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CasaPound: anche dal Trentino AA i militanti sfidano il lockdown e si portano ai confini tra Sardegna e Algeria

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Con l’arrivo del caldo e la ripresa degli sbarchi, i militanti di CasaPound Italia sono usciti in mare aperto con alcune imbarcazioni per monitorare la tratta migratoria che è tornata a interessare la Sardegna. Era presente tra le altre una delegazione proveniente dal Trentino Alto Adige che sfidando il lockdown si è portata oltre i confini regionali.  Navigando tra la costa del Sulcis in direzione dell’Algeria, le barche di CasaPound esponevano uno striscione recante la scritta “Defend Borders”, accompagnato da bandiere tricolori e della Sardegna.

Con questa azione  – ha tuonato al megafono Cpi in italiano e in francese – vogliamo ribadire la sacralità dei nostri confini marittimi. Non possiamo accogliere migliaia di persone che arrivano e creano problemi sanitari e di criminalità, come testimoniano le numerose risse ed evasioni al centro d’accoglienza di Monastir, in un periodo in cui gli italiani e i sardi vivono nell’insicurezza più totale sul loro futuro e in cui sono costretti a chiudere le proprie attività“.

Riteniamo un dovere continuare a ribadire, come abbiamo fatto in passato nel corso di numerose azioni in questa zona – prosegue la nota – che i confini marittimi non devono essere dimenticati, come invece spesso accade tra continui arrivi illegali e tentativi di cessione di porzioni di mare a potenze straniere (Algeria, Francia), nel totale silenzio delle altre forze politiche“.

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CasaPound avverte inoltre che le azioni di protesta e di monitoraggio dei confini nazionali, marittimi e di terra, continueranno “a prescindere dai ciechi lockdown del governo”. 

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