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Bolzano

Palaonda intitolato a Pasqualotto? No. Allo sponsor. Pancheri: “Possibile la doppia denominazione”

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La recente bocciatura in Consiglio Comunale della mozione sottoscritta da Kurt Pancheri insieme al consigliere Roberto Selle per l’intitolazione del Palaonda a Gino Pasqualotto (e in subordine una tribuna del palazzo del ghiaccio stesso) ha destato nei bolzanini, speciamente negli sportivi, sorpresa e scalpore.

La bocciatura è stata motivata perché si ha l’intenzione di intitolare la struttura ghiacciata con il nome dello sponsor, e non con quello di Pasqualotto. Lo sponsor dovrebbe contribuire, almeno secondo l’ex assessore allo sport Gennaccaro, con una somma di circa 70mila euro annui. Una impresa non facile in quanto si è partiti da 100mila euro, da come emerge dall’avviso pubblico di acquisizione dalla SEAB per ‘affiancamento di nome alla denominazione della struttura polifunzionale’.

Non si capisce perchè l’amministrazione comunale anziché risolvere da sola la questione invoca ‘aiuti esterni’ (IPES e  SEAB) per uscirne fuori senza ansia e imbarazzo – afferma Pancheri – . Noi insisteremo sul nome di Pasqualotto per il semplice motivo che la sua intitolazione può benissimo coesistere con quella del nome dello sponsor.

Ci sono diversi casi di strutture sportive che hanno la doppia denominazione. Senza andare tanto lontano è utile ricordare il caso del Campo Righi ubicato ai prati del Talvera. Quando gioca la Virtus Bolzano il campo di calcio si
chiama Internorm Arena”. 

Poi ci sono altri esempi come l’impianto sportivo di Reggio Emilia che è denominato Mapei Stadion (nome dello Sponsor) ma anche Stadio Città del Tricolore; poi vi è il caso dello stadio di Udine che si chiama Dacia Arena ma continua anche ad essere denominato Stadio Friuli. Un’altro analogo esempio lo troviamo anche a Bergamo“, conclude Pancheri.

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