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Solland Sinigo: il Qatar non versa i soldi entro il termine e non salva (per ora) l’azienda

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A nulla è servita la battaglia del 31 maggio, anche ricordata come “la lunga notte dell’accordo” tra Provincia e operai per salvare la Solland di Sinigo da una morte (quasi) annunciata.

Il termine per il versamento di quel mezzo milione che avrebbe garantito il mantenimento in sicurezza degli impianti all’interno dello stabilimento ameno fino a fine mese è scaduto lunedì 11 giugno.

Un acconto che sarebbe stato fondamentale per “bloccare” la fabbrica fino al 30 giugno, data entro la quale sarebbe dovuto avvenire l’ulteriore versamento di 4,5 milioni per l’acquisto definitivo.

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Il giudice fallimentare Francesca Bortolotti ha dunque dichiarato la decadenza dell’aggiudicatario per l’acquisto della struttura di proprietà della Solland Silicon.

A questo punto, l’ipotesi più probabile rimane quella della definitiva cancellazione dell’aggiudicazione e l’inizio dello svuotamento degli impianti.

E ora si aspetta la Provincia, che con un’ordinanza (4/2019) ha previsto in caso di mancato versamento della somma, che gli operai continuino “a provvedere all’attività di mantenimento in sicurezza e di svuotamento dell’impianto sino ad avvenuta formalizzazione dei contratti di lavoro con un soggetto disponibile da individuarsi entro il 18 giugno 2019″.

e “riservandosi ogni successiva decisione in ordine all’eventuale vendita dell’impianto in fase di svuotamento, in ogni caso a condizione che venga garantita alla procedura fallimentare il mantenimento in sicurezza dello stesso fino al trasferimento a terzi“.

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DNA seit 97 Jahren: blitz notturno degli Schuetzen su 600 cartelli contro l’invasione italiana

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DNA seit 97 Jahren – Deutsch nicht amtlich“, ovvero, presumibilmente, “Tedeschi nel DNA da 97 anni – il tedesco non è la lingua ufficiale da 97 anni”: sembrerebbe proprio una nuova provocazione anti italiana quella che vede di prima mattina dei grossi adesivi applicati nel corso di un blitz notturno all’ingresso (e all’uscita) dei paesi di Scena e Tirolo, Lagundo e Marlengo ma anche della città di Merano.

Il nostro inviato e attivista del Movimento 5 Stelle meranese Corrado Poletti ha immortalato molti dei cartelli ai quali la scritta è stata applicata e che campeggia in bella vista sotto alle denominazioni di luogo dei tre Comuni.

A Merano il messaggio è stato apposto nella zona di Maia Alta, all’ingresso da Lagundo e in altre aree. Alcune pattuglie della polizia, di turno per il controllo del territorio, si sono già fermate per osservare e fotografare le scritte secessioniste.

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Non è il primo episodio di messaggi anti italiani comparsi in Alto Adige dalla notte alla mattina, soprattutto nella zona del Burgraviato. Recenti adesivi nel paese di Tirolo inneggiavano al ritorno della lingua tedesca come lingua ufficiale in Alto Adige e al fatto che il Sudtirolo non è, non sarà mai Italia.

E in un video caricato un paio di ore fa sul canale YouTube della Südtiroler Schützenbund, ovvero gli Schuetzen sudtirolesi, il gesto è presto rivendicato. Si tratta di una rappresaglia realizzata su 600 tabelloni a partire da Salorno, per ricordare “L’INVASIONE” e l’eccessiva preminenza della lingua italiana sul territorio della provincia di Bolzano.

Queste le parole del comandante regionale degli Schuetzen altoatesini Jürgen Wirth Anderlan:

Il 16 agosto 1865 nacque a Rofreit, nel Crownland Tirolese, il becchino altoatesino Ettore Tolomei. 154 anni dopo, puntualmente alle 6. 30 del mattino, la Schützenbund ha lanciato una campagna nazionale della durata di 12 ore. Il colpo di partenza è stato sparato al confine di lingua tedesca a Salorno. I toponimi tedeschi cresciuti storicamente sono stati incollati su circa 600 tabelloni: #DNA dal 97J (tedesco non ufficiale da 97 anni). Con questa azione, l’Associazione vuole richiamare l’attenzione della popolazione sull’ingiustizia (dell’invasione ndr) iniziata nel 1922 e che continua ancora oggi.

Con la presa del potere da parte dei fascisti, iniziò una violenta politica di assimilazione in Alto Adige, che aveva come obiettivo dichiarato la completa italianizzazione della popolazione di lingua tedesca. Un primo passo fu la traduzione e l’introduzione ufficiale di circa 8.000 nomi di località e di campo sulla base del “Prontuario dei nomi locali dell’Alto Adige”, preparato dal nazionalista italiano Ettore Tolomei, e il divieto di usare nomi tedeschi. Questa legge è ancora oggi in vigore. Pertanto i nostri nomi tedeschi non sono validi. I nomi italiani o pseudofascisti, oggi validi, erano già stati creati prima della prima guerra mondiale con l’obiettivo di manipolare la lingua e la storia insediativa dell’Alto Adige, e lo sono stati fino ad oggi”.

“Per 97 anni il problema della toponomastica è rimasto irrisolto. Sei su un’altalena, ti stai muovendo, ma non puoi andare oltre”, dice Wirth Anderlan. Anche le associazioni turistiche e gli uomini d’affari spargono sale su questa ferita aperta della storia del nostro Paese, continuando l’opera del prescelto Tolomei con ulteriori nuove invenzioni pseudo-italiane.

