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Ora legale permanente: sarà la volta buona? Intanto prepariamoci a spostare le lancette

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Nella notte tra Sabato 28 marzo e Domenica 29 marzo scatterà l’ora legale, sposteremo le lancette un’ora in avanti e potrebbe essere, finalmente, l’ultima volta che in Italia ci sarà il cambio tra ora solare e ora legale.

L’ora legale storicamente nasce come misura di guerra nel 1916, per rimanere in vigore fino al 1920 ed essere ripristinata in occasione della seconda guerra mondiale, restando in vigore per ben due anni (dal 14 giugno 1940 al 2 novembre 1942).

L’adozione definitiva in Italia risale al 1965 per essere applicata nel 1966 (inizialmente per soli 4 mesi) e poi dal 1980 l’estensione a 6 mesi.

Dal 1996 si aggiunse un ulteriore mese con il termine fissato all’ultima domenica di ottobre, al fine di allinearsi con il resto d’Europa.

Adesso si inizia, finalmente, a ragionare concretamente sull’abolizione del cambio d’orario e sul mantenimento permanente dell’ora legale tutto l’anno.

Nel 2018, a seguito delle richieste del Parlamento europeo e di diversi Stati membri, la Commissione europea aveva presentato una proposta per abolire il cambio d’orario lasciando la libertà ad ogni singolo Stato di scegliere l’adozione permanente dell’ora legale o di quella solare.

Purtroppo dal 2019 la direttiva europea è rimasta bloccata poiché i singoli Stati non riescono a trovare un’intesa, oltre ai vari stop dovuti a pandemia e crisi varie, ma nonostante tutto la proposta non è mai stata ritirata.

I vantaggi che si avrebbero dal mantenere costantemente l’ora legale sono molteplici, tanto dal versante prettamente economico che dai benefici per la salute dei cittadini.

Il Parlamento italiano ha quindi avviato, tramite la X Commissione, una “Indagine conoscitiva sull’impatto dell’ora legale permanente sul territorio nazionale: effetti e ricadute sui settori‘, che dovrebbe concludersi entro il 30 giugno 2026.

Nel documento pubblicato viene riportato come negli ultimi venti anni (2004-2025, fonte Terna) l’Italia ha risparmiato oltre 12 miliardi di kilowattora e circa 2,3 miliardi di euro grazie all’orario estivo.

Mantenere l’ora legale tutto l’anno potrebbe generare un risparmio annuo di circa 180 milioni di euro, riducendo al contempo le emissioni di anidride carbonica di 200.000 tonnellate l’anno, equivalenti all’assorbimento di circa sei milioni di alberi.

La Sima (Società italiana di medicina ambientale) riporta che “l’estensione dell’ora legale è stata sperimentata negli Stati Uniti nel 2007, con risultati positivi sia sul piano del risparmio energetico che della sicurezza pubblica, registrando una riduzione dei crimini fino al 27% nelle ore serali‘.

Il prossimo passo previsto dall’indagine sarà l’avvio delle audizioni nelle quali saranno chiamati a esprimere pare e giudizi esperti, rappresentanti istituzionali, associazioni di categoria, accademici e organismi europei.

Al temine dell’indagine, il cui iter si prevede concluso entro il 30 giugno, si ipotizza l’avvio di una fase sperimentale atta a verificare e testare i reali benefici che si prospettano dal mantenere in modo permanente l’ora legale.

Sarà veramente la volta buona che non dovremo più spostare le lancette dei nostri orologi?

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