Connect with us

Società

Apre il centro Emergenza freddo. FN: “Struttura camuffata. Serve ad accogliere i soliti irregolari”

Pubblicato

-

Foto ilfattoquotidiano.it

L’apertura del centro emergenza freddo in via Volta a Bolzano ha scatenato più di qualche perplessità da parte di esercenti e cittadini ancora prima del suo avvio ufficiale.

Dopo Cna e commercianti, è critica anche la posizione di Forza Nuova secondo cui la nuova struttura avrebbe meno a che fare con l’accoglienza dei senzatetto in difficoltà per il periodo invernale e molto di più, invece, con i “soliti irregolari presenti sul nostro territorio”.

Li legge in una nota:

Pubblicità
Pubblicità

“Apre una nuova struttura chiamata “Emergenza freddo” che l’amministrazione comunale ed i media fanno passare, con semplici parole, come un centro per persone senza tetto in difficoltà.

Senza dubbio ci sono persone bisognose e clochard ai quali è doveroso offrire aiuto e riparo soprattutto in questo periodo dell’anno, ma la stragrande maggioranza delle persone che beneficiano di questo nuovo “servizio” sono i soliti irregolari che stanno sul nostro territorio, i quali così facendo vengono solamente spostati da un quartiere all’altro senza alcuna risoluzione.

Riguardo la creazione di questa nuova struttura anche gli artigiani della zona hanno sollevato alcune perplessità e pertanto si sono detti contrari. E’ rammaricante constatare però che all’amministrazione non interessa il loro parere, ma si ricorda di loro solo quando devono pagare le tasse per le proprie attività.

Ci chiediamo anche come sia possibile spendere più di 600.000 euro per adeguare la struttura, invece di usarli per le tante famiglie italiane in difficoltà.

Restiamo sempre contrari a questa politica di accoglienza business e ribadiamo che è ora di pensare ai rimpatri, ma non solo come slogan di alcuni: è ora di passare ai fatti, Bolzano ed i suoi cittadini vogliono tornare a vivere la città!”

Pubblicità
Pubblicità

Società

Convegno pastorale a Bressanone: consegnate la medaglie della Diocesi

Pubblicato

-

A conclusione del Convegno pastorale al Vinzentinum di Bressanone è stata conferita la medaglia della Diocesi a persone distintesi nel servizio a favore della comunità locale.

Sono stati insigniti Marco Graiff dell’Azione cattolica, l’ex decano di Bolzano Johannes Noisternigg e due comunità religiose femminili: le suore della carità dello Jesuheim di Cornaiano e quelle dello Schwesternheim di Fiè.

La consegna delle onorificenze della Chiesa altoatesina chiude per tradizione a Bressanone il Convegno pastorale di avvio del nuovo anno diocesano.

Pubblicità
Pubblicità

I nominativi dei candidati sono proposti annualmente al vescovo dalle associazioni cattoliche e dal Consiglio pastorale, che in questo modo intendono dire grazie a persone distintesi in modo particolare nel servizio di volontariato a livello diocesano a favore della comunità locale.

Oggi all’Istituto Vinzentinum la cerimonia si è aperta con la laudatio pronunciata dal vicario generale Eugen Runggaldier, mentre il vescovo Ivo Muser ha consegnato medaglia d’onore e pergamena agli insigniti.

Schwesternheim a Fiè: la struttura delle suore della carità di Merano, aperta nel 1971, è stata per 48 anni meta di riposo, meditazione e formazione per migliaia di ospiti, tra cui i cardinali Ratzinger e Martini. A causa dell’età, le suore cessano il prezioso servizio in questa oasi spirituale, del cui futuro deciderà il Consiglio generale della congregazione.

Jesuheim a Cornaiano: il centro sociosanitario è stato gestito dal 1906 con grande cura dalle Suore della carità di Bolzano, impegnate nell‘assistenza agli anziani e ai disabili. Una trentina di consorelle sono arrivate ad assistere anche oltre 220 pazienti. Dal 2013 lo Jesuheim è gestito dalla Fondazione Santa Elisabetta e ospita attualmente 130 persone.

Marco Graiff: ha svolto un lungo impegno nel volontariato e nell’Azione Cattolica a Bolzano, iniziato nel 1980 con l’elezione nel Consiglio diocesano. Residente a Bolzano (Oltrisarco), è stato presidente di AC dal 1983 al 1989 e dal 2001 al 2009. Nel ricevere il riconoscimento, ha ricordato che “l’attenzione principale va rivolta all’Azione Cattolica, che ha reso possibile il mio servizio in Diocesi.”

