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Bolzano

Bolzano, presi subito dopo un furto con scasso in viale Europa: in manette quattro georgiani

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Gli agenti della questura hanno arrestato quattro georgiani subito dopo aver commesso un furto con scasso del valore di circa 20mila euro in un appartamento di viale Europa a Bolzano.

Si tratterebbe della cosiddetta “banda del grimaldello bulgaro” composta da un georgiano di 33 anni nato in Armenia e residente in Alto Adige, due georgiani di 34 e 37 anni, ritenuti gli esecutori materiali dei furti, ed un cittadino tedesco di 60 anni.

I sospetti autori dell’effrazione non avevano lasciato tracce sulle porte, in quanto apparentemente molto abili nel trattare il passaggio senza impronte e secondo la polizia, si sarebbero spostati con ben due automobili.

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La “firma” del presunto sodalizio criminale è l’utilizzo del grimaldello bulgaro, un arnese da scasso che, una volta inserito nella serratura di una porta blindata, ne copia il codice automaticamente consentendo di entrare senza lasciare tracce di effrazione.

Le indagini erano già iniziate lo scorso novembre, dopo alcuni furti rimasti senza autore e già allora, la polizia presumeva che ci fosse una banda chiaramente strutturata con una precisa divisione dei compiti.

Uno dei georgiani, che aveva la funzione di basista, vive in Alto Adige e sarebbe un richiedente asilo. Un altro dei georgiani arrestati vive invece in Germania.

Il basista “bolzanino” era tra l’altro già stato individuato dalle forze dell’ordine come probabile responsabile di un precedente furto con scasso.

I malviventi se la sarebbero probabilmente cavata anche questa volta dandosi con successo alla fuga se la Questura non fosse stata allertata da un testimone che ha denunciato l’avvistamento di un’auto sospetta.

Gli inquirenti non escludono la possibilità che altri due furti compiuti in Alto Adige tempo fa siano stati causati degli stessi criminali organizzati.

I sospetti si trovavano in provincia di Bolzano almeno da martedì scorso e in particolare i precedenti colpi erano stati commessi tra Bolzano e Merano, fino al tentato colpo di lunedì, fortunatamente questa volta non andato a segno.

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Bolzano

Caso Caciula, la Procura impugna il patteggiamento. Marchesini: “Fu omicidio volontario”

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E’ in arrivo il ricorso per cassazione contro la sentenza di patteggiamento di Loris Daniel Caciula per omicidio preterintenzionale.

Il 22enne, il 17 luglio del 2018 aveva ucciso la zia, la 46enne rumena Nicoleta Caciula.

Il patteggiamento è stato impugnato dalla procuratrice Donatella Marchesini per “errata qualificazione giuridica del fatto“, ovvero perché l’omicidio non sarebbe qualificabile come preterintenzionale ma volontario: secondo l’accusa Loris Caciula avrebbe infatti accettato il rischio che la zia potesse morire stringendole il braccio intorno al collo per più di dieci secondi, agendo quindi con il cosiddetto dolo eventuale.

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Secondo il patteggiamento, invece, la donna sarebbe morta in conseguenza (non voluta) della mossa, fatta per difendersi da una presunta avance.

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Bolzano

Pedane che non funzionano: l’ennesimo disabile lasciato a terra da Sasa

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Un altro autobus malfunzionante e l’ennesimo disabile viene lasciato a terra da Sasa.

Lo spiacevole episodio è accaduto nel primo pomeriggio nel quartiere Oltrisarco, dove un disabile, verso le ore 14.30 in attesa del mezzo pubblico 10A, non è potuto salire perché la pedana per l’accesso a bordo era fuori uso.

Vani sono risultati i numerosi tentativi da parte dell’autista per sbloccarla.

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Su quanto accaduto ci si interroga e si raccoglie la segnalazione dei cittadini, che amareggiati per l’ennesimo disservizio chiedono, come fatto ormai decine di volte in passato ma anche recentemente, una rapida risoluzione di queste problematiche.

 

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Bolzano

Bolzano: arrestato dalla Polizia il rapinatore della gioelleria Doriguzzi: è un 45enne italiano

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E’ stato individuato e arrestato alla fine di lunghe indagini l’uomo che alla fine di luglio, con il volto travisato, aveva rapinato la gioielleria Doriguzzi in via Claudia Augusta a Bolzano.

L’uomo, un 45enne italiano pluripregiudicato, intorno alle 17.30 del 31 luglio aveva minacciato con una pistola l’anziana moglie del proprietario.

Il malvivente aveva puntato l’arma in faccia all’83enne per farsi consegnare contanti e preziosi.

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La povera donna, successivamente colpita da un malore, si trovava sola nel negozio in quanto il marito si era assentato temporaneamente per recarsi al vicino bar.

Dall’attività di indagine, coordinata dalla Procura e condotta dalla Squadra mobile, sono emersi diversi elementi sulla responsabilità dell’uomo grazie all’ausilio delle telecamere di zona che l’hanno ripreso nell’immediatezza dei fatti e anche grazie ai testimoni oculari della rapina.

L’attività di ricerca della refurtiva e dell’arma utilizzata per compiere il delitto non ha però dato esito positivo.

Dopo il colpo messo a segno, il rapinatore si era allontanato a piedi. Ieri l’arresto e il carcere.

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