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Economia e Finanza

Stretta Bce, la prima ritorsione tocca i salari e i risparmi delle famiglie

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Immagine di repertorio
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Il costo del denaro sale dello 0,25%. Per il futuro, tutto dipenderà dai dati, ma la presidente Lagarde, sembra piuttosto ostinata, nonostante il probabile ritocco a settembre.

Esattamente come la Federal Reserve, la Banca Centrale Europea ha rispettato perfettamente le attese dei mercati, alzando il costo del denaro dello 0,25%.

Continua così a salire il tasso sui rifinanziamenti principali (+4.25%), mentre quello sui depositi segna il record al 2001 con un + 3.75%. Il motivo della nona stretta monetaria consecutiva è sempre lo stesso: un’inflazione che, seppure vista in calo nel corso dell’anno, si prevede “rimanga troppo alta per troppo tempo”.

L’aumento dei tassi di interesse in Italia però, ha portato alla luce fragilità, comportamenti non sempre corretti delle banche verso i loro clienti e problemi reali che potrebbero diventare strumento per ottenere consenso anche livello politico.

Tra i Paesi dell’Unione Europea, l’Italia è tra i primi Paesi per numero di privati che sostengono un mutuo per la casa: 2,8 milioni di famiglie. La Banca d’Italia, però calcola che almeno un milione di famiglie, con circa due milioni e mezzo di residenti, abbia un mutuo a tasso variabile. Questa quota di popolazione, seppur bassa, è chiaramente più vulnerabile all’aumento dei tassi insieme ad altri nuclei che hanno contratto piccoli prestiti ad alto interesse per far fronte a spese impreviste come il dentista o l’acquisto di un elettrodomestico. Non solo, ma il nuovo rapporto annuale della Società per lo sviluppo del Mezzogiorno “Svimez” lancia un allarme per il Sud dove il lavoro continua a scarseggiare.

Ben un lavoratore su 4 è sotto la soglia dei 9 euro l’ora (circa un milione nel Mezzogiorno) e quindi continua la fuga dei giovani, soprattutto quelli più qualificati. Tra il 2001 e il 2021 circa 460.000 laureati si sono trasferiti dal Mezzogiorno al Centro-Nord.

Non a casa ieri mattina alla Camera, in Commissione Lavoro, è stato preso in mano l’esame della proposta di legge sul salario minimo. Un tema con posizioni contrarie e favorevoli tra opposizioni e maggioranza.

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