Connect with us

Economia e Finanza

Autobrennero, secondo atto: il Cda nomina Diego Cattoni amministratore delegato

Pubblicato

-

Il Consiglio di Amministrazione di Autostrada del Brennero SpA nominato questa mattina dall’Assemblea dei Soci si è riunito questo pomeriggio e ha indicato in Diego Cattoni il nuovo Amministratore Delegato.

Nato a Trento nel 1965, laureato in Economia e Commercio all’Università di Trento, dottore commercialista, è stato Ufficiale della Guardia di Finanza, Direttore Generale e Amministratore Delegato della holding di partecipazione della Famiglia Lunelli (Ferrari Spumante), Vice Presidente di Dolomiti Energia Holding SpA, Consigliere Delegato di FT Energia SpA, fondatore e Amministratore Delegato di Oikos Gmbh a Berlino, membro del board di Coster Tecnologie Speciali SpA e Amministratore Delegato di Aquila Basket Trento.

Cattoni subentra a Walter Pardatscher, Amministratore Delegato di Autostrada del Brennero dal 2013, Presidente nel triennio 2010-2013 e membro del CdA fin dal 2004.

Pubblicità
Pubblicità

Il rinnovo della Concessione autostradale rappresenta un passaggio decisivo per procedere alla considerevole implementazione della rete autostradale e alla realizzazione di opere per il miglioramento della viabilità ordinaria utili alle Comunità locali.

La concessione permetterà di dare continuità al finanziamento del tunnel del Brennero e delle tratte di accesso – ha detto Cattoni – così da poter costruire un futuro in cui la mobilità sia sempre più intermodale. Penso anche alla tutela dell’ambiente con particolare riguardo alla riduzione delle emissioni e dell’inquinamento acustico.

Faccio il mio ingresso in una Società con una storia e un presente importanti, non mancherò di spendere con determinazione le mie energie e le mie competenze per fare in modo che ogni futura opportunità si traduca in un miglioramento per gli utenti e per i Soci”.

Sotto, a sinistra il nuovo amministratore delegato di Autostrada del Brennero Spa Diego Cattoni, a destra l’ad uscente Walther Pardatscher.

Pubblicità
Pubblicità

Economia e Finanza

Mancati pagamenti, il Decreto Crescita apre ai professionisti in difficoltà per debitori insolventi

Pubblicato

-

I professionisti in difficoltà a causa di debitori insolventi con processi penali a carico potranno accedere, come le PMI, ai finanziamenti agevolati. Lo rende noto CNA Professioni Trentino Alto Adige.

L’articolo 19-ter del DL 34/2019, noto come Decreto Crescita, convertito in Legge 58/2019, estende il “Fondo per il credito alle aziende vittime di mancati pagamenti” previsto dall’art. 1 commi 199-202 della legge n. 208/2015 (legge di stabilità 2016) ai professionisti.

Scopo di questo fondo – spiega CNA Professioni regionale – è sostenere attraverso finanziamenti agevolati, coloro che si trovano in una situazione di crisi potenziale a causa di mancati pagamenti frutto di un’attività illecita di rilevanza penale imputabile ai loro debitori”.

Pubblicità
Pubblicità

La disposizione inoltre amplia la platea dei soggetti debitori ai “debitori nell’ambito dell’attività di impresa” e allarga il novero delle fattispecie di reato rilevante ai fini dell’accesso al Fondo. Ai reati di estorsione, truffa, insolvenza fraudolenta, e false comunicazioni sociali  (già previsti dalla L. n. 208/2015) vengono aggiunti i reati disciplinati dalla legge fallimentare: bancarotta fraudolenta, bancarotta semplice, ricorso abusivo al credito.

Il decreto crescita prevede infine la possibilità di beneficiare di un acconto sul finanziamento erogato dal Fondo del 50%, con saldo, alla verifica dei requisiti.

Il soggetto che si occupa di gestire le pratiche e di concedere il finanziamento – informa CNA Professioni – è il Ministero dello Sviluppo economico.

Pertanto la domanda dovrà essere presentata solo in modalità telematica all’indirizzo https://agevolazionidgiai.invitalia.it, sezione Accoglienza Istanze DGIAI. Alla domanda dovrà essere allegata tutta la documentazione richiesta per permettere una corretta gestione della pratica di erogazione”.

CNA Trentino Alto Adige è a disposizione per affiancare i professionisti associati nell’espletamento delle pratiche.

Pubblicità
Pubblicità

Continua a leggere

Economia e Finanza

Unione consumatori, +422 euro l’anno a Bolzano

Pubblicato

-

Sebbene l’inflazione in Italia sia congelata, i tassi rilevati dall’Istat hanno calcolato che il costo medio della vita è comunque aumentato dello 0,7 per cento.

