Italia & Estero
Cyberbullismo, l’emergenza silenziosa: il 23% dei ragazzi vittima o testimone, solo il 5% chiede aiuto
Prosegue nelle scuole del Piemonte il tour del progetto “Educyber Generations”, promosso dal MOIGE – Movimento Italiano Genitori nell’ambito del Progetto Diderot della Fondazione CRT, per contrastare il bullismo e i rischi della rete.
L’iniziativa toccherà nei prossimi mesi Baldichieri, Torino, Alessandria, Biella e Novara, coinvolgendo oltre 6.000 studenti di più di 80 scuole fino a maggio 2026.
Il tour prevede sessioni formative durante l’orario scolastico con il team di psicologhe del MOIGE e attività pomeridiane con il Centro Mobile rivolte a genitori e insegnanti. L’obiettivo è sensibilizzare su rischi e opportunità del mondo digitale, promuovendo comportamenti consapevoli e responsabili.
Secondo i dati raccolti, il 7% dei ragazzi dichiara di essere stato vittima diretta di cyberbullismo, mentre il 16% ha assistito a episodi online. Tra i comportamenti scorretti più frequenti ci sono esclusioni dai gruppi, pettegolezzi, insulti e hate speech: il 29% dei ragazzi ha subito o assistito a tali episodi, e un ulteriore 36% li osserva occasionalmente.
L’omertà resta il problema principale: solo il 12% interviene a difesa della vittima, appena il 5% segnala l’accaduto a un adulto e il 7% non fa nulla. Per rispondere a questa emergenza, il MOIGE ha attivato il nuovo numero di messaggistica 333 11 22 11 2, insieme al numero verde 800 93 70 70, per garantire supporto a minori, genitori e insegnanti.
Il 55% dei ragazzi trascorre almeno tre ore al giorno online al di fuori della scuola, con il 14% che supera le cinque ore. Lo smartphone è il dispositivo principale per il 93% degli intervistati. L’uso prolungato genera tensioni familiari: il 43% riceve frequenti richiami per l’eccessivo tempo davanti allo schermo e solo il 22% riesce a staccarsi senza ansia.
I social network sono utilizzati regolarmente dal 94% dei ragazzi, con WhatsApp al primo posto (87%), seguito da TikTok (58%), Instagram (57%) e YouTube (55%). Il 64% si dichiara attivo, e il 63% usa la propria vera identità. Tuttavia, le relazioni con sconosciuti online mostrano vulnerabilità: il 30% accetta richieste di amicizia da persone mai conosciute e il 23% ha incontrato di persona qualcuno conosciuto solo online.
Il 51% dei giovani utilizza regolarmente strumenti di intelligenza artificiale, il 29% li usa spesso per i compiti, ma solo il 21% ha ricevuto formazione adeguata sui rischi e le opportunità dell’IA.
Le fake news colpiscono quasi la metà dei ragazzi (48%), e solo il 35% considera attendibile ciò che legge online. La protezione della privacy mostra lacune: meno della metà discute regolarmente delle impostazioni di sicurezza o ha attivato filtri per contenuti inappropriati, e solo il 10% si fida delle piattaforme social nel proteggere i dati dei minori.
Il progetto Educyber Generations punta a formare gruppi di studenti che, insieme a docenti, famiglie e forze dell’ordine, favoriranno supporto tra pari e maggiore consapevolezza dei rischi online, costruendo una generazione di cittadini digitali responsabili e informati.
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