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Bressanone

Furti negli hotel e cocaina: nuove misure nell’inchiesta partita da Bressanone

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Per quattro persone si sono riaperte le porte del carcere. Altre due sono finite ai domiciliari. Per un’altra, invece, c’è l’obbligo di presentarsi alla polizia giudiziaria.

Il totale, dunque, parla di sette indagati raggiunti dalle nuove misure cautelari disposte dal gip del Tribunale di Bolzano, entro la maxi-inchiesta dei Carabinieri di Bressanone su una serie di furti in hotel e abitazioni e su un giro di spaccio di cocaina fra Alto Adige, Trentino e Bellunese.

Al proposito, nei giorni scorsi i Carabinieri delle Compagnie di Bressanone e Merano hanno dato esecuzione ad un nuovo provvedimento, datato 9 settembre e richiesto dalla Procura di Bolzano. Si tratta del secondo passaggio giudiziario di un’indagine che, lo scorso 1o luglio, aveva già portato ad applicare misure cautelari nei confronti di diciannove persone, tutte di nazionalità albanese.

Era la primavera dell’anno scorso quando è partita l’indagine dall’Aliquota Operativa dei Carabinieri di Bressanone e, nel corso degli accertamenti, avrebbe portato ad individuare tre gruppi distinti.

La ricostruzione degli investigatori è chiara nel dire che il primo sarebbe stato organizzato in forma stabile e avrebbe avuto come obiettivo soprattutto i furti in strutture ricettive e abitazioni. In tutto, comunque, sono 65 gli episodi probabilmente ricostruiti e contestati al gruppo.

Per i militari dell’arma, l’organizzazione poteva contare su una rete logistica fatta di persone d’appoggio, veicoli e strumenti utilizzati per i raid. I proventi dei furti sarebbero poi stati trasferiti in Albania, mentre gli indagati si sarebbero mossi tra i due Paesi.

Un secondo gruppo si apprende che ha alternato i furti allo spaccio di cocaina, con particolare attività nel Meranese e nelle valli vicine. In questo caso sono dieci i furti che gli investigatori affermano d’aver ricostruito nel dettaglio. La conoscenza del territorio sarebbe stata favorita anche da lavori stagionali, tra cui la raccolta delle mele.

A Bressanone, invece, avrebbe avuto la propria base il terzo gruppo individuato dagli investigatori, ritenuto attivo soprattutto nel mercato della cocaina. Nel corso dell’indagine sono stati sequestrati in tutto circa tre chili lordi di droga e sono state documentate diverse cessioni.

Serve anche far presente che la nuova ordinanza arriva anche da un precedente passaggio davanti al Tribunale del Riesame. Dopo l’operazione del 10 luglio, il Riesame aveva infatti annullato, per motivi formali, le misure cautelari nei confronti di nove dei diciannove destinatari.

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