Società
Europee: appello della diocesi per un voto “pro Europa dei migranti e senza nazionalismi”
“L’Europa è nata soprattutto come un progetto di pace, dalle macerie della Seconda guerra mondiale e dopo le terribili esperienze di politica autoritaria e nazionalista.
Questo straordinario progetto è un dato assodato da molti, mentre c’è qualcuno che lo mette in discussione.
L’Unione Europea è una storia di successo, che oggi deve confrontarsi con la crescente pressione dei nazionalismi. È pertanto importante difendere l’Europa. Non abbiamo bisogno di meno Europa, ma di più Europa!
La pace non è tutto, ma senza pace non c’è niente“.
Così recita parte del testo della dichiarazione congiunta del vescovo Ivo Muser e della Commissione diocesana per i problemi sociali e del lavoro alla vigilia delle elezioni europee.
L’invito è quello a non mettere in discussione il progetto Europa come ‘costruzione di pace’.
“La Comunità Economica Europea (CEE) è stato il primo passo per la costruzione di quel progetto di pace che è l’Europa. In quanto unione politica (UE), deve essere però molto più di una semplice unione economica e monetaria. Abbiamo bisogno di un’Europa basata sui valori cristiani, che costruisca ponti di dialogo, affinché il leitmotiv di questo progetto di pace sia la carità e non l’esclusione.
L’Europa è chiamata alla solidarietà soprattutto nella questione migratoria.
Le forze nazionaliste ed egoiste, utilizzando metodi populisti, mettono in pericolo quel progetto di pace che è l’Europa. Gli interessi nazionalistici particolari bloccano spesso lo sviluppo di una unione democratica ed eco-sociale dei popoli e delle regioni europee.
Il capitalismo neoliberale è opprimente e influenzato da lobby ben organizzate presenti in tutti i settori della politica. Gli interessi privati dei grandi gruppi industriali vengono spesso prima della politica, che sarebbe responsabile del bene comune. Spesso l’uomo non viene più considerato nella sua dignità, ma solo come un elemento della catena produttiva, come consumatore e come utente.
Continua la nota: “Papa Francesco, nell’enciclica “Laudato si’”, usa parole dure per criticare questa economia che ha allargato il divario tra ricchi e poveri. Ciò di cui c’è bisogno è di un mercato equo, che è possibile solo se si giunge ad una sempre maggiore armonizzazione delle politiche sociali, fiscali e ambientali degli Stati membri.
C’è bisogno di un’economia che “fa vivere e non uccide, include e non esclude, umanizza e non disumanizza, si prende cura del creato e non lo depreda”, afferma Papa Francesco.
Possiamo scegliere!
Dal momento che siamo convinti del progetto di pace che è alla base dell’Europa e possiamo rafforzarlo con il nostro voto, come Commissione diocesana per i problemi sociali e del lavoro, insieme al vescovo Ivo Muser vi invitiamo ad andare a votare! Sfruttiamo questo diritto e costruiamo insieme l’Europa della pace!“.

btv
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