Connect with us

Società

Apple fotografa case e strade in Alto Adige: ecco come fare per opporsi

Pubblicato

-

Nel periodo fra maggio e luglio scorso, Apple ha fotografato case e strade anche in Alto Adige. Se e come le foto verranno poi pubblicate non è dato ancora sapere. Ciononostante, Apple offre la possibilità di opporsi.

Il Centro Tutela Consumatori Utenti mette a disposizione un fac-simile di testo per esercitare tale opposizione.

I fatti in breve:

 – nel periodo da maggio a luglio 2019, Apple ha fotografato anche in Alto Adige case e strade per il proprio servizio cartografico; più volte sono stati, infatti, avvistati per strada i relativi autoveicoli;

 – le immagini potrebbero essere pubblicate nell’ambito del progetto “Look Around”;

 – è comunque possibile opporsi per e-mail

Alcuni anni fa, gli autoveicoli di Google che riprendevano per “Google StreetView” avevano suscitato notevole scalpore. Ultimamente in Alto Adige si sono notati in giro autoveicoli simili. La sorpresa per molti consumatori è stata grande, e alcuni di loro hanno manifestato il proprio malcontento.

Con l’offerta “Look Around” Apple potrebbe pubblicare in rete le foto delle facciate delle case che si affacciano sulle strade altoatesine. Nel periodo indicato, vetture con apposite fotocamere a 360° avrebbero eseguito fotografie di molte strade.

Su un sito internet dedicato, Apple informa sui periodi e i luoghi di ripresa.

In prima linea si vuole migliorare il materiale cartografico di “Apple Maps”, spiega la multinazionale. Ma le immagini potrebbero essere in futuro anche usate per il nuovo servizio panoramico “Look Around”.

Analogamente a quanto praticato per “StreetView” di Google, anche Apple intende rendere irriconoscibili i volti delle persone e le targhe degli autoveicoli in modo automatico.

Apple offre comunque anche la possibilità di opporsi all’uso di dati e immagini. Chi ritenga di essere stato fotografato da un autovettura con fotocamera, o chi desideri opporsi in modo preventivo alla pubblicazione della foto della propria facciata di casa, può inviare una e-mail al seguente indirizzo: MapsImageCollection@apple.com. E’ possibile opporsi sia prima che dopo la pubblicazione delle foto.

 

Fac-simile di testo per l’opposizione

Per fornire ad Apple tutte le indicazioni necessarie, è possibile usare il proprio testo tipo, compilando le parti libere [xx]. Inviate poi il testo compilato per e-mail a: MapsImageCollection@apple.com

 

Gentili Signore e Signori,

quale proprietario/inquilino mi oppongo alla pubblicazione di fotografie dell’immobile/terreno sito in [via, n. civico, CAP, luogo, descrizione dell’oggetto] e chiedo di cancellare registrazioni già fatte anche dai dati grezzi. Inoltre mi oppongo alla riproduzione di immagini della mia persona e/o del mio veicolo. Presumibilmente sono stato registrato in [data] a [luogo e via, dettagli ove disponibili] verso le ore [xx]. [eventualmente inserire altri particolari descrittivi quali abbigliamento o segni particolari]. Il mio veicolo è targato [xx, inserire descrizione veicolo se del caso].

Chiedo cortese conferma di esecuzione di quanto sopra. Firma

Continua a leggere

L’impertinente

Medici, l’incubo dei contratti in scadenza: Kompatscher nella morsa arretra e si appella a Roma

Pubblicato

-

La corsa contro il tempo della Asl altoatesina per trovare una soluzione all’incubo della contrattistica in scadenza (non più prorogabile) per le prestazioni d’opera in Sanità ha oggi il ticchettio dei contatori bomba.

Praticamente un conto alla rovescia che sta facendo precipitare nel panico la dirigenza provinciale e dell’Azienda sanitaria locale.

Sono 83 i medici con il contratto in scadenza e ora l’intenzione della giunta è quella di chiedere una legge che possa risolvere il pasticcio. Un iter il cui esito si paleserà, presumibilmente al fotofinish, come avevamo scritto in questo articolo dello scorso 25 novembre “Schiaffo romano alla Svp: la legge sui contratti d’opera in Sanità verrà modificata“.

