Trentino
Val di Fassa: turismo wild e notti improvvisate, scatta la polemica
Un’analisi dell’Azienda per il Turismo della Val di Fassa evidenzia un fenomeno crescente: molti spiazzi e parcheggi lungo le strade dei passi dolomitici vengono utilizzati per pernottamenti non autorizzati, con potenziali danni all’ambiente.
Su un totale di circa 2.389 posti auto disponibili, diverse aree vengono occupate di notte da auto, camper e van, spesso senza servizi né regolamentazioni specifiche.
«Abbiamo rilevato la situazione più critica sulla strada che collega Canazei a Passo Sella – spiega Nicolò Weiss, direttore di Apt Val di Fassa, che condivide una visione di tutela del territorio con le valli che circondano il gruppo del Sella – dove l’occupazione delle aree a bordo strada si è fatta sempre più significativa da fine luglio sino alle settimane centrali di agosto, quando oltre il 50% dei 283 posti sono stati occupati di notte.
Si tratta di zone che non sono adatte alla sosta notturna. Se, quindi, durante il giorno alcuni turisti le utilizzano per lasciare per qualche ora l’auto e raggiungere alcune località in quota, di notte l’assenza di regole specifiche o divieti incentiva un’occupazione di luoghi che nella maggior parte dei casi genera rifiuti, sporcizia e la diffusione di comportamenti poco consoni in un ambiente delicato come quello dolomitico».
Negli ultimi anni, la diffusione di van camperizzati a noleggio e di App dedicate ha facilitato la pratica del “turismo wild”, permettendo a sempre più viaggiatori di individuare punti per dormire o sostare in natura.
«Purtroppo non sempre le indicazioni sul nostro territorio risultano veritiere, per questo abbiamo cercato di contattare, con scarso successo, le società che noleggiano van camperizzati e i gestori di alcune App».
L’Apt di Fassa ha invitato società e manager a collaborare per promuovere pernottamenti esclusivamente in aree designate e autorizzate, scoraggiando il parcheggio in luoghi non idonei che generalmente non rappresentano soluzioni sostenibili o sicure.
«L’intento è fornire informazioni affidabili e aggiornate, incoraggiando così una scelta più consapevole delle aree di sosta e un comportamento responsabile, per contribuire alla tutela dell’ambiente e alla valorizzazione del territorio locale e dei servizi che offre».
Il direttore dell’Apt sottolinea come, oltre alla sensibilizzazione, servano parcheggi attrezzati nei centri abitati che consentano soste notturne sicure, con servizi igienici, cestini e fontane, e un apparato di controllo adeguato per limitare l’uso improprio delle strade di montagna.
«Sarebbe necessaria – conclude Weiss – la disponibilità di parcheggi, come quelli dei principali impianti di risalita, che a fronte di un pagamento consentano l’accesso notturno di camper, van e furgoni, quando i nostri campeggi sono al completo.
Questi ampi parcheggi sono nei paesi, dov’è facile trovare bar, ristoranti, negozi e soprattutto bagni pubblici, fontane e cestini per le immondizie, evitando così di disperdere rifiuti e altro nei boschi e nei torrenti in quota. Non da ultimo, è fondamentale l’apparato di controllo sui passi».
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