Musica
Südtirol Jazzfestival Alto Adige festeggia il suo 40° compleanno
Il jazz unisce il continente: Con i momenti salienti delle esplorazioni musicali in Europa degli ultimi dieci anni, il Südtirol Jazzfestival Alto Adige festeggia il suo 40° compleanno.
Nel 1982 il Trio Codona, con Don Cherry, Collin Walcott e Nana Vasconcelos, ha dato il via al “Bolzano Jazz Summer” che, nel 2004, si è trasformato nel Südtirol Jazzfestival Alto Adige. In quell’occasione, i tre musicisti erano riusciti ad unire diverse culture musicali attraverso la poesia, la giocosità e la gioia di suonare. Insieme hanno suonato come se si conoscessero da sempre, ognuno con le proprie caratteristiche, ma uniti dalla musica. Il festival ha mantenuto questo cosmopolitismo e l’amore per la sperimentazione fino ad oggi.
Quattro decenni dopo, il Südtirol Jazzfestival Alto Adige presenta i momenti salienti delle proprie esplorazioni musicali degli ultimi dieci anni. Per questo programma esclusivo di best-of ha coinvolto nuovamente band e solisti europei che in passato hanno già suonato al festival. Dal 24 giugno al 3 luglio, con 58 concerti in oltre 30 luoghi differenti, verrà presentata l’avanguardia jazz di un intero continente.
Il Parco dei Cappuccini di Bolzano, con 16 concerti, tornerà ad essere la jazz location più importante di tutta la provincia. Il focus tematico e geografico sui paesi europei ha avuto inizio nel 2012 con uno sguardo al paesaggio jazz svizzero e, nel 2013, è proseguito con la presentazione di band e musicisti appartenenti ai due collettivi Tumult (Paesi Bassi) e COAX (Francia).
Nel 2014, è seguito un “Tour de France” che ha visto come ospiti band e musicisti francesi, mentre nell’anno dopo il Südtirol Jazzfestival Alto Adige ha presentato l’avanguardia del jazz britannico. Nel 2016 è stata la volta della giovane scena austriaca e italiana e nel 2017 di Belgio, Lussemburgo e dei Paesi Bassi. Nel 2018, il festival ha intrapreso un emozionante viaggio alla scoperta della Scandinavia, mentre nel 2019 si è spostato più a ovest visitando la penisola iberica.
Nel 2021, risalendo metaforicamente il corso del Danubio, ha attraversato l’Europa sud-orientale. Lungo questa importante arteria, non solo acquatica ma anche culturale, ha scoperto una scena musicale giovane ed innovativa che, a volte, nuota volentieri anche controcorrente. Grazie a questo tipo di programmazione, combinata ad una scelta di luoghi non usuali per i concerti, il Südtirol Jazzfestival Alto Adige è riuscito a posizionarsi fuori dai sentieri battuti, diventando una vetrina per la musica innovativa e stilisticamente slegata.
Quest’estate torneranno quindi con i loro progetti i solisti che negli ultimi dieci anni hanno avuto un ruolo chiave nella presentazione delle scene musicali europee, o che sono stati invitati come artist in residence del festival. Per il concerto d’apertura del 24 giugno saliranno sul palco e suoneranno insieme in prima assoluta la bassista altoatesina, ma naturalizzata londinese Ruth Goller, il sassofonista britannico Soweto Kinch, la cantante francese Leila Martial, il chitarrista olandese Reinier Baas, il sassofonista statunitense naturalizzato italiano Dan Kinzelman, il violoncellista sloveno Kristijan Krajncan e il sassofonista finlandese Pauli Lyytinen.
Il jazz sperimentale europeo torna in Alto Adige per cercare l’innovazione musicale e creare nuove sonorità, coinvolgendo il pubblico locale in quest’impresa. Questo grande incontro di musicisti provenienti dai più diversi paesi è anche un importante messaggio di pace, soprattutto in questi tempi.
Qui il programma. Qui l’intervista a Barbara Brugnara. Qui l’intervista a Stefan Festini Cucco. Qui l’intervista a Luigi Loddi.
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