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Bolzano

Finto maresciallo e sms truffa: la Polizia sventa un raggiro da 35mila euro. Due denunciati

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La Polizia di Stato di Bolzano ha sventato una truffa da 35mila euro ai danni di una donna, riuscendo a recuperare gran parte della somma e a denunciare due cittadini italiani per truffa aggravata.

I fatti risalgono allo scorso 18 febbraio. Quella mattina, la vittima ha ricevuto sul proprio cellulare un sms all’apparenza arrivato da una rinomata società pay tech attiva nei pagamenti digitali per banche, imprese e pubbliche amministrazioni.

Nel messaggio era segnalata una richiesta di autorizzazione al pagamento di 1.130,65 euro, con l’invito a contattare il numero di telefono indicato nel testo, qualora l’operazione non fosse stata effettuata dalla destinataria.

Insospettita, la donna ha chiamato il numero e dall’altra parte ha risposto una voce maschile che, dopo averle chiesto quale fosse il problema, si informa su eventuali pagamenti effettuati in mattinata. Ottenuta una risposta negativa, l’uomo ha chiesto informazioni sulla residenza della signora.

Saputo che si trova a Bolzano l’ha invitata a chiudere la chiamata, assicurandole che sarebbe stata contattata a breve dai Carabinieri.

Poco dopo, la donna ha ricevuto una telefonata apparentemente riconducibile all’Arma e successivamente una videochiamata tramite WhatsApp. Sullo schermo è comparso il logo dei Carabinieri, ma la telecamera dell’interlocutore è rimasta oscurata.

La voce era la stessa di prima, ma l’uomo si è presentato come un maresciallo, riferendo di un’indagine in corso su presunti dipendenti infedeli della banca nella quale la vittima ha il conto corrente.

Con tono rassicurante ma incalzante, il sedicente militare ha iniziato a raccogliere informazioni sulla situazione finanziaria della donna: chiedendo se ci fossero altre persone con delega sul conto, se possiede altri rapporti bancari e quale sia il saldo disponibile. Tutto, ha spiegato, per esigenze investigative.

A quel punto ha fornito un codice Iban e un nominativo, risultato poi essere quello di uno dei due indagati, sostenendo che, per mettere al sicuro i risparmi, la donna avrebbe dovuto trasferire l’intera somma su quel conto, intestato ad un presunto collaboratore della banca. Una volta conclusi gli accertamenti, il denaro sarebbe stato riaccreditato.

La richiesta era d’effettuare un bonifico istantaneo da 35mila euro, inserendo una causale plausibile e, soprattutto, di non parlare con gli impiegati della banca, che avrebbero potuto essere coinvolti nella presunta truffa interna.

La donna si è quindi recata in filiale per eseguire il bonifico. Solo una volta rientrata a casa ha iniziato a dubitare dell’accaduto, confidandosi con un conoscente che l’ha accompagnata in Questura dove ha sporto denuncia agli agenti della Squadra Mobile.

Gli accertamenti sono stati avviati immediatamente e, dalle verifiche sull’Iban, è emerso che il conto era stato aperto online in un istituto di credito ed era intestato a uno dei due presunti truffatori. La Polizia ha informato subito la banca, che ha disposto un blocco preventivo del conto, riuscendo a congelare 29mila euro ancora presenti.

D’intesa con l’Autorità giudiziaria, è stato quindi notificato all’istituto di credito il sequestro preventivo del conto corrente e delle somme depositate, a tutela della vittima. I due indagati sono stati denunciati per truffa aggravata.

“Le truffe fanno leva su emozioni come paura, urgenza e senso di protezione verso i propri cari. È fondamentale mantenere la calma e prendersi il tempo necessario per verificare ogni informazione ricevuta – si apprende da una nota testuale della questura –. La collaborazione dei cittadini rappresenta uno strumento essenziale per contrastare questi fenomeni. Segnalare situazioni sospette e diffondere la consapevolezza, soprattutto tra le persone più vulnerabili, contribuisce a rafforzare la sicurezza dell’intera comunità.”

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