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Annullamento Capodanno giovani a Merano, Schir: “Troppo potere all’Azienda di Soggiorno”

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Il recente annullamento della festa di Capodanno dei giovani a Merano e il rimpallo di responsabilità fra Comune e Azienda di Soggiorno mostra chiaramente che qualcosa non funziona nella convenzione stipulata nel 2016 nei rapporti fra i due enti ‘litiganti’. Solo che, in questo caso, non gode nessuno, soprattutto non i giovani“.

Questa la presa di posizione della consigliera meranese del Gruppo Misto  e presidente del consiglio comunale Francesca Schir, in relazione alla diatriba che ha coinvolto Comune e Azienda di Soggiorno e che ha visto per l’appunto l’annullamento dei festeggiamenti giovanili per San Silvestro nella città del Passirio.

Solo difficoltà di accordi istituzionali, o un meccanismo inceppato proprio nell’interpretazione dei termini di quella convenzione votata il 15 dicembre 2016 in consiglio comunale a Merano, e che già allora aveva trovato la contrarietà della consigliera?

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Continua Schir: “La convenzione, infatti, prevede, come ricorda al vice sindaco Rossi la Direttrice Hofer, che l’Azienda possa esprimere un parere vincolante sulle attività legate al periodo e agli eventi del mercatino di Natale. A mio avviso qui sorge una discrasia fra Bene Comune e interessi turistici, fra necessità dell’Amministrazione e mission dell’Azienda di Soggiorno.

Ciò genera il paradosso – almeno io lo ritengo tale – che il parere dell’Azienda – se pure importante – possa vincolare le scelte dell’Amministrazione. E ritengo altrettanto paradossale che il Comune, in virtù della convenzione, debba subire dall’Azienda un velato ricatto: come ben si evince dal carteggio apparso su Salto.bz (testata online locale ndr), a fronte di una decisione non condivisa viene ventilata dall’Azienda di Soggiorno la possibilità di non fare gli altri festeggiamenti previsti“.

Certo – afferma la consigliera – l’Azienda si occupa della propria visione, dei propri portatori di interesse, fra cui commercianti, esercenti delle vie coinvolte, operatori turistici in genere. E i cittadini residenti? E, soprattutto, i giovani? È proprio questo che non funziona nella convenzione, rispetto alla quale già nel 2016 avevo dichiarato la mia contrarietà in riferimento all’eccesso di potere che essa conferisce all’Azienda“.

Ritengo che debba essere sempre il Comune a poter decidere per le proprie attività, sentiti i pareri degli organismi coinvolti, ma che in nessun modo debba piegarsi al volere di chicchessia, soprattutto in relazione ai compiti che l’Amministrazione pubblica deve assolvere, ovvero occuparsi delle esigenze di tutti i cittadini, residenti e non, turisti e commercianti, anziani e giovani compresi.

Chiederò quindi all’Amministrazione, proprio per evitare spiacevoli episodi come quello recente, che al più presto la convenzione stipulata in questi termini nel 2016 possa essere modificata affinché il Comune si possa riappropriare della facoltà decisionale che dovrebbe essergli propria“, conclude Schir.

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