell’unità Covid dell’Asl, sono stati condannati a risarcire 24.400 euro, riconoscendo la sussistenza del cosiddetto “dolo eventuale”. Franzoni, inoltre, dovrà pagare 723 euro per assenteismo, contestazione per cui in sede penale era stato pronunciato il non luogo a procedere, e 30 mila euro per danno d’immagine.

Dal punto di vista penale, si apprende che il prossimo 27 gennaio è il giorno in cui aprirà il processo per frode nelle pubbliche forniture a carico di Zerzer, Franzoni, Christoph Engl, amministratore delegato di Oberalp (e del gruppo Oberalp) chiamato a rispondere anche per la responsabilità amministrativa.

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