Kompatscher nella morsa

La dichiarazione contenuta nella letterina del 21 novembre (pubblicata dal quotidiano Dolomiten) firmata Kompatscher che parlava dell’impegno al ritiro della proroga di due anni concessa ai medici assunti in deroga al patentino (in cambio della non impugnazione della legge Omnibus) impone ora il raggiungimento obbligato di un accordo con il governo e di soluzioni compatibili con i diritti sindacali dei medici.

Come se non bastasse, le critiche da parte della destra tedesca piovono copiose sulla testa del governatore definito, come se già non si trovasse in una situazione difficile, una “lame duck“, ovvero un’anatra zoppa: quel termine che nello slang statunitense sta ad indicare un presidente che non conclude nulla.

Questa politica irresponsabile di rinuncia del governatore Kompatscher sta diventando un problema sempre più grave per l’Alto Adige, in quanto non solo indebolisce la legislazione autonoma della Provincia, ma mina anche la stabilità della giunta provinciale, che è responsabile della legislazione e tutto questo non è stato nemmeno messo in discussione da Kompatscher“, aveva affermato con un certo livore il leader di Sued Tiroler Freiheit, Sven Knoll.

Il tassametro corre

Alla luce di una situazione che ha dell’incredibile, pare che l’azione di rispetto della Costituzione che Costantino Gallo e Fabrizio Pollinzi stanno portando avanti da due anni sia inarrestabile. Infatti, fonti del MoVimento 5 Stelle informano di un loro incontro a Roma presso il Ministero della Salute fissato per oggi pomeriggio, per continuare a parlare di Sanità a livello nazionale con particolare attenzione alla provincia di Bolzano.

Il tassametro corre, e la corsa rischia di diventare sempre più costosa se i tempi di conclusione di un accordo con il governo di Roma da parte della Provincia di Bolzano non si restringeranno. Ma qualcuno lo aveva pronosticato.

Non siamo veggenti, ma una cosa la sapevamo: se nell’infinito carnet provinciale di scuse, proroghe, rappezzi e rimandi potevamo annoverare qualsiasi tentativo (finora riuscito) di sfuggire alla scure romana del rispetto normativo delle leggi nazionali, oggi possiamo ben dire che questa famosa corsa contro il tempo per trovare una soluzione alla contrattualistica dei medici entro fine dicembre, lascia ormai ben poco spazio alla fantasia della giunta bolzanina.

Ergo, questa pericolosa discesa potrebbe portare alle dimissioni del governatore perché, parafrasando uno dei nostri più preziosi consiglieri, le molte narrazioni di sconfitta o di vittoria sulla via degli infiniti tira e molla storici tra la Provincia e Roma in materia di Sanità, ci insegnano infine che le leggi della Repubblica, tantomeno quelle costituzionali, non sono merce di scambio come avveniva nel vergognoso sistema SVPD.

Il paradiso degli approfittatori (parte seconda)

Ricapitolando, con il termine contratti d’opera in Sanità intendiamo prestazioni autonome e senza vincoli di subordinazione, vincolate però contrattualmente e ridotte, in Alto Adige, a strumenti che ostacolano la regolarizzazione delle figure professionali che operano nelle strutture sanitarie.

Alla fine dell’anno in corso, 83 di questi contratti raggiungeranno la durata di due anni (con la legge nazionale che come abbiamo visto ha portato il limite a 3 anni): se dunque la proroga avanzata dalla legge provinciale 8/2019 non sarà concessa, ovvero quella legge che prevedeva la proroga del precariato in ambito sanitario da tre a cinque anni, “per Kompatscher&Co sarà la fine di un sogno, mentre per oltre 200 medici ed infermieri che aspettano la regolarizzazione sarà la fine di un incubo“.

Non si potrà fare altrimenti, poiché la nuova legge Finanziaria prevederà la stabilizzazione di tutti i precari sanitari a livello nazionale compresi, naturalmente, anche i perennemente bistrattati dell’Alto Adige.