Don Johannes Noisternigg: tra l’altro decano a Terlano dal 1974 al 1989, poi decano e parroco del duomo a Bolzano dal 1989 al 2007, a lungo anche assistente spirituale della Conferenza San Vincenzo, responsabile ecclesiastico del Kolpingwerk e incaricato per la pastorale degli anziani.

Pubblicità
Pubblicità

Continua a leggere

Cui Prodest

L’italiana in Algeri al Comunale di Bologna: buono l’ascolto, ma con la vista è… guerra!

Pubblicato

-

Al Comunale di Bologna, il 12 luglio c’era Nikolas Nagele alla bacchetta, bravissimo anche nel Viaggio a Reims del ROF 2019. E non Michele Mariotti, che invece si mostrerà nella Semiramide, sempre al ROF 2019: chi più pesarese di lui, insieme al padre Gianfranco (del ROF e suo), al fratello Giacomo e al Maestro sublime, il grande Gioachino!

Nuovi grandi incarichi hanno allontanato Michele dalla sua importante incubatrice, il Comunale di Bologna. Oggi, però (solo oggi…) nessuna nostalgia: Nagele ne “L’italiana in Algeri” è padrone dell’orchestra, e l’attacco delle voci ne dimostra la ottima direzione operistica.

Una bella serata, al Comunale. L’aria è tiepida e gradevole, e ci aspetta la regina delle opere comiche di Rossini, L’Italiana in Algeri.

Pubblicità
Pubblicità

Sociologo ante-litteram, Henry Boyle detto Stendhal, negli anni ’20 del XIX secolo, osserva il pubblico del Maestro che ama, l’idolo delle folle europee dove è scoppiata la “rossinite acuta” (M. Beghelli, libretto dell’opera “L’Italiana in Algeri”) da cui è a sua volta contagiato.

Mostra piacevoli sintomi di ciò nel lavoro biografico (hollywoodiano, lo definisce Beghelli) del 1824, “Vie de Rossini”, ben due volumi, per un musicista-fenomeno poco più che trentenne. Ed erano già passati 11 anni dalla prima de “L’Italiana” a Venezia dove aveva già presentato ben 6 opere, mentre proprio qui dove siamo, a Bologna, appariva L’equivoco stravagante, a Ferrara Ciro in Babilonia e a Milano La pietra del paragone, godutissima al ROF 2018 per la regia del caro Pierluigi Pizzi. Anni dorati, per il compositore e anche per noi che ancor’oggi godiamo della grande stagione della giovinezza rossiniana.

Mai popolo ha goduto d’uno spettacolo più conforme al proprio carattere” dei veneziani con “L’italiana”, scrive Stendhal, ma posso confermare che anche a Bologna 206 anni dopo vale il medesimo pensiero.

Ovvio, le basi psico-estetiche sono differenti: noi dobbiamo dimenticare i nostri attuali equilibrismi e malesseri socio-economici, e non, semplicemente come i veneziani del 1813, godere della nostra anima e dimenticare Napoleone Bonaparte, che ne aveva fatte delle grosse alla Serenissima… E la freschezza e lucidità del grande giovane Rossini sul dibattito Uomo-Donna/Islam-Cristianità è ancora di eccellente riferimento, con l’aiuto vigoroso qui del librettista Angelo Anelli. 

La cristiana (Isabella, italiana in Algeri): “Già so per pratica/ qual sia l’effetto/ d’un sguardo languido,/ d’un sospiretto…/ So a domar uomini/ come si fa./ Sien dolce o ruvidi,/ sien flemma o foco,/ son tutti simili/ a presso a poco…”. E ancora, in finale: “La bella italiana venuta in Algeri/ insegna agli amanti gelosi ed alteri,/ che a tutti, se vuole, la donna la fa”.

La musulmana, secondo Mustafà: “Una moglie come questa,/ dabben, docil, modesta,/ che sol pensa a piacere a suo marito,/ per un turco è un partito assai comune (…)”.

Ma… ahi ahi, Giorgia Guerra! Non sono un filologo incallito, anzi. Apprezzo molto i trattamenti registici contemporanei se valorizzano e aggiornano la drammaturgia. La regia adotta espedienti carucci, ma non Pop-elevati: Pop-corn, mi vien da dire, tipo Vespe Piaggio, truci corsari ridotti a servili meccanici, schiavitù scambiata con beauty farm, astuto sultano istupidito da arti maliarde anziché stupido sultano beffeggiato dalle stesse…

Non sono semplici obiezioni semiologiche, sono idee carine (anche se non geniali), che però apportano soprattutto danni alla drammaturgia. 

