Bressanone
Petizione contro Muser e polemiche sul caso Carli: la Chiesa a un bivio
Sembrano proprio non trovare quiete le polemiche attorno alla nomina, poi revocata, del sacerdote Giorgio Carli a collaboratore pastorale in Alta Pusteria.
Nonostante il passo indietro del vescovo di Bolzano-Bressanone, Ivo Muser, riconoscendo l’errore e annullando l’incarico, la pressione dell’opinione pubblica rimane piuttosto alta. Soprattutto perché una petizione online, da oltre 15.000 firme (attuali), ne chiede le dimissioni.
“È imprescindibile che la Chiesa assuma una posizione chiara e netta contro l’abuso di minori e dimostri un vero impegno per la trasparenza e la giustizia” si apprende dal testo diffuso dai promotori dell’iniziativa, sottolineando la necessità di responsabilità concrete da parte delle autorità ecclesiastiche.
Una posizione che però non trova l’appoggio del mondo cattolico nell’interezza.
Il teologo altoatesino Martin Lintner, intervistato dalla stampa locale, ha definito l’iniziativa “inappropriata”, sostenendo che “il clima che si sta creando non favorisce né l’informazione né la prevenzione.”
Don Giorgio Carli era stato al centro di un lungo iter giudiziario per presunti abusi risalenti ad oltre vent’anni fa. Condannato in appello fu poi prosciolto per prescrizione dalla Corte di Cassazione nel 2009.
Nel 2013 però, il Tribunale civile condannò congiuntamente la Diocesi di Bolzano-Bressanone e la parrocchia San Pio X di Bolzano ad un risarcimento di 700.000 euro in favore della vittima.
Il caso è esploso nuovamente a pochi mesi dalla pubblicazione del rapporto sugli abusi nella Chiesa altoatesina, commissionato proprio dalla Diocesi e curato dallo studio legale tedesco Westpfahl-Spilker-Wastl.
Il documento, composto da oltre 600 pagine, ha avuto ampia risonanza mediatica a livello nazionale e internazionale, ed è stato definito un’iniziativa “esemplare” per trasparenza e coraggio.
Il rapporto ha accertato 67 casi di abusi e, in seguito alla sua pubblicazione, la Diocesi ha sospeso due sacerdoti condannati per pedofilia e ha messo altri quattro sotto osservazione.
Nel frattempo il dibattito interno alla comunità cattolica locale rimane acceso, tra richieste di rinnovamento e appelli alla prudenza.
La spaccatura tra fedeli, istituzioni e opinione pubblica appare ormai evidente.
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