Scrive il nostro Pollinzi: “Vedo alquanto inutile l’appello del ‘borgomastro’ Arno al ministro Boccia, al quale chiede una soluzione al problema locale. Strano però, che prima minacci il governo perché resti fuori dalle questioni e dal ‘regno Alto Adige’ ed ora invece ne supplichi un intervento risolutorio, mendicando un’altra porzione come nella tradizione di Olver Twist.

Ora vedremo cosa succederà per altre questioni fondamentali come la proporzionale etnica e le iscrizioni agli albi professionali. Noi saremo comunque lì ad aspettarli, sempre un passo avanti. La Pax Romana che oggi si sta proponendo all‘incontro nella capitale con il viceministro Sileri sarà duratura, ma soprattutto definitiva“.

Chi avanza chi si ritira

In una situzione in cui persino il nostro Arno “Phenomenon” Kompatscher sbaglia a valutare pubblicamente la controversa questione della stabilizzazione dei precari in ambito sanitario affermando che “la carenza nelle prestazioni sanitarie sarebbe addirittura in parte da attribuire agli utenti perché non sarebbero abbastanza previdenti“, c’è chi preferisce, ad un più eleganze valzer della presa di distanza, il passo del gambero.

Parliamo di ANAAO, che pare stia in qualche modo cambiando priorità ed obiettivi, dopo la pur lunga battaglia per i succitati contratti d’opera e la fine del precariato per il personale medico locale.

Il governo e l’Anaao nazionale vogliono stabizzarlo, tanto è vero che anche ieri il coordinatore Benazzato riferiva il successo del sindacato generale per il recepimento della norma sulla stabilizzazione dei precari dopo più di 10 anni di attesa.

Pare invece che il segretario provinciale Edoardo Bonsante, in una recente dichiarazione alla stampa, abbia affermato testualmente che “i precari sono importanti per gli ospedali periferici“. Nel dubbio su una possibile retromarcia dell’ultimo momento da parte del sindacato locale, si attende smentita urgente.

Continua a leggere

Società

“Scappa a piedi nudi”, Ilde Terracciano racconta la sua storia di sposa bambina

Pubblicato

-

L’appuntamento è per oggi alle 18, nella sala conferenze dell’Antico Municipio in via Portici, 30 a Bolzano. Un incontro dal titolo “#riflettiamo – Violenza non è amore“, e organizzato da Unicef Bolzano e dall’associazione “La Strada – Der Weg“.

La testimonianza, toccante e forte insieme, è quella di Ilde Terracciano, “sposa bambina” nell’Italia del Sud di qualche decennio fa. Una storia terribile di sofferenza ma anche di speranza e riscatto che Ilde porta a Bolzano con il suo libro “Scappa a piedi nudi“.

Rimasta orfana del padre, viene venduta all’età di 12 anni per 50mila lire dalla madre a un pregiudicato di 28 anni che gestisce un giro di prostituzione. Segregata e abusata, madre a soli 13 anni.

Da quel matrimonio, annullato anni dopo dalla Sacra Rota, nascono due figlie: Fiore e Angela. In seguito il suo aguzzino viene arrestato e lei internata in manicomio, poiché la madre non ne vuole sapere di riprenderla con sé.

Dopo la fuga dalla struttura e degli anni di stenti, carcere e trasferimenti all’estero, per Ilde arriva la rinascita: una rinnovata fede in Dio che l’aiuta a riprendere in mano la sua vita.

La donna ottiene un diploma da estetista-parrucchiera e tatuatrice, apre un’attività dopo qualche tempo da lavoratrice dipendente e conosce il vero amore dal quale nasceranno altri tre figli.

Una storia straordinaria che oggi viene raccontata anche nel capoluogo grazie all’impegno di Patrizia Daidone, presidente di Unicef Bolzano, e di Marina Bruccoleri, responsabile di area dell’associazione La Strada  – Der Weg.

Modera Paolo Tagliente, giornalista del quotidiano Alto Adige.

 

Continua a leggere

Società

Compagnie telefoniche in cerca di lastrici solari

Pubblicato

-

Sono sempre di più i gestori di telefonia mobile interessati ad installare dei ripetitori su lastrici solari, terrazze o tetti degli edifici condominiali.

