Italia ed estero
6 novembre, i taxi scioperano e manifestano: “ non abbiamo più nemmeno i soldi per il carburante”
Venerdì 6 novembre, l’ufficiale entrata in vigore delle nuove restrizione ha fatto muovere centinaia di taxi in molte città italiane con manifestazioni di protesta dalle 8 alle 22, tra cui a Roma davanti al Ministero dell’Economia e a quello delle Infrastrutture e nella città di Milano, una delle più colpite.
Alla stazione di Termini per esempio, le auto bianche hanno esposto uno striscione con la scritta: “ Oggi sciopero taxi. Ci scusiamo per l’utenza ma non abbiamo più nemmeno i soldi per il carburante”. A chiarire la situazione è stato Alessandro Genovese, Responsabile Nazionale Ugl Taxi: “Siamo costretti a fermarci perché non abbiamo più neanche i soldi per il carburante”, lamentando inoltre che dopo aver adeguato le auto per i mesi difficili ad oggi gli aiuti arrivati sono davvero minimi.
Non a caso è stato scelto il 6 novembre, dove in Lombardia, zona rossa, tra le nuove restrizioni previste dal nuovo dpcm, è incluso anche l’invito ad uscire di casa solo per comprovate necessità di salute e lavoro, rallentando quindi il traffico su strada.
L’intero settore ricorda che durante il primo lockdown, le corse dei taxisti si erano ridotte del 95% rispetto al normale, senza mai tornare ai livelli pre covid, anche a causa dell’assenza di fiere e di turisti durante il periodo estivo.
Con questo sciopero i tassisti reclamano specifici aiuti alla categoria e una più decisa azione contro l’abusivismo. “ Siamo ai minimo storici con le corse. Non rischiamo di perdere solo il lavoro, ma di veder scomparire un’intera categoria”: ha concluso Emilio Boccalini, Presidente di Taxiblu, il più grande radiotaxi meneghino.
Lo sciopero iniziato dalle 8.00 di mattina e finito alle 22.00 di sera , è stato sostenuto e voluto dalle maggiori organizzazioni dei taxisti che annunciandolo con la comunicazione al Governo scrivono: “ dopo aver atteso con senso di responsabilità un’interlocuzione adeguata con il Governo, con il Ministero dei Trasporti e con quello delle Finanze hanno deciso di proclamare un fermo nazionale del servizio taxi, garantendo le corse di carattere sociale”.
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