Gli ultimi 100 anni hanno plasmato l’Alto Adige, è una storia dolorosa ma allo stesso tempo di successo. Due guerre mondiali, oppressione e assimilazione, opzione, bombe e tortura. Eppure oggi siamo un sistema di successo economico in cui tre gruppi etnici convivono pacificamente. Ma non può essere che per una tolleranza esagerata nei confronti di un altro gruppo etnico e per amore della convivenza pacifica, l’etnia tedesca debba accettare tutto.

Prendiamo la Svizzera come nostro modello, facciamo in modo che gli italiani siano italiani, i tedeschi tedeschi tedeschi e i ladini ladini. Non ci sono nomi tradotti arbitrariamente e non si ricade da nessuna parte anche sui nomi creati arbitrariamente. Rispettiamoci a vicenda ed essere orgogliosi sudtirolesi. Per raggiungere questi obiettivi abbiamo bisogno di politici che abbiano il coraggio di prendere in futuro decisioni dove i crimini culturali e il fascismo non hanno posto e che trasformano il DNA (tedesco non ufficiale) in RM (rispettoso l’uno con l’altro)” conclude il Landeskommandant.

 

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Merano: procedono i lavori alla scuola per l’infanzia Maria Trost

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Lunedì 24 giugno hanno preso il via a Maia Bassa i lavori per il risanamento energetico della scuola per l’infanzia Maria Trost (1° lotto).

L’altro giorno l’assessore ai servizi sociali Stefan Frötscher ha visitato il cantiere per verificare di persona lo stato di avanzamento dell’opera.

Per poter avviare i primi lavori già quest’estate, gli stessi sono stati suddivisi in due lotti. La spesa complessiva ammonta a 1.077.750 euro – ha spiegato l’assessore Stefan Frötscher – . Nell’ambito dei lavori di risanamento energetico si procede anche, con una serie di accorgimenti, a rendere più funzionale l’edificio, realizzato nel 1972“.

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Il primo lotto prevede la sostituzione degli impianti sanitari, l’isolamento della pavimentazione e l’installazione di un nuovo impianto di areazione nel piano interrato. Anche le tubature dell’acqua, ormai arrugginite, sono state sostituite.

I bagni sono stati completamente rinnovati. Inoltre è stata invertita la disposizione della palestra e dei locali dedicati alle attività musicali.

Per poter completare la prima fase del risanamento energetico sono stati rimossi tutti i pavimenti e abbattute la pareti divisorie. La caldaia è stata allacciata alla rete del teleriscaldamento. Infine tutti i corpi luminosi sono stati sostituiti con lampade più efficienti. Le attività scolastiche potranno iniziare regolarmente ai primi di settembre“, ha assicurato Frötscher.

Il risanamento energetico degli immobili comunali – in particolare degli edifici scolastici – è uno degli obiettivi fondamentali del programma di governo 2015-2020. Il primo, radicale intervento di questo genere è stato effettuato presso la scuola media Karl Wolf, trasformata da edificio di classe energetica E in CasaClima A. L’operazione è costata 2,85 milioni di euro ma ha permesso di ridurre i costi energetici annui da 80.000 a 30.000 euro. Inoltre l’edificio è stato allacciato alla rete del teleriscaldamento.

Un altro importante provvedimento per la tutela del clima è stato adottato con la decisione di procedere al risanamento energetico delle scuole Galilei e Wolkenstein di via Toti. I relativi lavori sono già iniziati in maggio. Poiché l’intervento è particolarmente oneroso sotto il profilo economico e costerà oltre tre milioni di euro, l’esecutivo ha deciso di procedere intanto, in un primo lotto, al risanamento del tetto.

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Festa medievale a Castel Tirolo: musica e danze nel segno di Massimiliano I

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Anno 1494: il Medioevo sta ormai tramontando e da sud già incalza il Rinascimento quando l’imperatore Massimiliano I dʹAustria prende in sposa in seconde nozze Bianca Maria, esponente della potente casata lombarda degli Sforza. In onore della nobile coppia viene organizzato un duello cortese. Chi avrà la meglio? Il duellante asburgico o quello sforzesco?

È possibile scoprirlo proprio in occasione della tradizionale festa medievale a Castel Tirolo, quest’anno tutta nel segno di Massimiliano I a 500 anni dalla morte. Alle ore 12 e alle 17.15, infatti, si terranno dei duelli cortesi in armatura.

Per tutta la durata della festa, dalle ore 10 alle 18, intorno al luogo dove si svolgerà la sfida il gruppo di rievocazione storica Famaleonis di Forlì metterà in scena un tipico mercato medievale.

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Commercianti e artigiani in costume d’epoca esibiranno la loro mercanzia, la loro maestria e i loro manufatti, come gli eleganti gioielli rinascimentali italiani di moda a quei tempi (la merce non è in vendita). E per i più ghiotti, nel fortilizio antemurale del castello il locandiere Edl farà rivivere i sapori del passato.

Non mancheranno musica e danze dei tempi di Massimiliano: alle ore 10.15 e 14.15 nella Sala dei cavalieri Peter Waldner al cembalo e Verena Wolf al flauto proporranno musiche per bambini, mentre alle ore 14.45 e alle ore 16 sarà possibile provare i balli del Rinascimento insieme al gruppo Hortus Musice (dai 12 anni in su). Si potrà infine visitare la mostra temporanea “Maximilianus. L’arte dell’imperatore”.

Per l’intera giornata l’ingresso alla festa e al museo è libero. 

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