Spesso vengono contattati direttamente gli amministratori condominiali, ai quali viene richiesta la locazione di porzioni comuni per installare questi impianti.

La grande carenza di informazioni a disposizione dei proprietari rende difficile ragionare in modo avveduto e prendere la decisione migliore.

Consideriamo i punti principali da non perdere d’occhio.

Partiamo proprio dalla mancanza di informazione sui danni alla salute causati dagli impianti di ricetrasmissione.

Con sentenza del dicembre 2018, il TAR del Lazio ha condannato tre Ministeri (Ambiente, Salute e Pubblica Istruzione) per aver taciuto per anni sui pericoli per la salute connessi alle tecnologie della telefonia mobile.

La scienza indipendente ha raccolto ormai prove schiaccianti sulla pericolosità delle stesse per l’essere umano e per il suo ambiente, anche se trova, al momento, ancora purtroppo poco ascolto.

A questo punto risulta quanto mai azzardato offrire a chi inquina le superfici dei condomini.

Le offerte si aggirano comunque sui 10 / 20.000 euro all’anno, a fronte di valori commerciali che vari esperti stimano più vicini ai 200.000 euro.

Nel caso vengano accertate le responsabilità civili e penali di chi ha favorito la localizzazione degli impianti si rischia grosso, anche perché l’Amministratore o i condomini non si possono tutelare in alcun modo, dato che nessuna compagnia assicurativa al mondo è disposta ad offrire contratti in tal senso.

Quando tali impianti siano riconducibili al 5G (la quinta generazione della telefonia mobile), va detto che la procedura d’asta che ha portato in Italia alla vendita delle licenze è gravemente viziata dalla mancanza dei pareri sanitari previsti come obbligatori dalla Legge.

La responsabilità in capo a chi consente la localizzazione degli impianti va dunque ad accrescersi, perché non ci si può neppure rivalere sulle garanzie offerte dallo Stato.

Inoltre, il condominio che ospita gli impianti subisce un netto deprezzamento del suo valore: i proprietari si trovano dall’oggi al domani nella condizione di non poter più vendere le loro porzioni materiali.

Lo affermano diversi intermediari immobiliari, tanto che ad esempio in Austria l’Autorità Garante per le Telecomunicazioni (RTR) ha provveduto a stilare tariffari per standardizzare i relativi risarcimenti.

La giurisprudenza non offre un criterio standard per valutare quale maggioranza sia necessaria per approvare un contratto di locazione di parti comuni a terzi per installare una stazione radiobase.

Dalle considerazioni che precedono, i nostri giuristi propendono comunque per ritenere indispensabile l’unanimità dei consensi espressi in Assemblea dai proprietari del condominio.

Approvazioni adottate a maggioranza semplice o a maggioranza qualificata potrebbero essere impugnate facilmente da chi tra i proprietari risulta maggiormente danneggiato: ad esempio chi vive ai piani superiori, colpiti dalle radiazioni che ogni impianto produce anche verso il basso.

Spesso si verifica anche che i palazzi circostanti riflettano le radiazioni all’interno dell’edificio che ospita l’antenna.

Questo subisce anche microvibrazioni che possono giungere fino a minare la statica e la stabilità dell’immobile, come da anni studiano diversi studi tecnici di acustica e statica.

Infine, dal punto di vista fiscale non è del tutto chiarito se il condominio vada ad alterare con questa locazione la sua natura di soggetto passivo d’imposta: gli introiti sono connessi ad attività commerciali (intrattenimento), vanno dichiarati e tassati.

Varie interpretazioni giuridiche vedrebbero completamente stravolta la natura condominiale dei bilanci, che andrebbero assoggettati alla disciplina prevista per le società.

Va detto poi che i contratti predisposti dalle compagnie spesso contengono delle clausole poco chiare e svantaggiose per il locatore, soprattutto riguardo alle durate contrattuali, al tipo di garanzie e coperture offerte in caso di sinistro, alle possibilità di recesso del locatore.

Vale davvero la pena di considerare con superficialità le offerte che l’Amministratore ci presenta come tramite degli operatori telefonici?

Continua a leggere

NEWSLETTER

Archivi

Categorie

di tendenza