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Incidenti mortali in aumento: l’allarme ciclisti tra Austria e Italia

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Sul tema dell’aumento degli incidenti mortali che coinvolgono i ciclisti, l’allarme cresce anche in Austria. Dalle autorità locali si apprende che il fenomeno è dovuto per lo più al boom della scelta della bicicletta e della e-bike sia per il tempo libero sia per gli spostamenti di tutti i giorni.

Se guardando all’ambiente e alla mobilità sostenibile la tendenza è assai positiva, ponendo lo sguardo alla sicurezza stradale non si può fare a meno di mettere in evidenza un’urgenza piuttosto crescente.

Attenendosi a quanto riferito dal club automobilistico austriaco “ÖAMTC”, sulla base dei dati provvisori del Ministero dell’Interno di Vienna, l’anno scorso ben 65 ciclisti hanno perso la vita in incidenti stradali. “Si tratta del dato più alto degli ultimi 23 anni in Austria: rispetto al 2024, il numero dei decessi è addirittura raddoppiato.”

Preoccupante anche il capitolo legato alle biciclette elettriche, perché tra le vittime erano ben 31 quelle che viaggiavano su una e-bike, segnando il valore più elevato da quando, nel 2011, sono disponibili statistiche dettagliate su questa tipologia di mezzo.

Un segnale chiaro dunque, di come la diffusione delle e-bike richieda interventi mirati in termini di infrastrutture, prevenzione e formazione.

Un dramma che trova dei riscontri dolorosi anche in Italia. Sabato a Palù di giovo è stato infatti ricordato il primo anniversario della morte di Sara Piffer (qui link), la ciclista 19enne travolta da un’auto mentre si stava allenando a Mezzocorona.

In quell’occasione, il padre, Lorenzo Piffer, ha lanciato un’accorato appello agli automobilisti, invitandoli alla massima prudenza e ricordando come chi è al volante, di fatto, abbia “un’arma” tra le proprie mani.

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