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Bolzano

“Remigrazione è emarginazione”: il vescovo Muser contro lo slogan e l’adesione della Diocesi alla contro-manifestazione

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Riguardo alla manifestazione con lo slogan “Remigrazione”, in programma oggi, il vescovo diocesano Ivo Muser è intervenuto con parole nette, definendo il termine “sinonimo di emarginazione” e in contrasto con la visione cristiana della persona. La Diocesi di Bolzano-Bressanone ha inoltre annunciato la propria adesione alla contro-manifestazione prevista sempre nel capoluogo altoatesino.

“Remigrazione è una parola che maschera politiche sistematiche di esclusione, una parola nuova per una retorica antica che colpisce la dignità delle persone” afferma il vescovo, sottolineando come il linguaggio non sia mai neutro e come i termini utilizzati nel dibattito pubblico influenzino obiettivi politici e atteggiamenti sociali.

Alla “remigrazione” monsignor Muser contrappone in modo esplicito il concetto di integrazione. “Integrazione significa inserire le persone nel tessuto sociale esistente, sulla base di regole chiare, responsabilità reciproca e rispetto della legge, del territorio, della cultura e delle istituzioni.”

Secondo il presule, mentre l’integrazione è orientata alla convivenza, la remigrazione punterebbe alla separazione e all’allontanamento. Richiamando la dottrina sociale della Chiesa, il vescovo ribadisce che la visione cristiana non ammette graduatorie di dignità legate all’origine o alla nazionalità.

“Il fondamento sono i diritti umani inalienabili di ogni singolo individuo. Sono necessarie leggi per una migrazione ordinata, ma non allontaniamo le persone in modo indiscriminato né le cacciamo” osserva Muser, aggiungendo che le migrazioni “non sono ideologie, ma un fatto umano” che, se ben governato, può contribuire al dialogo e alla pace tra i popoli.

Da ieri il vescovo è in visita pastorale nell’unità pastorale di Rodengo. Alla contro-manifestazione di oggi a Bolzano la diocesi sarà rappresentata dal vicario generale Eugen Runggaldier.

A proposito dell’unità pastorale di Rodegno, la visita pastorale toccherà poco a poco tutte e nove le parrocchie dell’unità e si protrarrà fino a domenica 17 maggio, con un evento finale congiunto a Rodengo, e sarà scandita da celebrazioni liturgiche, colloqui e momenti di confronto con fedeli, responsabili parrocchiali, amministratori locali e volontari del territorio.

Quest’unità pastorale comprende le comunità di Rio Pusteria, Vandoies di Sotto e di Sopra, Spinga, Maranza, Valles, Vallarga e Fundres.

Ieri sera alle 19 al via il programma con una cerimonia inaugurale aperta al pubblico nella chiesa parrocchiale di Rio Pusteria. Nelle prossime settimane il vescovo presiederà funzioni religiose nelle diverse parrocchie e incontrerà amministratori comunali, volontari della protezione civile, cresimandi, bambini e famiglie, oltre agli organismi pastorali.

Una certa attenzione sarà dedicata alle realtà associative del territorio, dalle Conferenze di San Vincenzo ai gruppi Caritas parrocchiali, fino agli insegnanti di religione e ai numerosi volontari impegnati nella vita comunitaria.

Nel calendario sono previste anche visite alla residenza per anziani Freyenthurn di Rio Pusteria e al centro terapeutico Bad Bachgart di Rodengo, segni di vicinanza alle persone più fragili e a chi opera nell’ambito dell’assistenza.

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