Invece, non mi sento di criticare il cast vocale, che salva un bel po’ dello spettacolo: Urkin, Eliseeva, Burns, Baltazar e Li Biao fanno il loro mestiere anche tra i suddetti intralci. Perché l’opera è teatro musicale, non dimentichiamolo, l’ultimo vero di supremo livello, salvo casi, da dita di una mano, nell’opera pop-rock. Rispettiamone la natura…

Pubblicità
Pubblicità
Continua a leggere

Società

Diocesi, aperto il nuovo anno pastorale: focus su formazione e comunicazione

Pubblicato

-

Con il convegno pastorale in corso da ieri al Vinzentinum di Bressanone, presenti due vescovi – Ivo Muser e Michele Tomasi – clero, operatori della pastorale, Consigli pastorali parrocchiali, laici attivi in ambito ecclesiale, si avvia ufficialmente il nuovo anno di lavoro diocesano.

Reinhard Demetz, Direttore dell’Ufficio pastorale, ha presentato il tema 2019/20 “Sulla Tua Parola… credere, comprendere, vivere insieme“ incentrato su svariate iniziative di formazione e comunicazione.

Parrocchie e associazioni ecclesiali sono invitate ad orientare al tema diocesano il proprio programma pastorale annuale.

Pubblicità
Pubblicità

Una novità è il percorso diocesano di formazione che parte in autunno e che offre corsi per rafforzare il volontariato nelle parrocchie. 

Un giorno all’anno per un corso

I volontari sono invitati a dedicare una giornata all’anno a un evento di formazione scelto tra i molti offerti, “perché acquisire gradualmente nuove competenze è d’importanza decisiva per il volontariato”, ha detto Demetz.

Il percorso diocesano di formazione, con sistema modulare, propone incontri sui tanti servizi svolti nella comunità parrocchiale e nasce dalla cooperazione tra Curia e istituti diocesani di formazione: Katholisches Bildungswerk, che coordina il percorso, Accademia Cusano, Studio teologico-accademico di Bressanone e Istituto di scienze religiose. Sul sito web della Diocesi le informazioni aggiornate sugli eventi: www.bz-bx.net/it/percorso-di-formazione 

Altre iniziative dell’anno pastorale

Nel 2019/20 la Diocesi propone quindi un corso di approfondimento sulla fede cristiana e iniziative di catechesi per adulti. E infine comunicare significa anche cercare il dialogo nella società e con persone di altre religioni, per un confronto senza pregiudizi: per questo nel nuovo anno pastorale la Chiesa altoatesina offre iniziative di ecumenismo e dialogo interreligioso (come la mostra itinerante “Ethos universale”, a disposizione di scuole, enti, associazioni), azioni di giustizia sociale e tutela del creato (con l’edizione aggiornata del Manuale per l’ambiente), approfondimenti sulle visioni del mondo e sulle varie forme di esoterismo. 

Informazione e nuovi media 

 A Bressanone quattro giornalisti hanno poi parlato di informazione nella Chiesa e nella società. Gudrun Sailer di Vatican News a Roma si è soffermata sulla riforma della comunicazione voluta da papa Francesco e sui media vaticani.

Il ruolo dei social media nella comunicazione (usati da 31 milioni di italiani, per una media di quasi 2 ore al giorno) è stato tracciato da Gigio Rancilio, responsabile dei social del quotidiano Avvenire.

Floriana Gavazzi, giornalista di Rai Alto Adige, si è soffermata su opportunità e sfide della digitalizzazione per la Chiesa. Ha tra l’altro ricordato la comunicativa di papa Francesco, fatta di un linguaggio essenziale e incisivo, dell’uso di immagini centrale nella cultura contemporanea (ad esempio “la Chiesa ospedale da campo”, “l‘odore delle pecore”).

Le sfide principali anche per la Chiesa locale: rispondere alla domanda di umanizzazione che arriva da tante parti e ritornare alle radici dell’annuncio di liberazione.

Domani mattina alle 9.15 i lavori proseguono con la relazione programmatica del vescovo Muser, che anticipa i prossimi passi della Diocesi e affronta anche temi attuali nella società altoatesina. Il convegno, organizzato da Accademia Cusanus e Ufficio pastorale, si conclude con la consegna delle onorificenze diocesane.

Pubblicità
Pubblicità

Continua a leggere

NEWSLETTER

Archivi

Categorie

di tendenza