Una percentuale che a livello italiano si traduce in 172 euro in più per famiglia in media all’anno mentre in provincia di Bolzano l’aumento è dell’1,4 per cento ovvero 422 euro.

Il capoluogo non è tuttavia la città con il tasso più elevato (il record del tasso di inflazione più alto appartiene in ogni caso a Bari con un +1,7 per cento) ma rimane comunque quella con la spesa aggiuntiva maggiore.

Pubblicità
Pubblicità

Al secondo posto tra le città più care c’è Verona (+ 1,5 e 389 euro), Bari (+1,7 e 354 euro). Perugia la meno cara con abbassamento dei prezzi dello 0,1% che genera un risparmio annuo di 23 euro.

 

 

Pubblicità
Pubblicità

Continua a leggere

Economia e Finanza

Mobilità a Bolzano, gli artigiani chiedono soluzioni

Pubblicato

-

Gli artigiani e le piccole imprese chiedono al Comune di Bolzano interventi a breve, medio e lungo termine per la mobilità affinché si possa “Muovere l’economia, muovendosi in economia”, ovvero senza perdere tempo e denaro per lavorare in serenità.

È quanto emerge dal sondaggio condotto da CNA-SHV tra gli associati da inizio giugno a inizio luglio, subito dopo che il Comune ha illustrato il Piano Urbano della mobilità sostenibile (Pums).

Dalle risposte degli imprenditori emerge che il 55% è favorevole al Pums e agli obiettivi di diminuire il traffico veicolare, migliorare i mezzi pubblici e ridurre l’inquinamento. Il 23% manifesta, però, necessità di approfondire la conoscenza del documento e l’8% ha molte perplessità.

Pubblicità
Pubblicità

Per quanto concerne l’introduzione del ticket per i pendolari e i turisti, il 51% è favorevole, il 20% contrario, il 14% perplesso il 12% vorrebbe avere più dettagli. In totale, il 46% non è favorevole a questa misura.

Incide, in questo quesito, il voto di artigiani e imprese che hanno sede o abitano fuori città. Su quale sia il mezzo di trasporto ad alta capacità e poco inquinante da realizzare sull’asse centro-Ponte Adige, ma anche sulle altre direttrici principali, le risposte sono molto diversificate: il 39% privilegia il metrobus elettrico, il 21% propone le cabinovie urbane, il 14% ciascuno per il tram e il Minimetro su rotaia, l’8% vorrebbe più linee di tram.

Un anno fa, un analogo sondaggio aveva rivelato che l’87% dei mezzi aziendali era compreso nella gamma tra Euro 2 e Euro 5, destinati al blocco da gennaio 2020 al 2023. L’avvicinarsi del divieto ha convinto le imprese a investire.

Adesso il 45% ha veicoli tra Euro 2 ed Euro 5, a rischio di blocco, mentre gli Euro 6 sono saliti al 24% e i veicoli elettrici o ibridi al 15%.

Infine la riapertura solo ai veicoli aziendali, in determinate fasce orarie, di viale Trento (per il quale il Comune sta mettendo a punto una sperimentazione che dovrebbe partire a settembre) e di ponte Resia in direzione via Resia. Il 62% è favorevole, il 15% è contrario, il 15% è perplesso e il 7% vorrebbe prima conoscere il piano dettagliato.

Secondo Corrarati “In periodi di emergenza sono necessarie soluzioni di emergenza. Tra cantieri pubblici e privati, in programma o già avviati, ci saranno molti disagi.

Da qui la richiesta di aprire in determinati orari le vie inutilizzate come viale Trento e Ponte Resia in direzione via Resia, puntando su strumenti innovativi che utilizzino le telecamere non solo per la sicurezza ma anche per il monitoraggio del traffico, indirizzando i flussi veicolari verso percorsi liberi attraverso sistemi semaforici e segnaletici smart.

Un esempio in tal senso è l’App sviluppata dal Comune su proposta di CNA per verificare le aree di sosta di carico e scarico libere per i veicoli aziendali”.

Il segretario Schwienbacher ha sottolineato come “artigiani e Pmi stiano già dando un contributo in termini di investimento, cambiando gradualmente i veicoli Diesel più vecchi con mezzi Euro 6 o addirittura elettrici o ibridi.

Ma non si può pensare di lasciare nei guai quel 45% che non ha cambiato i veicoli e probabilmente non ha le risorse per farlo. Rilanciamo la proposta di una rottamazione green utilizzando incentivi provinciali e comunali, finanziabili in parte con gli utili di A22, principale fonte di inquinamento della città”.

Pubblicità
Pubblicità
Continua a leggere

NEWSLETTER

Archivi

Categorie

di tendenza