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Coronavirus: protezione civile rimpatria cittadini UE. Russia chiude i confini con la Cina. I morti salgono a 185

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Ikea ha deciso di chiudere in via temporanea tutti i suoi 30 store in Cina a causa dell’epidemia del coronavirus scoppiata a Wuhan, che ha causato finora 185 morti.

La misura è scattata dopo che mercoledì il colosso svedese aveva annunciato la chiusura di metà dei suoi negozi, limitando anche gli orari di apertura di quelli operativi.

Intanto la Chinese Football Association, la Federcalcio cinese, ha deciso di rinviare tutte le partite del 2020.

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La provincia dell’Hubei, epicentro del coronavirus 2019-nCoV, ha confermato 4.586 casi d’infezione, coi decessi saliti a 169 sui 185 totali registrati in Cina.

Dai dati aggiornati della Commissione sanitaria provinciale emerge che i ricoverati sono 4.334: 711 sono “gravi“, 277 invece sono in condizioni “critiche‘.

Soltanto mercoledì i nuovi casi accertati sono stati 1.032 e le morti 37. Nella capitale Wuhan, focolaio dell’epidemia, i nuovi casi sono stati 356 con altri 25 decessi.

Due casi sospetti di Coronavirus sono in isolamento nell’ospedale di bordo di una nave da crociera ferma al porto di Civitavecchia. Si tratta di marito e moglie provenienti da Macao. Solo la donna, di 54 anni, presenta febbre e problemi respiratori. L’uomo invece non ha manifestato sintomi, ma è stato ugualmente messo in isolamento visti i rapporti stretti con la moglie.

E proprio a causa dell’epidemia la Russia ha deciso di chiudere i confini con la Cina. Il premier russo Mikhail Mishustin ha firmato un ordine per chiudere la frontiera in estremo oriente per evitare il propagarsi del nuovo coronavirus. Lo riportano la Tass e Russia Today.

Intanto la protezione civile è stata mobilitata per il rimpatrio dei cittadini UE. Lo comunica il deputato Marco Dreosto, delegato del Gruppo ID ai rapporti con la protezione civile dell’UE, vista l’esplosione dell’epidemia nel continente asiatico.

Il meccanismo di rimpatrio è stato attivato a seguito di una richiesta di assistenza dalla Francia, per fornire sostegno ai cittadini europei che si trovano in Cina. Il Commissario per la gestione delle crisi ha dichiarato che l’Unione Europea non dimentica i propri cittadini al momento del bisogno, ovunque si trovino.

Due aeromobili saranno mobilitati per tramite della protezione civile rimpatriando dalla zona di Wuhan all’Europa. Il primo aereo partirá dalla Francia giá domani mattina, mentre il secondo veivolo decollerá in settimana. Sono circa 250 i cittadini francesi trasportati sul primo aereo ed oltre 100 quelli di altri paesi europei che si uniranno nel secondo viaggio. L’UE cofinanzierà i costi di trasporto dell’aeromobile.

Gli europei presenti in Cina, che desiderano essere rimpatriati, possono contattare il Centro di coordinamento della protezione civile, aperto 24 ore su 24, 7 giorni su 7, ed in costante contatto con gli Stati membri, le delegazioni dell’UE nella regione e l’ambasciata cinese a Bruxelles. Nel frattempo il Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie infettive sta costantemente monitorando la situazione al fine di coordinare gli arrivi e successivi possibili periodi di quarantena.

Il meccanismo di protezione civile dell’UE – spiega Dreosto – rafforza la cooperazione tra Stati membri e partecipanti nel campo della protezione civile, al fine di migliorare la prevenzione, la preparazione e la risposta alle catastrofi.

“Ad oggi – continua Dreosto – tutti gli Stati membri dell’UE partecipano al meccanismo, ma anche l’Islanda, la Norvegia, la Serbia, il Nord Macedonia, il Montenegro e la Turchia”.

Il deputato Marco Dreosto fa inoltre presente che dalla sua istituzione, nel 2001, il meccanismo di protezione civile dell’UE, anche con il contributo della protezione civile italiana, ha dato risposta ad oltre 300 richieste di assistenza, all’interno e all’esterno dei propri confini.

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